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Un luogo, una cantina, un vino

124 anni di storia per la cantina che ha letteralmente creato i bianchi da invecchiamento.

Manuele Petri
Un luogo, una cantina, un vinoL’Alto Adige è da sempre considerato uno dei territori più vocati per la produzione di vino di qualità. Non tutti sanno, però, che il 65% del vino altoatesino è prodotto dalle cantine sociali. E’ un dato che può stupire chi non conosce bene la storia di questa terra di confine, ma chi la frequenta regolarmente sa che qui le cantine sociali sono sinonimo di qualità ed efficienza.

Fondamentale, a questo proposito, fu la nascita nel 1874 dell’Istituto Agrario Sperimentale di San Michele all’Adige che oggi si trova in Trentino ma che fino al 1918 era parte integrante del Tirolo austriaco. Ed era stato proprio il governo austriaco a spingere perché in queste zone tanto vocate si studiasse la vite. L’istituto fu affidato a Edmund Mach che per prima cosa introdusse in via sperimentale vitigni internazionali come Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc che qui trovarono condizioni ideali. Parallelamente spinse i piccoli produttori della zona ad unirsi in cooperative con l’obiettivo di abbattere i costi per l’acquisto dei macchinari, lo stoccaggio e la costruzione delle cantine. Così, mentre alle nuove generazioni fu offerta la possibilità di studiare agraria ed enologia, ai viticoltori fu data la possibilità di avere una migliore prospettiva economica.

E’ così che nel 1893 nacque la prima cantina sociale altoatesina che ancora oggi è considerata una delle migliori aziende della regione: la Cantina Terlano (BZ). E non a caso dal 2002 l’enologo aziendale è proprio un ex studente dell’istituto di San Michele all’Adige: Rudi Kofler. “Quando assunsi il ruolo di enologo avevo solo 27 anni. Se penso che sono passati 15 anni mi vengono i brividi!”, scherza Rudi accompagnandoci nella visita. E non deve essere stato facile per lui arrivare dopo Hartmann Donà, oggi proprietario dell’omonima azienda, ma soprattutto dopo quel mito che risponde al nome di Sebastian Stocher.

Parliamo dello storico Kellermeister di Cantina Terlano, ruolo che ha ricoperto dal 1955 al 1993. “Possiamo tranquillamente dire che se oggi i vini bianchi dell’Alto Adige sono considerati dei vini da invecchiamento, il merito è suo - racconta Rudi Kofler - Per anni ha messo da parte una certa quantità di bottiglie nascondendole al consiglio direttivo che non credeva nel potenziale evolutivo di questi vini. E’ così che abbiamo una riserva di circa 100 mila bottiglie con tutte le annate prodotte dal 1955 ad oggi”.
 
Rudi Kofler enologo della Cantina di TerlanoLa cooperativa può contare su 143 soci e 170 ettari vitati per un totale di 1,4 milioni di bottiglie prodotte. “Sono quasi tutte piccole realtà familiari che solitamente coltivano anche mele e asparagi bianchi - continua Kofler - Abbiamo catalogato più di 1.200 singole parcelle e fatto una vera e propria classificazione in stile borgognone dividendole in Villages, Premier Cru e Grand Cru. L’agronomo aziendale segue tutti i produttori e già in primavera siamo in grado di comunicare a quale vino saranno destinate le uve di ogni singola parcella. Le valutiamo due volte l’anno dando dei punteggi in base al quale viene stabilito il prezzo. Si valuta il lavoro in vigna, il grado zuccherino, la sanità delle uve arrivate in cantina e la qualità finale del vino. In questo modo spingiamo i produttori a produrre meno uva ma di qualità”.

L’estrema organizzazione di una realtà che ormai conta 124 anni di storia non basta, però, a spiegare l’altissima qualità dei vini prodotti da Cantina Terlano. “I nostri sono terreni vocati alla qualità più che alla quantità - spiega Rudi Kofler - Sono di origine vulcanica e ricchi di porfido rosso che si riscalda di giorno cedendo calore di notte, quando le temperature diventano molto rigide. In genere sono terreni poveri e drenanti ricchi di sabbia e scheletro che danno poca uva molto concentrata. Il risultato sono vini molto sapidi, minerali ed eleganti”.
 
I terreni di Cantina di TerlanoE l’eleganza è il tratto distintivo di tutta la produzione aziendale che per il 75% è composta da vini bianchi con una prevalenza di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc. E proprio da questi tre vitigni introdotti dal primo direttore dell’istituto di San Michele all’Adige nasce il Terlaner, un blend tipico dell’areale di Terlano che dal 1975 è una sottozona della Doc Alto Adige. “Forse è il vino che più ci rappresenta - ammette Rudi Kofler - Magari siamo famosi nel mondo per il nostro Pinot Bianco in purezza, però il Terlaner si fa solo qui a Terlano e fa parte della nostra storia. Il Pinot bianco porta freschezza e acidità, lo Chardonnay conferisce morbidezza e calore, il Sauvignon aggiunge le sue raffinate caratteristiche aromatiche”.

E l’importanza che questo vino ha per l’azienda è testimoniato dal fatto che al momento ne esistono quattro diverse interpretazioni in commercio: il Classico che è il Terlaner di annata; la Riserva Nova Domus; il Terlaner Primo Grande Cuvée che nasce da una selezione delle migliori parcelle e che viene prodotto solamente in annate particolarmente buone; il top di gamma Terlaner Rarity 1991 che è uscito lo scorso febbraio dopo una sosta di 24 anni sur lie.

Quest’ultimo è una delle eredità lasciate da Sebastian Stocher. Era stato lui a lanciare l’idea di creare dei serbatoi da 25 ettolitri da riempire ogni anno con il vino ritenuto migliore con l’obiettivo di farlo sostare almeno 10 anni a contatto con le fecce fini. “Diceva sempre che se i lieviti rendono grande lo Champagne non si capisce perché non debbano fare lo stesso con i vini fermi - conferma Kofler - Il serbatoio più vecchio contiene un Terlaner del 1979: uscirà nel 2019 in occasione dei 40 anni dalla vendemmia”.

E in attesa di questo evento è un piacere degustare un Terlaner pensando al tempo come a un alleato e non come ad un implacabile nemico.
 
La degustazione
Cantina Terlano Terlaner Classico 2015
Bianco Doc -  Pinot Bianco 60%, Chardonnay 30%, Sauvignon Blanc 10% - Gr. 13,5%
Giallo paglierino brillante. Naso ampio che propone delicati sentori di lavanda, fiori di campo ed erbe officinali abbinati a note di pesca gialla, frutta tropicale, agrumi e camomilla. Resta sullo sfondo una piacevole nota smaltata. In bocca apre morbido e fresco. Poi entra in gioco la sapidità che dona un finale lunghissimo e coerente. Affinamento per 6 mesi sur lie in parte in acciaio (80%) e in parte in botti grandi (20%).
 

Cantina Terlano Terlaner Riserva Nova Domus 2014
Bianco Doc - Pinot Bianco 60%, Chardonnay 30%, Sauvignon Blanc 10% - Gr. 14%

Nasce da piante più vecchie con rese più basse. Giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso apre con una nota minerale di pietra focaia seguita da frutta tropicale, fiori bianchi e frutta secca. In bocca è molto fresco e di grande struttura. Lungo il finale che offre buona sapidità e un ricordo di mandorla fresca. Fermentazione in botti grandi (30 hl). Malolattica parziale (solo per le uve Pinot bianco e Chardonnay) e affinamento per 12 mesi sur lie in parte in botti grandi (50%) e in parte in tonneau (50%).


 
Cantina Terlano Terlaner I Grande Cuvée 2013
Bianco Doc - Pinot Bianco 90%, Chardonnay 7%, Sauvignon Blanc 3% - Gr. 14,5%

Nasce dalle migliori parcelle del Nova Domus con leggera surmaturazione delle uve. Giallo dorato brillante. Naso più intenso che propone note di frutta tropicale e agrumi abbinate a ricordi di zagara, smalto ed erbe aromatiche. L’ingresso in bocca è cremoso, poi arriva abbondante freschezza a portare equilibrio ad un sorso potente ma elegante. Persistenza infinita che propone un finale sapido e agrumato. Fermentazione in botti di rovere da 30 hl. Malolattica e affinamento per 12 mesi sur lie in botte grande.

 
CANTINA TERLANO   
Via Silberleiten, 7
39018 Terlano BZ  
Tel. 0471 257135
office@cantina-terlano.com
www.cantina-terlano.com
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