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IL VINO A SCUOLA

Grazie alle Commissioni Agricoltura e Cultura della Camera dei Deputati e grazie alla Fondazione Italiana Sommelier il vino arriverà a scuola. La Commissione Agricoltura ha approvato un disegno di legge per razionalizzare la normativa vigente.

Flavia Piccoli Nardelli
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Prodotto di una lunghissima tradizione, il vino italiano è simbolo di prestigio per il nostro Paese nel mondo ed è parte integrante della nostra storia da millenni. L'affermarsi delle pratiche vitivinicole nel nostro Paese non ebbe mai un significato esclusivamente tecnico, così come il consumo di vino non ebbe mai un'accezione solamente alimentare.
 
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L’Italia è uno dei Paesi in cui la produzione e la degustazione di vino è un fatto culturale che coinvolge tutte le regioni. La cultura vinicola italiana è molto radicata e legata al territorio, perché i vini italiani sono fortemente legati alla tradizione contadina. Negli ultimi trent’anni poi c’è stato un imponente sviluppo della ricerca di maggiore qualità e pregio e che hanno garantito un appeal internazionale prima sconosciuto.
La XIII Commissione Agricoltura ha approvato, nello scorso mese di aprile, un testo unificato “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino”. Il disegno di legge ha lo scopo di razionalizzare la normativa vigente che nasce dal sovrapporsi di norme di livello europeo e nazionale accompagnate dalle norme di attuazione che hanno origine, nel corso degli anni, ad un sistema complesso, con conseguenti rischi  interpretativi.
 

La Commissione Cultura della Camera, è stata chiamata ad esprimere un parere, poiché l’articolo 1 precisa che la Repubblica salvaguarda, per la loro specificità e il loro valore in termini di sostenibilità sociale, economica, ambientale e culturale, il vino, prodotto della vite, e i territori vitivinicoli, quali parte del patrimonio ambientale, culturale, gastronomico e paesaggistico italiano, nonché frutto di un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni.
 
FotografiaLa Commissione Cultura ha espresso parere favorevole alle disposizioni del provvedimento finalizzate alla tutela di un prodotto italiano sintesi di antichi valori e tradizioni, di indiscusso valore in termini di ritorno economico e di richiamo turistico e capaci di offrire un quadro di riferimento normativo univoco e approfondito per gli operatori del settore. Sono i motivi citati dalla Commissione nel suo parere.
Il vino è un elemento rappresentativo della nostra identità e delle nostre radici; racconta la storia e la cultura dell'Italia, ne definisce il territorio e ne disegna il paesaggio.
L’intreccio tra cultura e paesaggi vitivinicoli è testimoniato dal riconoscimento dell’UNESCO come patrimonio immateriale dell'umanità dei «Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe – Roero e Monferrato» e della «Val d'Orcia».
Tali zone, e in particolare quelle piemontesi, sono state salvaguardate come esempi straordinari della radicata cultura del vino e del particolarissimo paesaggio modellato dal lavoro dell'uomo, in funzione della coltivazione della vite e della produzione del vino. I siti costituiscono, infatti, una testimonianza unica di una tradizione culturale viva e un esempio eccezionale di rapporto tra l'uomo e la natura da più di due millenni.
"Il vino è un elemento rappresentativo della nostra identità e delle nostre radici; racconta la storia e la cultura dell'Italia, ne definisce il territorio e ne disegna il paesaggio."
FotografiaI filari dei vitigni storicamente coltivati nel territorio, le tipologie di coltura, il ricco sistema dei luoghi produttivi e degli insediamenti tradizionali mostrano un paesaggio «vivente», in cui ogni evoluzione avviene nel costante rispetto ed equilibrio di tradizione e innovazione.
Parlano di vino la nostra letteratura, le arti figurative, il teatro, e il cinema. È una narrazione che intreccia la storia, la geografia, la scienza dell'alimentazione, le tradizioni, i saperi, l'agricoltura e le politiche produttive. La conoscenza della cultura del vino si configura come un momento di passaggio quasi obbligato per l'Italia, Paese esportatore di cultura non solo artistica e letteraria, ma anche di saperi, tecniche ed eccellenze enogastronomiche.
Riconoscere il vino e gli altri prodotti derivati dalla coltivazione della vite nonché i territori viticoli come parte del patrimonio ambientale e culturale significa dare il giusto riconoscimento al legame con le tradizioni, ai saperi e alla creatività nazionale, che nel corso dei secoli hanno caratterizzato la cultura italiana nelle sue infinite declinazioni, costituendone un significativo valore aggiunto, al pari delle rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, del know how che recentemente, proprio in Commissione Cultura, hanno costituito oggetto di dibattito nel corso dell’esame del provvedimento che ha riconosciuto il valore del patrimonio culturale immateriale.
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