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Capodanno alternatiellativo

Come liberarsi brillantemente dall’ansia del menu di un giorno particolare.

Vincenzo Paolo Scarnecchia
Capodanno alternatiellativoCon il Capodanno alle porte ogni anno è sempre la stessa storia, la creazione di un menù che è una di quelle spine nel fianco che gli toglie il sonno la notte. Per chi si prepara a festeggiare l’arrivo del 2018 a casa con amici e parenti, pensare a cosa portare in tavola non è così semplice! Accontentare i gusti di tutti? Un vero problema! Preparare un menù di Capodanno in grande stile o abbandonarsi al buffet dell’ultimo minuto? Studiare a modo un percorso enogastronomico di sapori di mare, di terra? Stupire con cucina etnica o abbandonare la cura dei dettagli per abbracciare l’abbuffata di sostanza? il classico antipasto all’italiana, insomma, con il primo a seguire che non può invece prescindere dal profumo di salsedine, dunque spaghetti o risotto ai frutti di mare rappresentano la soluzione più appropriata. Un po’ di frutta secca, di melograno e di uva, cibi portafortuna proprio come le immancabili lenticchie e cotechino, con tutte le quelle che ho ingoiato in tutti questi cenoni, sarei ricco sfondato. E poi non rimane che concludere i festeggiamenti con i dolci: da panettone e pandoro al torrone e frutta secca a volontà! Ma perché impazzirsi? Basta! Quest’anno solo Tiella e, da non credere, amici e parenti tutti d’accordo! La storia di questa pietanza è legata esclusivamente alla città di Gaeta che per tradizione permetteva a contadini e pescatori di avere un pasto completo che si conservasse anche per alcuni giorni. Si narra che Ferdinando IV di Borbone ne fosse un grande estimatore, anzi secondo alcuni ne fu proprio l'inventore. Sembra, infatti, che il sovrano nei suoi soggiorni a Gaeta preferisse confondersi con gli abitanti del borgo marinaro e contadino fuori le mura e fu in questi luoghi che stupito dall'abilità con la quale le massaie preparavano la pizza elaborò il doppio strato di pasta con il ripieno di pesce o verdura, la tiella appunto, da lui considerata “primo, secondo e terzo”. La si mangia a quarti e senza l'aiuto delle posate, non c'è gusto se non la si prende tra le dita e l'olio deve poter scorrere sugli avambracci. E sembra che proprio quest’ultimo sia il vero segreto della squisitezza e della fragranza dell’impasto (rigorosamente olio extra vergine di oliva, cultivar itrana) miscelato con acqua, lievito, farina e sale. Il ripieno? i classici, a base di pesce e/o di verdure. Molluschi e frutti di mare per la tiella a base di pesce e quindi tiella e’ purp (di polpo), calamarell’ (di calamaretti), scarola baccalà e olive di Gaeta, cozze, sarde e cipolla, alici e strepitosa con gli scungigl’ (sconcigli). Non da meno sono quelle preparate a base di verdure e/o formaggio, scarola e olive di Gaeta, cipolla, cas’ e ov (uova e formaggio caprino, con aggiunta di zucchine volendo o pezzettini di salsiccia)! Un menù particolare e fuori da ogni schema che non ha complicato neanche la vita con la scelta del vino in abbinamento; bollicine su tutti (almeno uno dei comandamenti del menù del capodanno è stato rispettato), bianco o rosato in presenza di un po' di pomodoro nel condimento con le tielle a base di pesce. Tutti felici e contenti, nessun malumore… e, a proposito, al posto delle immancabili lenticchie quest’anno ho cambiato legume e ho scelto i piselli, per il colore verde, come l’albero di Natale e la speranza! Auguri a tutti.
 
Capodanno alternatiellativo
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