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Andar per mele a Termeno

Dario Risi
Dal n.27 di
Fotografia

L’uscita di Egna-Ora sull’autostrada del Brennero rappresenta una irresistibile tentazione per gli amanti della natura (e degli sport invernali) e dell’enoturismo: da un lato la salita verso gli incantevoli paesaggi delle valli di Fiemme e Fassa, dall’altro la strada del vino lungo paesi pittoreschi e splendidi pendii terrazzati a vigna.

Dirigendoci in quest’ultima direzione verso il paese di Termeno non possiamo fare a meno di osservare la distesa di frutteti a perdita d’occhio che salendo verso il paese lascia spazio ai filari di vite e alle tradizionali e, al contempo, avveniristiche cantine.

Questa volta però non è un bicchiere di buon Gewürztraminer la meta del nostro viaggio

La coltivazione delle mele in Alto Adige si estende oggi per quasi 20.000 ettari e viene praticata da circa 8.000 aziende familiari mediamente di piccole dimensioni. Inizialmente coltivati intorno ai masi (con un prodotto destinato per molti secoli al consumo familiare) gli alberi di melo vennero verso la fine del 1800 piantati in maniera più estesa nel fondovalle: alla fine di quel secolo risalgono anche i primi magazzini di stoccaggio con la costituzione delle prime cooperative.

 Tra vigneti di Gewürztraminer e di Pinot Bianco parliamo di mele con Herta Dissertori, proprietaria, insieme al marito Konrad, del maso Fritzenhof (poche e confortevoli camere per un soggiorno di qualità all’insegna del relax, www.fritzenhof.com) sopra l’abitato di Termeno, frazione Sella, a circa 500 metri di altezza, con un panorama spettacolare sulla Val d’Adige e, di fronte, sulle montagne della Val di Fiemme.

Ci racconta di come l’agricoltura sia cambiata tantissimo a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso nella zona di Termeno: un tempo nel fondovalle si coltivava soprattutto il granturco poi sostituito dalla frutticoltura. All’inizio si coltivavano soltanto da cinquanta a cento piante per ettaro che crescendo e raggiungendo dimensioni notevoli necessitavano di alte scale portatili. L’utilizzo di portinnesti nanizzanti ha poi portato alla coltivazione di piante sempre più piccole (oggi si arriva anche a tremila piante per ettaro). Dopo quello invernale d’estate si esegue un ulteriore intervento di potatura per assicurare la giusta ventilazione e apporto di luce solare.

D’estate le mele vengono cernite a mano. Quelle in esubero, troppo piccole o leggermente deteriorate vengono staccate. I trattamenti sono mirati e vengono effettuati soltanto in caso di gravi minacce: ovviamente si cerca di limitare al massimo l’impiego di prodotti fitoprotettivi. A questo scopo corsi e ispezioni guidate consentono all’agricoltore un costante e puntuale aggiornamento.

Si effettuano fino a tre raccolte sulle singole piante, raccogliendo solo le mele più mature e più belle. “Noi incominciamo con la raccolta manuale delle mele ai primi di agosto” ci dice la Signora Herta;” le prime mele sono le Gala. Poi nei primi giorni di settembre raccogliamo le Golden Delicious, le Stark Delicious, le Granny. Abbiamo anche poche Dallago (un tipo di “Morgenduft”), non adatte per il consumo diretto ma più per la cucina (dolci e preparazioni varie), che raccogliamo alla fine di settembre. Verso il 10 di ottobre è la volta delle Fuji seguite poi dalle Pink Lady (le ultime ad essere raccolte, dal 20 ottobre in poi)”.

Buonissime le mele dell’Alto Adige che possiamo gustare appena colte, gustose e croccanti, ma anche essiccate (come snack per una sana merenda): ritroviamo le mele anche nelle deliziose acquaviti prodotte con grande cura e passione su tutto il territorio e nell’aceto, dal sapore pieno ed intenso. Diffusissima è la produzione di succhi di ottima qualità, spesso non filtrati, dall’alto contenuto di minerali e vitamine.

“Fare il succo di mele è facile: si prendono soltanto mele raccolte a mano che sono poi tagliate a pezzetti e pressate ottenendo così un succo che viene riscaldato a 80° C. Il succo caldo viene poi messo in bottiglia”. Da bere fresco, aggiungiamo noi, preferibilmente sul posto, nella piacevole atmosfera di questi luoghi dove tutto è in armonia con la natura.

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