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Madeira e le sue perle

Annotazioni storiche e curiosità sul vino più longevo del mondo.

Nicoletta Nanni
Madeira e le sue perleMadeira è una piccola isola chiamata da sempre “perla dell’Atlantico” per i suoi paesaggi mozzafiato che ricordano per ricchezza cromatica quelli di Gauguin. Fu scoperta nel 1419 dal portoghese Zarco che ne diventò da subito il colonizzatore. Bruciò tutte le foreste e fece piantare nel terreno ricco di cenere i primi filari di Malmsey (Malvasia) e la canna da zucchero. Il clima stabile, quasi semitropicale, aiutarono la rapida crescita dei vigneti, che furono giudicati nel 1455, da un mercante veneziano “la cosa più bella da vedere al mondo”. Da lì a poco il Madeira cominciò ad essere conosciuto e apprezzato in Europa. Per il resto del mondo grande diffusore fu William Bolton, che nel 1676 sostò a Madeira durante un viaggio in America e se ne innamorò a  tal punto che decise di esportarlo. E proprio nel Nuovo Continente ebbe grande fama alla fine della Guerra d’Indipendenza (1783). In Inghilterra era molto apprezzato dai membri della Casa Reale, in Francia fu amato da Napoleone e si dice che Talleyrand, apprezzato gourmet, amava sorseggiarlo in un calice a tulipano con la soupe. Un altro personaggio celebre che addirittura ne parlò nelle sue liriche fu il romantico Lord Byron. Naturalmente come tutti i grandi anche il Maideira, si racconta, subì l’offesa di molte imitazioni, soprattutto nel centro della Francia.
Tanta fama fu interrotta, come del resto la produzione del Madeira stesso, per diversi anni a causa dell’oidio prima e della fillossera poi che distrussero completamente i vigneti di Malvasia.
Questo vino dorato dai riflessi ambrati, di notevole alcolicità, con una capacità di invecchiamento fuori del comune (l’aggettivo “maderizzato” viene usato per definire quei vini in evidente ossidazione, segno tipico di invecchiamento), mostra una sua originalità anche nelle fasi di produzione. È un vino liquoroso, il mosto fermentato nei fusti a Funchal diventa vinho claro, quindi dopo aver trascorso un periodo di tempo in cantine riscaldate, le estufas, diventa vinho estufado. A quest’ultimo viene aggiunta la mistella di alcol e zucchero che lo trasforma in vinho generoso. L’invecchiamento fa il resto; il tempo che passa accentua quella nota tipica di zucchero caramellato tostato che lo caratterizza.
I Madeira odierni sono di diversi tipi, dal classico, profumato e ambrato da uve Malmsey al meno dolce e più scuro da uve Bual. Con il Verdelho si produce un Madeira aromatico e corposo, mentre il più secco proviene da uve Sercial.
Una curiosità, infine: essendo considerato il vino in assoluto più longevo al mondo, esistono da sempre numerosi estimatori che nelle aste di tutto il mondo sborsano cifre da capogiro.
Pensate che una bottiglia del 1792 è stata battuta da Sotheby’s nel 1997 e venduta  per circa 22,000 dollari!
 
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