Notizie
Home > Notizie > Da Capanna a Montalcino, elogio del Moscadello

Da Capanna a Montalcino, elogio del Moscadello

Dario Risi
Dal n.49 di
Fotografia

A Montalcino sono venuto per la prima volta intorno alla fine degli anni ’70. Avevo letto sulla rivista “Vini e Liquori” di una storica rievocazione nella terra del Brunello. Si trattava della Sagra del Tordo, che si celebra dal 1957 in questo comune l’ultima domenica di ottobre a ricordo della tradizione venatoria medioevale della zona. Una manifestazione molto sentita dalla gente di Montalcino che coinvolge, tra tornei e balli folkloristici, gli antichi quartieri di Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio.

In quel tempo pochi e semplici gli alberghi nel centro e nei dintorni del paese, qualche  trattoria tipica dalla cucina gustosa e genuina , un buon numero di storiche Aziende vinicole sparpagliate lungo le varie strade che conducono al borgo. Ricordi di  arcieri e damigelle ma anche di fumanti piatti di “pinci”  e di “scottiglia”  annaffiati dal “Vino Rosso dai Vigneti di Brunello” (nome con il quale allora veniva commercializzato l’attuale Rosso di Montalcino) e, ovviamente, dal  “Brunello”. Dalla Fortezza saliva alto il fumo dei bracieri e un profumo invitante di arrosto accoglieva i turisti che si addentravano  nei vicoli medioevali del paese imbandierato a festa. Negli ultimi trent’anni si è assistito ad una consistente crescita delle cantine e delle bottiglie prodotte mentre l’ampliamento dell’offerta turistica ha favorito l’afflusso di masse sempre più numerose di turisti e appassionati. Ma la perla di questo territorio non è solo il Brunello. Apprezzato nel Medioevo e nei secoli successivi quindi progressivamente dimenticato e travolto, in epoche più recenti, dalla popolarità nazionale ed internazionale del Brunello, il Moscadello è il vero vino della tradizione in questa zona. Oggi lo producono con costanza e tenacia solo poco più  di una decina di validi e affermati produttori.

A nord di Montalcino, nella zona di Montosoli, passo a salutare Patrizio Cencioni dell’Azienda Capanna, tralasciando questa volta l’assaggio delle grandi Riserve di Brunello (di cui questo simpatico Produttore è orgogliosamente fiero). Considerato che da diversi anni il Vin Santo (purtroppo) non è più prodotto (“non ho più Malvasia e Trebbiano” ci dice Patrizio), rivolgo le mie attenzioni proprio al Moscadello di cui questa Azienda da anni fornisce un’ottima e fedele interpretazione. Acquistata nel 1957 da Giuseppe Cencioni, nonno di Patrizio, l’ Azienda Capanna è stata condotta per oltre venti anni dallo stesso Giuseppe insieme ai figli Benito e Franco ai quali si è aggiunto successivamente Patrizio, di recente affiancato dal figlio Amedeo, laureato in Enologia. Da circa 3 ettari coltivati promiscuamente  ad oliveto e vigneto (il primo impianto di vigneto specializzato, mezzo ettaro, risale al 1960) si è passati agli attuali 19,5 ettari, di cui più della metà iscritti a Brunello, per una produzione totale che si aggira annualmente in media sulle 70.000 bottiglie. Prodotti anche Grappa di Brunello e di Moscadello oltre ad un interessante olio extravergine di oliva (da circa 1600 piante, in prevalenza  cultivar frantoio).

Riconosciuto a Denominazione di Origine Controllata con D.P.R. 13/11/1984 (successivamente modificato) il “Moscadello di Montalcino” può essere prodotto nelle tipologie “Tranquillo”, “Frizzante” e “Vendemmia Tardiva”.

Il Moscadello Capanna, da uve Moscato Bianco proveniente da cloni autoctoni, è prodotto esclusivamente nelle versioni “Tranquillo e “Vendemmia Tardiva”  da vigneti posti a circa 270 m. s.l.m. “I nostri vigneti” mi racconta Patrizio” sono stati impiantati con viti ottenute dalla moltiplicazione di alcune vecchie piante che avevamo in Azienda. Quando io ero piccolo mio nonno lo produceva per uso familiare o poco più, poi negli anni ’80 abbiamo incrementato la produzione inserendo in cantina un gruppo frigo per il controllo della fermentazione. Attualmente abbiamo 2,34 ettari coltivati a moscato con viti allevate a doppio cordone speronato, su terreni inerbiti e prevalentemente argillo-calcarei con esposizione ad Ovest. Solo un appezzamento destinato alla produzione della vendemmia tardiva è composto da argilla scistosa (galestro) con esposizione a Sud-Est”.

Il Moscadello di Montalcino “tranquillo” dell’annata 2012, si presenta con un colore  giallo oro molto carico (conseguenza dell’annata calda e particolarmente asciutta). Abbastanza limpido, all’olfatto è caratteristico e delicatamente aromatico. In bocca è giustamente dolce e appagante. Da viti a grappolo medio-compatto, vendemmiato gli inizi di settembre , è stato macerato 2 giorni sulle bucce e fermentato a bassa temperatura (10-15° C) in acciaio inox. Travasato quindi più volte per sfecciarlo è stato successivamente filtrato gradatamente per poi essere imbottigliato sterile il 31 ottobre 2012. Vino semplice ma non comune, molto accattivante; perfetto, servito a 10° C, con una macedonia o una crostata di frutta; tradizionale l’abbinamento con la locale pasticceria secca.

La Vendemmia tardiva proviene invece da viti a grappolo spargolo appassito sulla pianta (con schiacciamento del peduncolo del raspo). La raccolta manuale è avvenuta nel mese di ottobre cui ha fatto seguito la fermentazione in acciaio a temperatura controllata con travaso successivo in botti di rovere (dove ha continuato lentamente a fermentare). La permanenza in botte è stata di circa un anno. Dopo l’imbottigliamento (sterile) il vino è stato affinato in bottiglia per circa 8/10 mesi. L’annata 2010 sfodera un bel colore giallo oro impreziosito da bellissimi riflessi tra il dorato e l’ambrato. Consistente, scivola lentamente nel bicchiere. All’olfatto mostra un’ apprezzabile e non invadente aromaticità con riconoscimenti di fichi secchi, albicocche e datteri. In bocca avvolge il palato con misura ed eleganza. Equilibrato, chiude con buona persistenza e un piacevole ricordo di miele e confettura di fichi. Si esalta in abbinamento con un Panforte di Siena; da provare anche con un Pecorino semi-stagionato della Val d’Orcia.

Un vino presente in tempi lontani sulla tavola di nobili ed ecclesiastici, apprezzato ed esaltato in passato da illustri poeti ed intellettuali, che anche oggi può giustamente recitare la sua parte accanto agli altri prelibati prodotti di questa parte di Toscana.

Capanna
Loc. Capanna, 333
53024 Montalcino (SI)
Tel. 0577 848298
www.capannamontalcino.com
info@capannamontalcino.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Stampa la pagina