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Il Bianchello del Metauro

Salvatore Marsillo
Dal n.106 di
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Chiamato anche Biancame, Biancuccio o Greco Bianco, il vitigno Bianchello ha origini molto antiche e non completamente chiarite ma si pensa che sia un clone del vitigno greco. Questa varietà, di ottima vigoria e produttività, è diffusa in Romagna, in provincia di Rimini, e nelle Marche dove dà origine alla denominazione Bianchello del Metauro, riconosciuta nel 1969, il cui nome deriva dalla tipologia di uva e dal Metauro, uno dei fiumi principali della regione. L’area di produzione abbraccia 18 comuni della provincia di Pesaro e Urbino, nella vallata del Metauro, anche se la zona migliore è quella situata a nord del fiume dove si trovano i produttori storici. Per la produzione del Bianchello del Metauro è previsto l'utilizzo della varietà Bianchello per un minimo del 95% e per il restante 5% può essere impiegata la Malvasia Bianca Lunga. Le prime testimonianze sull’esistenza di questo vino risalgono al III secolo a.C.; addirittura Tacito suppone che il Bianchello sia stata la causa principale della sconfitta subita dall’esercito romano ad opera di Asdrubale Barca, fratello di Annibale, durante la battaglia del Metauro (207 a.C.), uno degli scontri decisivi della seconda guerra romano-punica, che i soldati romani avrebbero affrontato, secondo lo storico, in stato di ubriachezza.

Vino fragrante e fresco, tenue e delicato sotto tutti gli aspetti, lo si apprezza soprattutto in giovane età; solo in particolari annate e in seguito ad accurate selezioni in vigna e lavorazioni in cantina può essere predisposto verso un moderato affinamento. Frutto di vigneti di oltre 30 anni, il Bianchello del Metauro Celso, prodotto dall’azienda vinicola Guerrieri, rientra tra le migliori espressioni della Dop. Dedicato a Celso Guerrieri, a cui si deve la nascita dell'originario vigneto aziendale nei primi del Novecento, è il vino bianco più importante ed elegante della cantina che dopo la fermentazione si avvantaggia, tanto nei profumi quanto nella struttura, di un affinamento di qualche mese sulle fecce fini. Il colore paglierino è intarsiato da bagliori dorati e il bouquet richiama i prati in fiore e i frutti a pasta gialla maturi, quindi erba limoncina, salvia e timo con un accenno minerale in scia. Il corpo, pieno e appagante, è corroborato da alcol e discreta morbidezza; incalzanti la spinta acida e la vena sapida che si stemperano in un finale ammandorlato, di media estensione. Sulla tavola il Bianchello Celso incontra egregiamente tutti i prodotti in cui vive la tradizione gastronomica marchigiana come i maccheroncini di Campofilone nelle più disparate preparazioni o il prosciutto di Carpegna (Dop) che nella preparazione prevede anche la lavatura con vino bianco e l’aromatizzazione con pepe prima della stagionatura di un anno.

Guerrieri
Via San Filippo, 24
61030 Piagge (PU)
Tel. 0721 890152
www.aziendaguerrieri.it
info@aziendaguerrieri.it

 

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