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Carnevale

Roberto Greco
Dal n.50 di
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Il carnevale di Venezia, un appuntamento mondano che attira, nei giorni che vanno dall’ultima settimana di gennaio ai primi dieci giorni di febbraio, un ampio numero di turisti italiani e stranieri provenienti da tutto il mondo. Uno degli eventi principali della manifestazione che segna l’inizio al carnevale arriva nel primo pomeriggio, quando in Piazza San Marco, attraverso una macchina scenica che rappresenta la Fontana del Vino, comincia a scorrere del vino rosso. Con l’occasione si svolgono numerose degustazioni di vini veneti, come Raboso, Garganega, Corvina e Prosecco. Un insieme, quindi, di eventi nel rispetto della tradizione tra rievocazione storica e leggenda popolare come la cosiddetta “ombra del campanil”, da cui deriva una delle affermazioni tipiche del dialetto veneziano di bere “un’ombra de vin”. È una vicenda, questa, che risale ai primi anni dell’Ottocento, quando sulla Piazza San Marco oltre ai mercanti, erano presenti i mescitori di vino, che con bancarella al seguito rifocillavano la maggior parte dei clienti in piazza. Per riparare il vino dal sole, idearono un particolare stratagemma che consisteva nel girare con la bancarella alla ricerca di una zona d'ombra in modo da tenere sempre fresco il vino, seguendo il gioco di ombre del grande campanile. Da lì a poco, quel simpatico espediente si fissò così tanto nell’immaginario popolare, da entrare prepotentemente a far parte dell’uso dialettale comune. Il bicchiere di vino, in poche parole, divenne “ombra”, ed ancora oggi, a Venezia e nella maggior parte dei comuni veneti, si sente ancora proporre di andare a “bèver un’ombra de vin”.

Un’altra importante manifestazione che si svolge sempre nei giorni di carnevale e che mette ancora in primo piano il vino, è il “Bacco in maschera”. Dal 2008, questo è il sesto anno consecutivo, la Pro Loco di Piombino, in collaborazione con il coordinamento associazioni ed i quartieri cittadini, organizza questo evento che oltre a coinvolgere tutti i residenti del paese, associa l’antica tradizione carnevalesca piombinese, datata 1927, con la promozione di vini e tipicità locali. La figura centrale della festa è il cosiddetto “Cicciolo”, un mascherone di cartone che raffigura un uomo con in mano un calice di vino che alla fine viene bruciato nella piazza principale della città. Parallelamente viene allestita una mostra, che coinvolge i maggiori produttori dei vini della “Costa degli Etruschi”.

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