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Trentino hi-tech

Roberto Greco
Dal n.48 di
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Il connubio tra nuova tecnologia e agricoltura genera, ormai da qualche anno, diversi progetti, alcuni ancora in fase di sperimentazione, in grado di ottimizzare la maggior parte degli interventi di cui la pianta ha effettivamente bisogno. Tra qualche anno dal Trentino sarà possibile scoprire vini provenienti da vigneti gestiti in maniera intelligente ed eco-sostenibile. Questo singolare programma denominato Pica (Piattaforma integrata cartografica agriviticola), sviluppato nel giugno 2001 dalla Cavit, importante azienda vinicola che raggruppa 4.500 viticoltori della zona ed una superficie vitata di 5.440 ettari. In collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler e l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, Cavit ha previsto l’installazione di oltre 150 stazioni meteo nei vigneti e sensori di profondità capaci di segnalare le criticità dei terreni. Questo speciale esperimento, che utilizza un sistema informatico innovativo, è in grado di garantire ad agronomi, enologi e soprattutto ai viticoltori, informazioni dettagliate sulla situazione di ogni vigneto e di coordinare, in seguito, il lavoro in modo appropriato. Si potranno, quindi, conoscere in tempo reale, sia l’effettivo bisogno d’irrigazione, tenendo conto della quantità di luce e calore di ogni singola pianta, con interventi totali o parziali, evitando così gli sprechi, sia le particolari condizioni climatiche dei siti in modo da poter eseguire i singoli trattamenti. Informazioni vitali, esibite in via telematica, che raggiungeranno i diretti interessati anche attraverso sms ed email. Il progetto ha una scadenza prestabilita di tre anni e la sua funzione finirà nel giugno del 2014.

Andrea Faustini, enologo Cavit e responsabile di questo esperimento, ci conferma che “il lavoro sin qui svolto, ha fornito dei risultati particolarmente interessanti e può avere ampie probabilità di successo. Il merito - prosegue - è soprattutto di un inconsueto team di esperti che ha raggruppato professionalità distinte, come enologi, agronomi, informatici, climatologi e geologi.” Per quantificare, al momento, i vantaggi del lavoro in termini di efficienza, spiega che “è ancora troppo presto per fare bilanci definitivi perché si è ancora in fase di sperimentazione. Tuttavia il progetto pone l’accento sull’impiego su una nuova piattaforma informatica di viticoltura di precisione, già avviata da qualche tempo in Italia vista la velocità dei cambiamenti climatici, che può essere utilizzata anche da chi non fa parte del progetto Pica”.

Ai viticoltori trentini che aderiscono al progetto, è quindi doveroso, specie nel periodo che parte dalla metà del mese di agosto, avere le batterie di computer e telefonino in perfetta efficienza e sempre cariche.

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