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Castello di Cigognola, tradizione ed eco sostenibilità

Salvatore Marsillo
Dal n.52 di
Fotografia

Splendidamente incastonato tra le colline della provincia di Pavia, sulla cima di una rocca che domina la Valle di Scuropasso, il Castello di Cigognola fu costruito all’inizio dell’XI secolo per volere della casata pavese dei Sannazzaro. Grazie alla posizione strategica venne usato per oltre settecento anni come fortezza e in funzione difensiva, diventando dapprima dimora delle più potenti famiglie feudali e successivamente un’importante corte rinascimentale. Passato nel corso dei secoli attraverso diversi proprietari, nel 1982 il castello è stato acquistato dal petroliere Gianmarco Moratti dalla famiglia Brichetto, di cui - piccola annotazione rosa - aveva sposato la figlia Letizia, futuro Presidente della Rai, Ministro dell’Istruzione e Sindaco di Milano.

I coniugi Moratti si sono dedicati alla ristrutturazione dell’edificio storico e, insieme all’enologo Riccardo Cotarella, al recupero della tradizione enologica della proprietà che risaliva all’Ottocento. Attualmente i vigneti si estendono su una superficie di circa 33 ettari, posti a 400 metri su appezzamenti in forte pendenza, rientranti tutti nella denominazione Oltrepò Pavese. Il suolo è di medio impasto, tendente all’argilloso e con una modesta presenza di scheletro, e gode di un ottimo irraggiamento, favorito dalle diverse esposizioni. Con queste caratteristiche pedologiche e con un microclima ottimale, contraddistinto da inverni miti, forti escursioni termiche tra il giorno e la notte e buona ventilazione, i vitigni che stanno dando i risultati migliori sono il Barbera, impiegato per le etichette di punta della casa, e il Pinot Nero, destinato alla produzione spumantistica.

Nel 2011 il Castello di Cigognola ha aderito al progetto Magis, nato con lo scopo di incrementare la sostenibilità ambientale della viticoltura. La filosofia di Magis può essere sintetizzata nell’espressione “agricoltura di precisione” che vuol dire fare solo quello che serve, solo dove e quando serve. Attraverso la mappatura dei vigneti, verificando tutte le informazioni relative al terreno e confrontandole con i dati pregressi, si possono effettuare meno interventi rispetto al passato e soprattutto meno invasivi, grazie anche alla selezione di molecole più selettive e non aggressive per l’ecosistema. Riducendo gli interventi inoltre si realizza un dispendio inferiore di energia con conseguente diminuzione delle emissioni di anidride carbonica e abbattimento dei costi.

Accanto a La Maga, l’etichetta top level dell’azienda, non sfigura l’altro portabandiera del Castello di Cigognola, il Dodicidodici, una Barbera pressoché in purezza - con un’aggiunta infinitesimale di Croatina - fermentata in acciaio, con malolattica in barrique, ed elevata per 6 mesi in grandi legni francesi. Nella versione 2007 offre una spigliatezza di beva a cui difficilmente si può resistere: dal cuore cinabro intenso, cupo ed ematico si librano bacche di ginepro, macis, umori di sottobosco, radice di liquirizia, succo di mirtilli, iris e violette con una spolverata di cacao sullo sfondo. Perfettamente speculare al timbro olfattivo il sorso, che fluisce denso e carnoso, fitto di tannini ed esuberante nell’abbraccio alcolico. Dopo la deglutizione aromi ancora speziati si impossessano del palato, sfumando al rallenty le sensazioni finali.

Castello di Cigognola
Piazza Castello, 1
27040 Cigognola (PV)
Tel. 0385 284828
www.castellodicigognola.it
info@castellodicigognola.com

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