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Lupicaia, l’orgoglio del “Pucci”

Roberto Greco
Dal n.14 di
Fotografia

Capita spesso che in alcune cene, o degustazioni, ci si imbatta in alcuni vini che oltre a provocare gradite emozioni, ci riportano alla mente piacevoli ricordi o avvenimenti importanti accaduti in passato. Così l’altra sera degustando tra amici un’eccellente bottiglia di Lupicaia, millesimo 1994, di Castello del Terriccio, all’istante il pensiero mi ha riportato alla visita del Master per Sommelier svoltasi nell’aprile del 2003 e alla calda accoglienza che ci aveva allora riservato il Cavaliere Gian Annibale Rossi di Medelana Serafini Ferri, detto “Pucci”, personaggio estroverso che non manca di emozionare gli ospiti attraverso divertenti “safari”, caratterizzati da continui fuoripista nei laghetti della sua tenuta con i fuoristrada. La superficie è così ampia, 1.860 ettari, che il cancello d’ingresso, situato nel piccolo paese di Castellina Marittima, è in provincia di Pisa, mentre i terreni e parte delle colline di proprietà, sono in provincia di Livorno. La storia moderna di Castello del Terriccio ha inizio nel primo dopo guerra quando la tenuta fu acquistata dai conti Serafini Ferri per farne una grande realtà agricola con oliveti, vigneti e seminativi. Agli inizi degli anni Ottanta, sotto la guida di Gian Annibale, dopo aver esplorato minuziosamente le potenzialità del territorio, si è deciso di dare un forte impulso all’attività vinicola introducendo inizialmente vitigni bianchi internazionali, come Chardonnay e Sauvignon, seguiti a stretto giro dalle varietà a bacca rossa Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot. Nel 1993 nasce il Lupicaia, nome che deriva principalmente dal toponimo dei luoghi, nei pressi dell’azienda, dove erano soliti cacciare i lupi, che scendevano a valle per sfamarsi con gli animali d’allevamento. L’annata 1994, prodotta per il 90% da Cabernet Sauvignon e per il 10% da Merlot, conquista già all’interno del bicchiere per la luminosa veste di color rubino dai riflessi granato e per la complessità olfattiva, subito avvolgente. Seduce per le continue sensazioni vegetali di felce, poi viole appassite, rose macerate ed eleganti note di frutta rossa. Affiorano in successione profumi terziari di cuoio, caffè e tabacco, accompagnate da insoliti toni di cenere, legna arsa e da un finale elegantemente speziato. L’assaggio è carismatico e autorevole: caldo, vivacizzato da una netta sapidità minerale e da una grana tannica da manuale. Finale lungo e insistente, all’insegna dell’armonia. L’affinamento avviene in barrique di Allier per una durata complessiva di 18 mesi. L’abbinamento privilegia piatti a base di carne di cinghiale o di faraona, aromatizzati da spezie scure e tartufo nero.

 

Castello del Terriccio

Via Bagnoli, 16 - Loc. Terriccio

56040 Castellina Marittima (PI)

Tel. 050 699709

www.terriccio.it

 info@terriccio.it

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