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Espumantes do Brasil

Salvatore Marsillo
Dal n.34 di
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Il Brasile, insieme alla Russia, India e Cina, sta conoscendo un periodo di grande sviluppo economico; parallelamente anche il mercato interno del lusso sta avendo un rapido incremento, in alcuni casi anche superiore all’andamento globale dell’economia brasiliana. In testa alla lista dei prodotti d’elitè più richiesti, oltre ai diamanti, c’è lo champagne che nell’ultima decade ha mostrato un trend di crescita vertiginosa: dalle 400.000 bottiglie consumate nel 2002 si è arrivati a più di un milione nel 2011. Sull’onda di questo successo l’associazione CIVC, Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne, ha aperto proprio quest’anno un ufficio a San Paolo con l’obiettivo di promuovere la conoscenza di questo vino e assicurare la tutela della denominazione.

I prezzi al dettaglio degli champagne sono molto alti a causa delle tasse d’importazione e di vendita che arrivano quasi a raddoppiare il prezzo originario e, per venire incontro alle esigenze della classe media, si sta puntando molto sulla produzione di spumanti locali.

La principale zona vitivinicola del Paese, patria dei migliori spumanti nazionali, è la Vale Dos Vinhedos, a nord-est di Rio Grande do Sul. Qui la viticoltura è stata introdotta alla fine del 1800 dagli immigrati italiani che portavano con sé le barbatelle delle viti della madre patria e la loro grande esperienza nelle tecniche viticole. La Valle, che è delimitata dalle città di Bento Gonçalves, Garibaldi e Monte Belo do Sul, è stata la prima regione della nazione a ottenere, nel 2001, l’indicazione di origine e attualmente ospita 31 aziende che producono un totale di oltre 12 milioni di bottiglie l’anno.

Nel 1973 Moët&Chandon ha aperto nel comune di Garibaldi uno stabilimento per il quale ha creato una marca ad hoc, la Chandon. L’enologo della maison, Philippe Mével, formatosi presso la Scuola di Enologia di Montpellier, sottolinea che “la vocazione naturale della zona è produrre spumante e il nostro sogno è quello di trasformare la regione in una Champagne delle Americhe”. I vitigni impiegati per realizzare le etichette di punta, Metodo Champenois, ricalcano la tradizione francese ma risentono anche delle origini italiane dell’enologia locale. In particolare per il Réserve Brut, Brut Rosé e Riche Demi-Sec sono utilizzati il Pinot Nero, lo Chardonnay e il Riesling Italico. Per l’etichetta Passion, metodo Charmat, sono usati, oltre al Pinot Nero, la Malvasia Bianca, il Moscato Canelli e la Malvasia di Candia.

Le altre aziende della Vale Dos Vinhedos, tra cui Miolo, Salton e Casa Valduga, sono accomunate tutte dalla predilezione per il metodo Classico e per i vitigni tradizionali. Nel nord del Paese invece prevale la spumantizzazione in autoclave mentre la varietà prediletta è lo chenin blanc che, a livello agronomico, è più resistente del Pinot Nero e dello Chardonnay al caldo tropicale di queste zone.

Benché ancora giovani, gli spumanti brasiliani esprimono uno standard qualitativo che può competere perfino con alcuni champagne, Cava e spumanti trentini ma soffrono di una distribuzione poco capillare dal momento che, a dispetto delle iniziative intraprese dalla Ibravin (Istituto Brasiliano di Vino) e dalla Apex-Brasile (Agenzia Brasiliana per la Promozione delle Esportazioni ed Investimenti), non sono ancora molto conosciuti al di fuori dei confini nazionali.

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