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Joaquin

Cinzia Bonfà
Dal n.150 di
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A Montefalcione, nell’avellinese, c’è la cantina di Raffaele Pagano, vignaiolo folle, eclettico, vulcanico, caleidoscopico, un mutante?! Forse sì, lui crea sempre cose nuove e mai scontate, innovative e sempre all'avanguardia. Non ama ripetersi e spesso i suoi vini sono opere singolari, prodotti in una sola annata. Singolare anche il nome dell’azienda “Joaquin”, fondata nel 1999, che vuole essere un omaggio ai Borbone, la famiglia reale che regnava durante il Regno delle Due Sicilie. I Borbone favorirono lo sviluppo della viticoltura poiché per loro era di assoluta importanza dare da mangiare prodotti eccellenti e da bere vini superlativi quando ricevevano visite dai parenti francesi. Singolari, inoltre, tutti i nomi dei suoi vini. Alcuni di essi non sono più prodotti e chi ha avuto la fortuna di assaggiarli e di assaggiare ora le nuove proposte, prova esperienze sempre diverse perché ogni sua bottiglia è diversa. La filosofia di Raffaele Pagano è di non ripetersi mai, non cambiando i prodotti ma trasformandoli, con continue variazioni sul tema. Il concetto di fondo è quello di far risultare i vini balistici e di lunga gittata per avere vini stappabili sempre, a distanza di tempo e in buona salute. Bianchi che sfidano gli anni, sempre bevibili, con caratteristiche primarie pulite, mai seduti, mai stanchi. Più che vini tecnicamente bisogna considerarli degli stili. Così è per il vino “110 Ostrica B. O. 2014” (Bis Orange che uscirà nel 2016), 100% Greco, che vuole essere una profondità della proposta “110 Oyster 2008”, che era Greco 95% e Falanghina 5%, ripetuto in Greco in purezza nel 2013. 110 Oyster 2008 aveva una personalità spiccata espressa già attraverso le nuance dei colori caldi dell’oro, deliziandone la vista. Sorprendeva all’olfatto con l’incedere di morbide tinte di tabacco, quasi a ricordare le scatole di sigari, proseguendo poi negli innervati toni agrumati di cedro candito e kumquat. Gratificava il palato con pungenza e calore mentre si rimaneva sospesi tra la voglia di curiosare ancora nei profumi e lo slancio di affrettarsi in un secondo assaggio.

La stessa trasformazione è avvenuta per l’ultimo nato in casa Joaquin, il “JNQ 203 Piante a Lapio” che è l’evoluzione del Fiano “JNQ 203”, indimenticabile, non filtrato, prodotto solo nel 2007 con vigneti sempre del comune di Lapio, nell’avellinese, ma giovani. Joaquin JNQ 203 Piante a Lapio 2011 è un Fiano singolare, emozionante, nato dal lodevole progetto di Raffaele Pagano insieme all’enologo Maurizio De Simone con la peculiarità di provenire da vitigni pre-fillossera o a piede franco, quindi vitigni centenari nella zona di Lapio. Vino splendido e affascinante anche perché è senza aggiunta di solfiti e fa affinamento in botti di legno di castagno da 500 litri provenienti da Agerola, ritenuto il posto migliore per la produzione di botti. Il merito sta sul monte Faito, dove il terreno fertile è spesso pochi centimetri, quindi l’albero stenta a crescere donando dei legni più compatti. Solo 2800 bottiglie in casse di legno da 9 o in astucci singoli di legno, da inserire nella propria “lista desideri”. E l’evoluzione balistica di quest’ultimo nato? Ce lo annuncia Raffaele: appuntamento tra una decina d’anni con “Terrazze a Lapio”.

Il vino “Dall'Isola” ha invece tutta una storia a sé, calda, magica, salina come l’isola dalla quale proviene: Capri. Questo vino nasce da un blend di antichi vitigni, tra i quali la "Ciunchesa" che sembra essere un clone di Greco proveniente dall'isola di Capri, più precisamente dai terrazzamenti di Anacapri. Dalla prima vendemmia del 2009 furono prodotte solo 820 Magnum e quella della nostra degustazione è la 535. Nelle nuove annate ora si trovano solo bottiglie da 75 cl. Ecco come l’evoluzione e la trasformazione di Raffaele siano subentrate anche per questo vino. Dall’Isola 2009 Igp "Il giorno 7 Ottobre 2009 si è tenuta vendemmia sull'Isola di Capri. Da un vigneto dimorato a Greco, Falanghina e Biancolella, nel territorio di Anacapri, sono stati raccolti 1590 Kg di uve fresche. In serata le uve sono state trasportate nella Cantina di Montefalcione ed ivi lasciate ad appassire per 30 giorni. Dalla vinificazione con pressatura soffice abbiamo ottenuto 1240 litri di vino bianco, messo in 820 Magnum numerate partendo da due numeri zero”. Questo è un vino prezioso e trasognato come le sue uve cariche di sole e di brezza marina. Il Dall’Isola è un vino che già al primo sorso emoziona per poi commuovere al secondo. Oro antico, lucido. Profumi incandescenti di cenere, fumo lento, cedro disidratato e aringa affumicata. Poi spazia, man mano che respira e si scalda, su fiori di campo, camomilla, radice di liquirizia e fieno. Il gusto è pieno, caldo, ha ancora una spiccata dinamicità: l'allungo in freschezza e in sapidità lo rende eterno. È un vino che ama farsi aspettare prima di donarsi completamente, tempo che vale un sogno nel cassetto da dedicargli. Fin qui alcune tipologie dell’azienda, la gamma è poco più ampia, ma tutti i vini di Joaquin non sono mai banali, anzi talvolta spettacolari. Sono di sicuro personali e mai omologabili perché comunque non sono vini facili questi ma unici sì. Sono vini che è un privilegio degustare perché sono ogni volta una sfida per i sensi e per l’intelligenza di chi li beve. Con Joaquin scordate la routine.

Joaquin 
Contrada Carrani
83030 Montefalcione (AV)
Tel. 0825 1882550
www.joaquinwines.com
info@joaquinwines.com

 

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