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Rosato Flower Power, fiore di Maremma

Salvatore Marsillo
Dal n.97 di
Fotografia

Flower power, il “potere dei fiori”, è l'espressione bandiera del movimento hippy, coniata nel 1965 dal poeta Allen Ginsberg, già ideologo della Beat Generation negli anni Cinquanta. Il movimento hippy che usava questo slogan per evidenziare la matrice non violenta dei propri intenti, era nato negli Stati Uniti per opporsi alla guerra del Vietnam; a tal scopo gli adepti, che si vestivano con fantasie floreali e portavano fiori tra i capelli, davano vita a manifestazioni, raduni e concerti oltre a essere artefici di gesti simbolici anche eclatanti come bruciare pubblicamente le lettere con cui lo Zio Sam li voleva mandare al fronte. I figli dei fiori gettarono le basi di una vera e propria controcultura che si opponeva al conformismo del pensiero conservatore, professando un rapporto più spontaneo e autentico col mondo circostante e col proprio corpo. Ancora oggi si rispolvera spesso il vecchio slogan “Flower Power” per rievocare un ritorno alla natura scevro di sovrastrutture e sofisticazioni e un richiamo al potere dei fiori è arrivato anche dal mondo del vino. Siamo in Toscana. Sui crinali delle colline che fronteggiano il borgo medioevale di Montiano, in provincia di Grosseto, nel 1998 Simone Castelli ha fondato l’azienda vinicola Podere 414. Questa tenuta, che si estende per 49 ettari di cui 22 a vigneto, si chiama così perché 414 è il numero che l’Ente di Riforma agraria nel 1960 ha assegnato al podere durante il frazionamento del latifondo e l’assegnazione dei terreni. I vini che Simone ha ricavato da un territorio come questo, aspro e selvaggio, difficile da domare, sono solo due: il Morellino di Scansano - che nel giro di 15 anni è diventato uno degli esemplari di riferimento dell’intero areale, grazie anche ai consigli e all’esperienza tramandatagli dal padre Maurizio, nome storico dell’enologia italiana (Bastianich, Badia Coltibuono, Le Ragnaie) - e un rosato Igp Maremma Toscana chiamato appunto Flower Power.

Il Flower Power, a base di Sangiovese in purezza, è realizzato col metodo del "salasso", ossia le uve diraspate e pigiate, non ancora addizionate di solfiti, sono poste in un tino dove macerano per qualche ora; quindi dal basso viene spillato il mosto che in questo breve periodo ha assunto una vivace colorazione rosata. Dopo una refrigerazione di 24/36 ore, viene avviata la fermentazione in contenitori di acciaio inox ad opera di lieviti spontanei; per l’affinamento solo vasche d’acciaio, dove il Flower Power riposa fino a primavera inoltrata. Il risultato non potrebbe essere più in sintonia col movimento a cui si ispira; se gli hippy degli anni 60 volevano mettere fiori nei cannoni, Simone li mette nella bottiglia, proponendo un vino che nel colore ricorda 

i ciclamini e nei profumi le fresie rosse, le peonie e i boccioli delle rose, non disgiunti da spiccate note fruttate e gradevolmente vinose. 

Il gusto grazie al residuo zuccherino e alla briosa freschezza regala una beva spensierata, adatta per far festa con gli amici a bordo piscina o intorno a un falò. Può un vino come il Flower Power essere un inno alla pace? Il vino in generale, oltre ad assecondare la Natura nelle sue componenti e nei suoi tempi, ha un’innegabile funzione sociale, presuppone e promuove infatti la pacifica convivenza e la condivisione; in particolare il Flower Power, essendo frutto di coltivazione biologica, rispecchia nel contenuto l’armonia con l’ambiente circostante propugnata dal movimento e nell’etichetta richiama lo spirito e la leggerezza dei figli dei fiori, proponendo le varie scritte nelle forme ondulate tipiche dell’iconografia hippy, realizzate nei tre colori primari ma in versione psichedelica per cui il rosso diventa un rosa shocking, il blu un azzurro accesso e il giallo un raggio di sole.


Podere 414
Zona Maiano Lavacchio, 10
58051 Magliano in Toscana (GR)
Tel. 0564 507818
www.podere414.it
podere414@alice.it

 

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