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Usini, la patria dell’Inu Onu

Salvatore Marsillo
Dal n.54 di
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A Nord-Ovest della provincia di Sassari, tra i territori del Logudoro e della Nurra, si trova Usini che deriva il nome dal greco “euxenos” (che significa “paese ospitale”) per la ricchezza di sorgenti, la fertilità dei terreni e la posizione ottimale tra le colline; la sua economia è radicata prevalentemente al settore agricolo come testimoniano le ampie distese di ulivi che si alternano alle carciofaie e, soprattutto, alle vigne; gran parte del territorio comunale è destinato infatti alla viticoltura, ben 350 ettari, col Cagnulari a fare la parte del leone. Questo vitigno a bacca rossa, che geneticamente presenta diverse affinità col Bovale, è giunto dalla Spagna nel Sassarese durante la dominazione aragonese del Seicento, distinguendosi poi dal clone originario per alcune caratteristiche morfologiche e chimiche. Il grappolo, di media grandezza e dalla forma piramidale, è molto compatto e gli acini, di piccole dimensioni con buccia spessa e pruinosa, sono sensibili al troppo sole che causa il disseccamento del rachide e all’eccessiva piovosità a ridosso della vendemmia che provoca il rigonfiamento eccessivo dei chicchi con la conseguente rottura e marcescenza. Il Cagnulari predilige i terreni alluvionali, calcareo-argillosi, sciolti e ben irraggiati ed è coltivato col sistema ad alberello sardo oppure a controspalliera bassa. Per secoli i produttori locali hanno usato il Cagnulari, insieme ad altre varietà, per realizzare vini robusti adatti al taglio; solo qualche decennio fa il decano dei viticoltori usinesi, Giovanni Cherchi, ha deciso di intensificarne la coltivazione e di vinificarlo in purezza. Dopo di lui altri hanno seguito le sue orme e attualmente sono 8 le cantine che si dedicano alla produzione di etichette di Cagnulari al 100%, con risultati così apprezzabili da meritare a Usini la fama di patria dell’Inu Onu (Vino Buono) e al Cagnulari una specifica menzione nella Doc Alghero (nel 1995).

Di Cherchi abbiamo assaggiato il Cagnulari dell’annata 2009, allegramente abbigliato di rosso acceso, digradante in bagliori purpurei verso l’orlo. Il bouquet sfoggia vivaci aromi di gerani e rose selvatiche, quindi bacche di corbezzolo, ribes e lentisco con pepe verde e liquirizia a corolla. Nel palato la freschezza guadagna il primo piano ed è corredata da tannini docilissimi e da una dilagante morbidezza glicerica. Accattivante la chiusura tutta fiori e frutti rossi. Vino non molto longevo, che mostra di essere già nel fiore della propria plenitude. Per avere maggiori dettagli sul Cagnulari e sulla viticoltura locale, abbiamo contattato il vicesindaco e assessore all’agricoltura del Comune di Usini, nonché collaboratore dei Vivai Cooperativi Rauscedo, Salvatore Lai.

Vicesindaco Lai, in cosa consiste l’attività dei Vivai Cooperativi Rauscedo?

I tecnici di questa cooperativa effettuano ricerche per isolare, all'interno di una specifica varietà, biotipi che possano migliorarne la capacità produttiva e il potenziale qualitativo; inoltre forniscono le barbatelle - di Cagnulari e non solo - che sono piantate nei terreni della zona.

Quali sono le iniziative per supportare la conoscenza e la diffusione del Cagnulari?

Un ruolo fondamentale è svolto dalla Confraternita del Cagnulari, importante centro di animazione sociale e culturale del paese che in collaborazione con la Proloco e altri enti organizza diversi eventi durante tutto l’arco dell’anno. A dicembre, per esempio, si svolge la manifestazione Ajò a Ippuntare (“andiamo a spillare”); per alcuni giorni le cantine del paese sono aperte al pubblico per consentire l’assaggio del vino nuovo, frutto dell’ultima vendemmia, con l’accompagnamento di canti e balli popolari. A giugno è la volta del concorso Vini di Coros, giunto nel 2012 alla quindicesima edizione. Questo evento in realtà non raduna solo i produttori del territorio di Coros, che comprende i comuni di Usini, Ittiti, Uri, Tissi, Ossi e Putifigari, ma di tutta la provincia sassarese, suddivisi in due categorie: le aziende vinicole con produzioni di vino superiori ai 25 ettolitri e gli amatori con produzioni comprese tra i 5 e i 25 ettolitri. Una giuria composta da 4 commissioni giudica i vini, bianchi a base Vermentino e rossi a base Cagnulari, e assegna la medaglia d’oro ai migliori.

Cherchi
Località Sa Pala ‘e Sa Chessa
Usini (SS)
Tel. 079 380273
www.vinicolacherchi.it
info@vinicolacherchi.it 

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