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Bibenda day 2017 - Quinto tempo

I Grandi Rossi del Centro

Paolo Lauciani
Relatore Paolo Lauciani
Relatore Paolo Lauciani

I grandi del Centro Italia, non solo Toscana, anche Umbria e Lazio competono alla pari su un palcoscenico ricco di interpreti particolarmente virtuosi.

FotografiaBrunello di Montalcino 2010

Le Potazzine


Gigliola Giannetti è tra le più raffinate interpreti del terroir montalcinese. I suoi vini, tutti Sangiovese in purezza sostanziosi e affusolati, regalano ai sensi un’esperienza emozionante, fatta di meravigliosa integrità e nitida classe.
L’elegante trasparenza granato prelude a un naso pimpante di rosa canina, fragolina di bosco, ribes, felce, muschio, corteccia, impreziositi da un soffio di balsamicità mentolata. Velluto puro, tannino perfetto e alcol fuso in un sorso vivificato da suadente freschezza. È il vino della grazia, della raffinatezza, della forza di volontà.
 
FotografiaRomanzo 2009

Bibenda


“Un romanzo è come un archetto, la cassa del violino che emette suoni è l’anima del lettore” (Stendhal). Questo vino è la sintesi di tre uve non romane che raccontano la città eterna, luogo emblematico dal quale – da oltre 50 anni – trasmettiamo la cultura del vino come emozionante storia universale.
Granato compatto. Delicate fragranze di caffè tostato, cacao e fiori essiccati, sentori ematici e un’impronta carnosa di frutta matura. In bocca sfoggia spalla acida e tannino coeso, piacevolezza e sfericità. È la passione di un racconto coinvolgente trasfusa in un calice di vino.
FotografiaGalatrona 2007

Petrolo


L’intuizione di Giulio Gambelli, la sensibilità di Luca Sanjust e un territorio dal carattere indomabile sono le matrici di questa lettura polposa e aristocratica della Val d’Arno di Sopra, spartito che risuona inconfondibile anche se interpretato da un’uva globale.
Velluto rubino. Profumi finissimi di amarena e tabacco da pipa, senape e olive nere, humus e cioccolato, pepe rosa e chiodo di garofano. All’assaggio conquista per misurato equilibrio, raccontando il paesaggio toscano, la boschiva eleganza del “genius loci”.
FotografiaSagrantino di Montefalco 25 anni 2000

Arnaldo Caprai


La tenacia visionaria e la capacità imprenditoriale di Marco Caprai, un vitigno secolare mai compreso prima nella sua ricchezza. Tutto questo è racchiuso in un’etichetta simbolo di un territorio bellissimo e del suo alfiere più rappresentativo, domato e reso elegante come un principe.
Granato luminoso. Evoluzioni olfattive di amarene in confettura, bacche di ginepro, ruggine, tè nero, liquirizia e tabacco. Fisicità intonsa, strutturata su possanza tannica, tenore alcolico e scolpita muscolosità. Finale saporito e coerente.
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