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Priorat!

Verticale di uno dei rossi più rappresentativi di Spagna.

Antonella Pompei
Priorat!Mentre in Europa si stava parlando delle elezioni indipendentiste della Catalogna, durante un breve viaggio in Belgio, è capitato di partecipare, in un’intelligente enoteca chiamata Entrepot du Vin, ad una verticale di vini del Priorat, una piccola ma prestigiosa regione vitivinicola spagnola che si trova proprio in Catalogna. Con i suoi 1.800 ettari vitati, il Priorat è situato a sud-est di Barcellona e ad est di Terragona, non molto lontano dal mare ma collocato in un apparato montano, circondato da imponenti massicci montuosi. Ha un clima mediterraneo, con venti secchi e temperature che raggiungono un massimo di 6° a gennaio e minime di 23° nei mesi estivi, con scarsissime piogge (600 mm. annuali). Ha un  suolo del tutto particolare, composto da  grossi pezzi di licorella, una roccia metamorfica appartenente alle ardesie, ricca di quarzite, che ha origine nel Paleozoico (Era Primaria) e che costringe le radici delle viti a compiere notevoli sforzi per insinuarsi nel terreno alla ricerca di nutrimento e di poche gocce d’acqua. Questi sforzi recano una forte impronta alle uve, che regalano vini strutturati, talvolta potenti, ma nel contempo freschi e profumati, minerali.  Il Priorat e la Rioja sono le due regioni a Denominaciòn de Origen Calificada della Spagna (in catalano Calificada diventa Qualificada), denominazione che il Priorat ha ottenuto proprio grazie  a questa particolarità del terreno. Una zona dove si produce vino fin dall’antichità ma che ha visto, a partire dalla seconda metà degli anni ’70 del 1900, una vera rinascita qualitativa, ad opera di un gruppo di imprenditori che provarono a produrre vini nuovi e di grande bevibilità da varietà locali ed internazionali: René Barbier, Alvaro Palacios, José Luis Pérez, Carlos Pastrana e Dophné Glorian. Un passaggio epocale, che segnò una definitiva rottura con il passato, caratterizzato da vini con alta gradazione alcolica e facili all’ossidazione, e l’inizio di un nuovo percorso qualitativo che ha portato alla produzione oggi apprezzata in tutto il mondo. 
Priorat!La degustazione è presentata da Tony e Teresa, proprietari di Solà Clàssic, una piccola cantina di Bellmunt del Priorat che porta, nel nome, il sole che illumina e scalda i vigneti e l’amore per la tradizione e per la storia del territorio. Un’azienda a conduzione familiare e biologica certificata, dove tutto viene eseguito manualmente e nel pieno rispetto della natura e delle uve, raccolte in periodi diversi per ottenere l’ottimale combinazione di elementi. Pochissime bottiglie, non solo per le dimensioni aziendali ma anche per la bassissime rese delle vigne di questa zona, che non arrivano a 30 quintali per ettaro. I vitigni coltivati sono il Grenache ed il Carignano, in Catalogna chiamato per legge Mazuelo, i due vitigni più adatti per questa regione climatica. Il vino di punta dell’azienda, quello che si va a degustare, è il Solà Clàssic Priorat DOQ, un blend al 50% di Grenache e Carignano, vinificato in acciaio a temperatura controllata e fatto sostare in botte di rovere francese per medi periodi.  Il Grenache è il grande vitigno del Mediterraneo, un’uva internazionale a bacca rossa molto diffusa nel mondo, conosciuta in Italia come Cannonao, che si adatta bene in zone litoranee e mitigate dal mare, soleggiate e ventose. I suoi vini sono noti per avere una buona componente alcolica e un’acidità non elevata. Il Carignano è originario di Aragona ed è anch’esso molto coltivato nel mondo, in Italia si trova nel Lazio  e in Sardegna. Le sue caratteristiche più note sono un’alta capacità colorante ed una buona concentrazione di zuccheri. La verticale è una bella sorpresa, per l’inaspettata freschezza dei vini unita ad un’ eleganza discreta e ad un’alcolicità (14% vol.) ben integrata e mai dominante. Le prime due annate, 2017 e 2016, non sono ancora sul mercato e vengono servite da bottiglie prive di etichetta.
 
Priorat!2017 -  Rosso rubino. Al naso ha un impatto immediato di pietra focaia e roccia bagnata, che poi si ammorbidisce per esprimere note floreali di viola e di piccoli frutti rossi. In bocca manifesta grande volume, un’acidità quasi esplosiva e dei tannini non ancora equilibrati seppur non aggressivi. Il finale è mediamente lungo e leggermente amaricante. 

2016 - Rosso rubino luminoso e leggermente compatto. Più docile la nota minerale in questa versione, in cui prevalgono i profumi floreali e fruttati, orientati soprattutto verso la ciliegia e l’amarena croccanti. Il sorso è pieno, di decisa acidità, in cui ritorna il tannino non ancora maturo che lascia comunque una bocca gradevole ed ha una buona persistenza.

2013 - Rubino intenso e compatto. Le note floreali ricordano il gelsomino e la viola, quelle fruttate sanno di  bacche rosse e nere più mature e dolci, mentre l’impronta minerale si fa più discreta. In bocca l’acidità è perfetta nel suo equilibrio con un tannino vellutato, che regalano un sorso di assoluta piacevolezza, integrato nella calda nota alcolica e nella buona persistenza, elegante e ben bilanciato.  

2010 - Rosso granato pieno. Note di frutta matura e quasi in confettura prevalgono su altri sentori, in cui spicca una nota terziaria di resina. L’assaggio è corposo, elegante e dotato di giusta freschezza, morbido e di lunga persistenza. Il tannino è vellutato, a rendere suadente la beva.

2004 - Rosso granato che annuncia un principio di ossidazione. I profumi ricordano il fungo, il sottobosco, la terra bagnata, il tabacco da pipa. Nonostante l’aspetto, il sorso mantiene ancora una discreta acidità, ha un buon corpo, è morbido, equilibrato, dal tannino setoso e dal lungo finale.  

Una piacevolissima esperienza gustativa, che invita ad approfondire la conoscenza dei vini dell’altro grande Paese vitivinicolo europeo, la Spagna.   
 
Solà Clàssic, SL
C/Nou, 15
43738 Bellmunt del Priorat (Terragona) - Spagna
info@solaclassic.com
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