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Batàr

Cinzia Bonfà
Dal n.139 di
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Il Batàr è uno dei più grandi vini bianchi italiani che nasce in terra di grandi rossi, ha l’appellazione Toscana IGT ed è composto da 50% di Chardonnay e 50% Pinot Bianco. Quando nel 1988 nacque, aveva il nome di Bâtard-Pinot ed era un blend di Pinot Bianco e Pinot Grigio, poi nel 1992 si tramutò in Bâtard (sempre con l'accento circonflesso e senza Pinot) perché nel blend fu inserito lo Chardonnay. Infine, nel 1995, il nome fu cambiato in Batàr per evitare confusione con i COA di Borgogna cui il nome Bâtard contiene: "Bienvenues-Bâtard-Montrachet, Criots-Bâtard-Montrachet e Bâtard-Montrachet". L’azienda Agricola Querciabella pratica un’agricoltura organica da sempre convertendosi al biologico dal 1988 mentre dal 2000 ha introdotto nei propri vigneti le pratiche della biodinamica, diventando in Chianti Classico un punto di riferimento per la tutela del territorio e dell’ambiente e per la difesa della biodiversità della natura e degli animali. Tutti i suoi vini possono essere bevuti da qualsiasi palato che professi filosofie e correnti naturalistiche perché creato senza l’utilizzo di animali nei prodotti o sottoprodotti, quindi vini anche per vegani. “Sono vini senza veleni, senza fertilizzanti chimici, fatti senza trucchi dalla coltivazione alla vite fino all’imbottigliamento”, questo è il pensiero di Sebastiano Cossia Castiglioni proprietario di Querciabella. Lo affiancano i bravissimi enologi “maieuta” Luca Currado (già enologo di Vietti a Castiglione Falletto) e Manfred Ing della sua stessa scuola. Batàr è vinificato secondo lo stile borgognone con fermentazione in barrique, permanenza sui lieviti e con la pratica del batônnage. Le barrique sono principalmente di Tronçais, di Vosges e anche di Allier e sono 30% nuove e 70% di un anno. I vigneti dai quali si produce, si trovano a Ruffoli.

Il Batàr 2011 veste un colore oro zecchino. La mineralità pirica, di "cerino appena acceso" rimane il fulcro olfattivo iniziale su cui si adagiano gli altri aromi di cedro candito, mandorla amara, mela renetta, susina matura con piccoli innesti di zafferano ed erbe aromatiche. Profumi così complessi e multi sfaccettati che si vorrebbe dilatare di più il naso per inalarli meglio, per perdersi in essi o annullarsi. Bocca carismatica da grande vino rosso, calda, opulente. Poi c'è un incedere di morbidezza con pennellate burrose che collaborano con l'intreccio acido-sapido in sinergia perfetta. È "giovane" ma, se si chiudono gli occhi e si ascolta dentro di noi questo vino, si ha la netta percezione di bere un Montrachet d’antan; una vocazione questa, senza voler essere pretenziosa ma che rivela una potenzialità assoluta di durare nel tempo e di saper invecchiare magnificamente, come una bella donna dalle movenze fascinose che nel corso degli anni si tramutano in charme ancestrale. Raggiunge il diapason di sublimazione se abbinato a piatti con tartufo bianco.

Querciabella
Via di Barbiano, 17 
50022 Greve in Chianti (FI)
Tel. 055 85927777 
www.querciabella.com 
info@querciabella.com

 

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