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Un bianco diverso

Salvatore Marsillo
Dal n.21 di
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La Valle del Ceno è un ridente territorio in provincia di Parma, disseminato di piccole chiese, borghi e castelli medievali, a certificare come questa valle sia stata in passato un importante punto strategico e di passaggio. Le antiche tradizioni enologiche della zona, dove secondo l’usanza etrusca le viti erano maritate alle piante da frutto, sono tuttora perpetuate da un ristretto numero di produttori tra cui negli ultimi anni si è distinto soprattutto Alberto Carretti. Nel 1972 questi ha acquisito la proprietà di Podere Pradarolo, nel comune di Varano de’ Melegar, composto dalla villa padronale, sede nel 1400 dell’antica Podesteria di Serravalle, e da 60 ettari di terreni di cui 5 destinati alla viticoltura.
Le vigne sono condotte secondo sistemi rigorosamente biologici, nel rispetto della Natura, delle sue leggi e dei suoi tempi, sfruttando l’intrinseca fertilità del terreno; nella lotta fitosanitaria è bandito l’utilizzo di sostanze di sintesi ed è ammesso solo il ricorso alla poltiglia bordolese, un fungicida a base di solfato di rame e idrossido di calcio, per la sua ridotta tossicità. La grande attenzione posta nella cura delle viti mira a ottenere un frutto perfettamente sano e integro; solo così si può procedere alla successiva vinificazione senza alcun tipo di conservanti, additivi e stabilizzazioni. Anche per i vini bianchi è prevista una lunghissima macerazione sulle bucce, secondo una ricetta che ha origini in Georgia e in Armenia, antica culla del vino, seguita ancora oggi in Italia da diversi produttori come Josko Gravner e Stanko Radikon nel goriziano e Frank Cornelissen sull’Etna.
Di Podere Pradarolo abbiamo provato il Vej 2006, una Malvasia di Candia in purezza, vinificata esclusivamente con lieviti indigeni e in assenza di anidride solforosa. Alla macerazione pellicolare di 90 giorni segue la maturazione di 16 mesi in grandi botti di rovere, con travasi effettuati solo nei periodi di luna calante. Un’ulteriore sosta di 6 mesi in bottiglia, dove il vino è posto senza essere filtrato, completa l’affinamento.
Considerati i presupposti, la sfumatura ambrata del colore non stupisce e preannuncia quella che sarà una sequenza aromatica fuori dall’ordinario: fiori gialli recisi, agrumi, erbe aromatiche, soprattutto salvia, note ossidative e sensazioni salmastre. Nel palato è evidente la nota tannica da bianco macerato mentre la contenuta acidità, un po’ in ombra rispetto alla vampa alcolica, denuncia in toto il millesimo di nascita. Con qualche anno in meno l’insieme risulterebbe più armonico. Questa lieve incrinatura però non intacca il merito principale del Vej che è quello di restituire un sapore naturale e originario, che rimanda direttamente ai primordi della genesi del vino.

Podere Pradarolo
Via Serravalle, 80
43040 Varano de’ Melegari (PR)
Tel. 0525 552027
www.poderepradarolo.com

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