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Il “punto di vista” di Corrado Dottori

Roberto Greco
Dal n.62 di
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È solo questione di punti di vista? È una delle domande che mi piacerebbe fare al bravo e giovane vignaiolo Corrado Dottori, proprietario de La Distesa, azienda vinicola biologica in terra marchigiana. Eh sì, perché Corrado, laureato in economia politica a Milano ed ex-broker esperto nel settore titoli, il suo “orizzonte temporale lungo” lo ha trovato solo a Cupramontana in provincia di Ancona, territorio nel cuore della denominazione Castelli di Jesi e paese natale del padre, per realizzare “quell’atto agricolo” che ha sempre desiderato e che ha iniziato a sviluppare dai primi mesi del Duemila. La sua è stata indubbiamente una scelta di vita, un cambiamento radicale, lasciandosi alle spalle ritmi di vita e rapporti sociali che in banca, dove tutto avviene in pochi secondi, non riusciva più a sopportare. Al primo ettaro di Verdicchio, ubicato in contrada San Michele di Cupramontana, Corrado ha affiancato altri tre ettari e mezzo, alcuni di proprietà e altri in affitto nei piccoli comuni di Staffolo e San Paolo di Jesi, con la messa a dimora di altre varietà autoctone e alloctone a bacca bianca e rossa. Grande attenzione in vigna, condotta in modo da lasciare in vita solo poche gemme, per non caricare eccessivamente il tralcio, mentre sui terreni, in prevalenza superfici tufacee ricche di carbonato di calcio e calcare, si utilizza il sistema del sovescio, seminando tra i filari favino, veccia, erba medica e pisello selvatico. Non è inoltre utilizzato nessun tipo di concime, solo tisane di ortica e di equiseto, trattando le piante solo con zolfo e piccole dosi di rame, nebulizzando il terreno almeno due volte l’anno con il preparato biodinamico 500, detto anche cornoletame. In cantina il procedimento di trasformazione delle uve avviene in maniera differente per le cinque etichette prodotte, senza l’aggiunta dei lieviti selezionati, con l’uso della solforosa sempre al di sotto degli 80 mg/lt, in particolare sui macerati bianchi e rossi dove non si superano mai i 50 mg/lt.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Gli Eremi Riserva 2008 ci presenta davvero delle singolari sorprese a cominciare dal colore giallo dorato intenso di ottima concentrazione. Naso complesso, in divenire, con piacevoli profumi di agrumi maturi di cedro e pompelmo, poi frutta a polpa gialla di pesca e mela, intrecciate a soffi vegetali di fieno, seguono riconoscimenti di erbe aromatiche e un sottofondo finale caratterizzato da riconoscimenti minerali netti ed intensi. Al palato conferma una grande vitalità e struttura, ottimo il corpo, sostenuto da una decisa spalla acida, dai ritorni aromatici e minerali. Perfetti l’equilibrio e la persistenza. Fermentazione e maturazione in botti di rovere di media caratura per circa un anno sui propri lieviti fini, poi affinamento per circa sei mesi in bottiglia. Si abbina bene ad un baccalà con guazzetto di cavolfiore e lenticchie o a filetti di branzino con salsa di caviale ed erba cipollina.

Corrado Dottori è anche autore del libro “Non è il vino dell’enologo - Lessico di un vignaiolo che dissente”, edito da DeriveApprodi. 

 

La Distesa
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