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Una storia di Pontefici e rossi di Affile

Roberto Greco
Dal n.53 di
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Dal 1850 la Coletti Conti, ad Anagni in provincia di Frosinone, non è solo una delle aziende vitivinicole più rilevanti del territorio laziale, ma è anche un antico casato che, in questo periodo di attesa per la rielezione del Papa, non possiamo non citare poiché è una famiglia che ha dato alla storia ben quattro Pontefici: Innocenzo III (1198-1216), Gregorio IX (1227-1241), Alessandro IV (1254-1261) e Innocenzo XIII (1721-1724). Se poi a costoro aggiungiamo Bonifacio VIII (1298-1303), fondatore del Giubileo nel 1300 ed appartenente alla famiglia Caetani ma figlio di Emilia Conti, sale a cinque il numero dei Pontefici legati da parentela.

Una storia molto importante a cominciare dalla cantina Caetanella, un’antica dimora il cui nome deriva dalla famiglia Caetani, che la acquista dalla casata Conti proprio durante il pontificato di Bonifacio VIII, e che, dopo varie vicissitudini, ritorna tra i possedimenti dei Conti. Sin dall’inizio si è puntato sulle caratteristiche organolettiche del Cesanese di Affile, un vitigno autoctono di questo territorio, ma relegato per molto tempo ai margini dell’enologia italiana. Meritevole il lavoro svolto da Anton Maria Coletti Conti, proprietario ed enologo, che dirige con grande capacità e convinzione le diverse fasi di trasformazione del prodotto, attraverso le rigorose potature invernali, i sistemi di conduzione a basso impatto ambientale e attenzione alle nuove tecnologie. Fondamentale è la natura vulcanica del terreno, ricco di preziose sostanze naturali e la perfetta esposizione, elementi ideali per la vite e per le caratteristiche finali dei vini prodotti. L’etichetta che, nell’ultimo decennio, ha dato forse più di altre ottimi risultati allo sviluppo aziendale è il Romanico, Cesanese di Affile in purezza, prodotto circa in 5.000 esemplari e che in tante degustazioni ha davvero entusiasmato, mettendo alle strette vini ben più blasonati.

Abbiamo degustato il 2010, vino che alla vista si presenta color rubino intenso, compatto e di grande concentrazione. All’olfatto apre inizialmente a profumi fruttati di more, gelso e sentori floreali di fiori rossi appassiti. Affiorano lentamente sentori di terra bagnata, humus e sensazioni vegetali, spunti balsamici e toni di tabacco e caffè. Il palato è robusto, sostenuto da un’elegante trama tannica e da un ottimo tenore alcolico. Finale equilibrato, arricchito da una decisa freschezza e da una buona mineralità. Lunga la persistenza. Matura un anno in barrique. Si abbina perfettamente a piatti della cucina romana come la coda alla vaccinara e a formaggi pecorini stagionati.

Coletti Conti
Via Vittorio Emanuele, 116
03012 Anagni (FR)
Tel. 389 9009900
www.coletticonti.it
coletticonti@coletticonti.it

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