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Diversamente Krug

Le bevande analcoliche per i nostri amici felini.

Tito Marotta
Non me ne voglia Johann Joseph Krug e il suo discendente diretto Olivier, ma il mio gatto si chiama Krug. Tutto ha origine il giorno che vedendolo molto sofferente sotto casa, ho preso una scatola di champagne, che opportunamente adattata, è stata il naturale giaciglio e trasportino per la sua prima visita dal veterinario.

Avevo a casa una scatola dell’arcinota maison di Reims il cui nome breve e conciso, dal suono deciso e altisonante era perfetto per quello che doveva essere il nome da dare a un gatto: Krug, per l'appunto.

Le visite dal veterinario sono state tante ma vuoi per le cure e l’attenzione, vuoi per il tanto amore e compassione, vuoi per il nome che gli conferiva un grande slancio energetico e che, diciamolo, gli ha portato bene, oggi Krug è uno splendido gattone rosso di oltre 6 chili, sempre affamato, tutto peli, baffi, unghie e fusa.
 
Diversamente Krug
Diversamente KrugNumerosi sono stati i brindisi per il felice salvataggio, ma il fatto di non poterli condividere con il diretto interessato, potevano rappresentare una spiacevole limitazione, che oggi, invece, sembra essere possibile superare. Infatti, ci ha pensato la Apollo Peack, un’azienda di Denver nel Colorado, fondata da Brandon Zavala, che ha ideato e prodotto i rossi “Pinot Meow” e “CATbernet”, e il bianco “MosCATo”, bevande analcoliche che grazie all’erba gatta danno anche un po’ di ebbrezza ai nostri amici felini.

Ottenuto per infusione, il prodotto viene preparato come un tè, al quale viene aggiunto del succo di barbabietola rossa o di rapa bianca per conferirgli il rispettivo colore e somigliare al vino a cui si ispira. Garantisce Zavala che anche gli umani possono assumerlo traendone benefici, sicuramente ludici, ma se è vero che gli animali di compagnia per una strana e magica legge di similitudine assumano dai loro compagni umani i loro tratti caratteristici e le loro abitudini, dovrebbe essere il mio Krug a descriverne i pregi e le caratteristiche organolettiche, ora però, da buon gatto, anche se gatto-sommelier, sonnecchia sornione tenendomi sempre sotto controllo con un occhio semichiuso.

Tanti sono gli amici che hanno dato ai loro gatti i nomi di Barolo, Lily (Bollinger), La Tache, Bordeux, Pinot e tanti altri, a loro mi rivolgo e dico che non ci resta che innalzare i calici, pardon, le ciotole… Prosit!
 
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