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Del fuoco e del vino, l’incanto di Lanzarote

Salvatore Marsillo
Dal n.48 di
Fotografia

Tra le isole dell'arcipelago spagnolo delle Canarie Lanzarote risplende di una bellezza insolita e, in un certo senso, contraddittoria, in cui la purezza delle linee ondulate del panorama si scontra con i toni cupi di un territorio profondamente influenzato dall’attività vulcanica; violente eruzioni tra il 1730 e il 1736 hanno infatti ricoperto la quasi totalità dell’isola con colate di lava scese fino all’oceano e solidificatesi in scogliere di roccia nera e con un manto di cenere e lapilli (il “picòn”) che in alcune aree raggiunge i due metri di spessore. Il clima è costante e gradevole in ogni stagione, tranne quando soffiano i venti sahariani dal vicino continente africano, e le precipitazioni sono alquanto carenti, limitate a 7 giorni in tutto l’arco dell’anno.

Con un ambiente pedoclimatico così conformato non è stato facile inserire la vite tra le colture isolane e solo una forte dose di coraggio e tenacia ha consentito ai viñador locali di diffonderla gradualmente, fino ad arrivare agli attuali 2000 ettari vitati. Nel corso dei secoli i contadini hanno scavato migliaia e migliaia di buche coniche nello strato di picòn e in fondo a ognuna hanno piantato una sola vite; per proteggere dagli Alisei africani le piccole piante, che crescono basse e aderenti al suolo, ogni cavità è stata circondata con un muretto a secco in pietra lavica, lo “zoco”, andando così a creare la suggestione di una superficie lunare, puntellata da crateri a perdita d’occhio. I lapilli inoltre, grazie alla loro porosità, di notte assorbono l’umidità dell’atmosfera e la trasmettono al terreno, argilloso e saturo di minerali.

Grazie al suolo vulcanico la piaga della fillossera non si è diffusa sull’isola, per cui molte piante hanno oltre 200 anni e mantengono tuttora una produttività importante. La regina incontrastata del vigneto di Lanzarote è la Malvasia, un vitigno importato da Creta nel secolo XV, dal quale si ricavano vini secchi, semisecchi, dolci e spumanti. Sono presenti anche le varietà Listàn Blanco e Diego che forniscono bianchi da bere in gioventù, freschi e fruttati. Sul fronte dei vitigni a bacca rossa sono diffusi la Listàn Negra e il Negramoll da cui si ricavano vini anche di buon corpo e predisposti per il lungo invecchiamento. Il livello qualitativo generale espresso dalle produzioni locali è decisamente apprezzabile e nel 1993 è stata creata la denominazione di origine Vinos de Lanzarote.

La casa vinicola più antica dell’isola, fondata nel 1775, e gestita dal 1880 dagli attuali proprietari, è la cantina El Grifo, le cui vigne si estendono per 34 ettari e dànno lavoro a oltre 400 viticoltori. Oltre alle etichette a base di Malvasia, meritano un assaggio i vini “tinti” da Listàn Negro in purezza o in uvaggio col Syrah e il vino liquoroso Ana, metodo soleras a base di Moscatel. All’interno dell’azienda c’è anche un Museo del Vino che raccoglie cimeli della storia enologica dell’isola degli ultimi 200 anni e comprende non solo macchine e attrezzature ma anche una biblioteca con oltre mille volumi sulle tecniche di vinificazione risalenti al XVIII secolo.

Bodegas El Grifo
Lugar de El Grifo Apartado de Correos, 6
35550 San Bartolomé de Lanzarote
Tel. 0034 9 28524036
www.elgrifo.com
malvasia@elgrifo.com

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