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Il Graf Noir di Drei Donà

Roberto Greco
Dal n.107 di
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A dire il vero non sono poi tante in Italia le etichette realizzate in versione secca a bacca rossa o bianca, commercializzate a più di otto anni, e anche oltre, dalla loro vendemmia. Se consideriamo alcune Rarità di Terlano, la Riserva dell’Amarone di Quintarelli e pochi altri vini, si contano davvero sulle dita di una mano. Tra questi non dimentichiamo il Graf Noir, etichetta di punta dell’antica cantina romagnola Drei Donà Tenuta La Palazza, un vino alquanto singolare, di pregevole fattura, realizzato in Emilia Romagna, regione in forte crescita qualitativa, nota anche per le diverse varietà di Lambrusco, versione vivace e non, ed i sontuosi bianchi di Albana. Cantina storica dicevamo, mancano solo tre anni per festeggiare un secolo di vita, data inizio lavori marcata 1927, situata nel comprensorio di Massa di Vecchiazzano nella provincia di Forlì tra le colline di Castrocaro e Predappio, territorio dove il Sangiovese, quello di Romagna, manifesta davvero ottime proprietà d’evoluzione ed una solida struttura. Questo lo aveva bene intuito Carlo Drei Donà che agli inizi degli anni Novanta, lasciata l’attività forense, decide di dedicarsi anima e corpo all’antica attività vinicola della sua famiglia. L’idea di dare subito una svolta decisiva alla produzione, realizzando etichette quasi esclusivamente da uve principalmente da Sangiovese e altre varietà in purezza, è stata davvero vincente. Dalla nuova cantina escono prodotti monovitigno di grande interesse a base Sangiovese appunto, tra i più importanti la Riserva Il Pruno, il primo vino della tenuta, o il più semplice e fresco Notturno, per poi proseguire con il Magnificat, da Cabernet Sauvignon e finire con il Blanc de Blancs Brut Metodo Classico da sole uve Chardonnay. Nomi sono davvero singolari, perché derivanti dai nomi dei cavalli dell’allevamento di famiglia che risiedono all’interno della tenuta. Tra questi anche l’Igt Graf Noir, la Gran Riserva di casa Drei Donà, realizzata in un migliaio di esemplari e solo nelle migliori annate. Il prodotto è ottenuto da una piccola parcella di 0,85 ettari, neanche tremila ceppi di un’età massima di 35 anni, un assemblaggio tra uve Sangiovese al 50%, Negretto Longanesi al 30%, Cabernet Franc 5% e il restante con altri vitigni.

Il Millesimo 2004, a dieci anni dalla sua vendemmia, si presenta con un colore rosso rubino concentrato e vivido. Lo spettro olfattivo è caratterizzato da profumi complessi ed intensi di bacche selvatiche di ribes e more di rovo, terra umida, note vegetali di corteccia e felce, rosa canina e resina, poi cenni balsamici, un tocco speziato scuro di pepe nero e legno di cedro. La bocca è calda e vigorosa, stemperata da un’incisiva freschezza e da un’avvincente trama tannica. Lungo e persistente nella sua lunghezza. La fermentazione viene effettuata in vasche di acciaio inox per un periodo variabile tra i 18 ed i 25 giorni, dove affronta anche la malolattica. Maturazione in barrique di legno di Allier e Tronçais, 70% nuove, per un periodo che varia tra i 24 e 28 mesi. Affina poi in bottiglia per altri 36 mesi. Accompagna piatti importanti come un guanciale di vitello in casseruola e erbe aromatiche o un filetto di lepre con polenta gratinata al ginepro e salvia. 

 

 

Drei Donà Tenuta La Palazza
Via del Tesoro, 23 - Massa di Vecchiazzano
47100 Forlì
Tel. 0543 769371 
www.dreidona.it
palazza@dreidona.it

 

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