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Il Cornalin

Roberto Greco
Dal n.37 di
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Nel “Saggio intorno alle viti e ai vini della Valle d’Aosta”, pubblicato nel 1838 nell’XI volume delle Memorie della Reale Società Agraria, Lorenzo Francesco Gatta, medico e primo autorevole conoscitore delle viti valdostane, distinse inizialmente il Cornalin e la Corniola in due schede separate, nonostante la similitudine di questi due vitigni sia per tipologia sia per caratteristiche ampelografiche. Solo dalla fine degli anni novanta, dopo appropriati studi e verifiche si ha la matematica certezza dell’identità dei due vitigni. Si suppone quindi che il Gatta, sia stato, inizialmente, fuorviato dalle diverse origini delle due varietà, poiché secondo i suoi studi, la Corniola, insieme al Fumin, al Petit Rouge e il Vien de Nus, era già ampiamente diffusa su una gran parte del territorio valdostano già dalla metà dell'800, mentre per il Cornalin, la sua presenza era strettamente legata ad una rarissima produzione nei soli comuni di Saint-Vincent e Verrayes. Diverse le affermazioni nel corso degli anni per identificare le origini del Cornalin: Lorenzo Gatta affermava che la varietà fosse originaria della Borgogna, introdotta in Val d’Aosta tramite il Barone di Champorcher e sembrava somigliasse ad alcuni vini “Teinturier”, sinonimo francese per indicare un vitigno tintorio, dalla polpa colorata. Altri, invece, come l’agronomo Louis Napoléon Bich, asserivano che le sue origini erano invece siciliane, confondendola con la Corniola Nera dagli acini allungati come la Pizzutella, mentre lo studioso Adrien Berget ne attribuiva la genesi nelle valli piemontesi.

Nel secolo scorso il Cornalin ha rischiato seriamente l’estinzione, sopravvivendo solo in qualche vigneto secolare nei piccoli comuni di Sarre, Arvier e Avise, confuso spesso con il Petit Rouge e coltivato solo da alcuni anziani viticoltori.

La sua rinascita, ad ogni modo, si deve a Jean Nicollier che insieme ad alcuni viticoltori elvetici, riprese la produzione di questo antico vitigno valdostano sotto il sinonimo Humagne Rouge, ed è proprio lui che, pochi anni dopo divenne l’artefice indiretto del recupero del Cornalin valdostano. Fu poi l’Institut Agricole Regional di Aosta che, negli anni ottanta, una volta individuate, identificate e moltiplicate alcune varietà autoctone, le pose a dimora presso i campi di collezione di Moncenis e dell’Hospice di proprietà dello stesso istituto regionale.

La riscoperta del Cornalin ha avuto, comunque, negli ultimi anni, un immediato riscontro nella realtà viticola della Valle d'Aosta. Ora, infatti, è tornato a far parte integrante del patrimonio viticolo regionale grazie alla costituzione nel 1998 di alcuni vigneti, solo 27 ettari, situati nel comune di Nus, con le cantine Les Granges e di Giulio Moriondo, a Quart con l’azienda Vigneti di Rosset, e a Sarre con Feudo San Maurizio.

È un vitigno di media ed elevata vigoria, con epoca di maturazione molto tardiva. La foglia è medio grande e di forma pentagonale, il grappolo appare di medie dimensioni e di forma piramidale, alle volte alato, con buccia sottile e pruinosa, dal colore, che in fase di maturazione, tende al blu.

Abbiamo degustato il Vallée D’Aoste Cornalin 2010 della cantina Les Granges di proprietà di Gualtiero Crea e Liana Grange. È un’azienda ancora giovane, nata nel 2005 nel comune di Nus, condotta prevalentemente a regime biologico su terreni prevalentemente sabbiosi e dotata di una superficie vitata di soli 2,6 ettari di vigneto, di cui uno in affitto.

Il vino si presenta di colore rosso rubino, impenetrabile e di buona concentrazione. Al naso apre esuberante, dotato di sensazioni di fragolina di bosco e ciliegia, poi singolari note agrumate di arancia, bel floreale di violetta e rosa rossa, chiude con soffi vegetali e speziati di pepe nero. La bocca è calda, ben strutturata, buona la morbidezza in ingresso, bilanciata poi nel finale da una gradevole presenza acida. Fermentazione e maturazione in acciaio. Su un polpettone di manzo alle erbe e su un piatto tipico come la Carbonada.

Les Granges
Loc. Les Granges, 1
11020 Nus (AO)
Tel. 0165 767229
www.lesgrangesvini.com
info@lesgrangesvini.com

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