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La Strada del Vino della Teverina

Salvatore Marsillo
Dal n.44 di
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La Strada del Vino della Teverina abbraccia un’area piuttosto circoscritta che dall’alto Lazio si estende fino ai confini dell’Umbria e comprende i comuni di Bagnoregio, Bomarzo, Castiglione in Teverina, Celleno, Civitella d’Agliano, Graffignano e Lubriano; in passato l’attività vitivinicola di questa zona è stata influenzata dal modello agrario che tradizionalmente ha caratterizzato la gestione del territorio, la mezzadria, in cui ogni fattoria è strutturata come un nucleo autosufficiente, incline a produrre solo per il sostentamento della famiglia colonica piuttosto che per il mercato. Purtroppo questo modus operandi non ha favorito la nascita di significative realtà enologiche. La Strada del Vino della Teverina è nata proprio dall’esigenza di sviluppare una proposta in grado di attirare l’attenzione degli amanti del vino e dei buongustai in generale. Istituita il 30 gennaio 2004, lungo il suo percorso fioriscono ogni mese sagre, manifestazioni e degustazioni di prodotti tipici per dare visibilità a questi luoghi che sono ancora poco conosciuti pur vantando imperdibili attrattive tra cui i siti archeologici della Tuscia, il Parco dei Mostri di Bomarzo e la Civita di Bagnoreggio, che una vulgata locale definisce “la città che muore” mentre in realtà è animata da un fermento molto, molto vitale.

 

Anche la cantina Trappolini, fondata nel 1960 a Castiglione in Teverina, è nata come azienda mezzadrile per cui la produzione di uve, al pari delle altre colture, era molto limitata. Le generazioni successive hanno scelto invece di espandere l’attività vitivinicola, puntando sul recupero del patrimonio ampelografico autoctono e sul rispetto del territorio. Gli attuali titolari Roberto e Paolo Trappolini non considerano la questione ambientale un semplice slogan ma la traducono in comportamenti fattuali come la riduzione al minimo di tutti gli interventi che potrebbero minare l’equilibrio naturale.

 

Oltre all’Aleatico in purezza Idea e al Paterno, che anno dopo anno si confermano ai vertici delle classifiche AIS, le etichette della casa includono anche un Orvieto Doc (i vigneti aziendali rientrano nella denominazione interregionale Orvieto che comprende anche alcuni comuni della provincia di Viterbo) e il bianco Igt Brecceto. Quest’ultimo è realizzato con grappoli di Grechetto e di Chardonnay in parti uguali, vendemmiati separatamente in base ai differenti tempi di maturazione e vinificati con criteri diversi. Lo Chardonnay, dopo la pigiatura soffice, viene posto a fermentare in piccoli fusti di rovere francese mentre il Grechetto in botti da 30 ettolitri. Al termine della fermentazione i due vini sono mescolati e lasciati maturare in fusti di rovere ancora per qualche mese prima dell'imbottigliamento. Nell’annata 2009 il Brecceto risplende di un vivido color paglierino dai riflessi solari; intenso e altrettanto invogliante il profumo che rievoca il passion fruit, l’ananas maturo, le zagare, la vaniglia, lo zafferano e la mandorla tostata. Nel palato unisce felicemente l’irruenza del Grechetto con l’eleganza dello Chardonnay, incede morbido e ricco di sostanza senza difettare di nerbo acido e dinamismo. Il finale è esteso e sapido con un’incursione boisé a battere le ultime note. E per l’abbinamento? È presto detto! Con la dovizia di specialità della Tuscia c’è solo l’imbarazzo della scelta; giusto un paio di suggerimenti: la zuppa di lenticchie di Onano aromatizzate al cumino con gamberi di fiume e dadolata di pere grigliate o, in alternativa, le celebrate anguille del lago di Bolsena (che, insieme alla vernaccia, costarono a Papa Martino IV il Purgatorio dantesco) cotte alla brace o in umido.

Trappolini
Via del Rivellino, 67
01024 Castiglione In Teverina (VT)
Tel. 0761 948381
www.trappolini.com
info@trappolini.com

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