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10° Forum Internazionale della Cultura del Vino e dell'Olio
La nostra Italia possiede tesori di valore incalcolabile come il Vino, l’Olio, il Basilico, il Pomodoro, il Colosseo: la nostra Italia possiede “La Grande Ricchezza”.
Pubblicato il 21/06/2017
Università LUISSL’Aula Magna della LUISS, la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica, le toccanti e vibranti note dell’Inno di Mameli, eseguito da Al Bano al quale si deve anche l’arrangiamento realizzato appositamente per la Fondazione Italiana Sommelier, centinaia e centinaia di appassionati, appartenenti al mondo dello spettacolo, della politica, delle Istituzioni e delle Università: tutto questo ha fatto da cornice ad un evento di rilevanza internazionale, i cui protagonisti sono stati il Vino, l’Olio, il Pomodoro, il Basilico e il Colosseo, ossia “la grande ricchezza del nostro Paese”.

Per l’ennesima volta, un’altra giornata – la decima - Franco M. Ricci, Presidente della Fondazione Italiana Sommelier, ha riunito appassionati, studiosi di vino, intellettuali, giornalisti, personaggi della cultura, della politica, dello spettacolo e soprattutto coloro che amano l’Italia e sostengono l’emancipazione culturale del nostro Paese, dando vita ad un Convegno di estremo interesse, che ha destato partecipazione, coinvolgimento, attenzione ed emozione.

Prestigiosissima la sede della Luiss che ha accolto il Forum, proprio nel giorno in cui è stata diffusa la ricerca del Censis sulla qualità delle università italiane e che vede al primo posto, per il terzo anno consecutivo, nella classifica generale degli Atenei privati, proprio la Luiss con un punteggio medio finale addirittura migliorato rispetto allo scorso anno. Ospitalità ottenuta grazie al Magnifico Rettore Paola Severino che con la lungimiranza e la brillante mentalità che hanno sempre contraddistinto la sua carriera, non ha esitato un attimo a destinare al Forum la solenne cornice dell’Aula Magna.
Aula Magna Mario Arcelli - LUISS Guido Carli
Federico Quaranta e il videomessaggio di Antonella Clerici

clerici2 from Bibenda on Vimeo.

Videomessaggio di Antonella Clerici per il 10° Forum Internazionale della Cultura del Vino e dell'Olio organizzato da Fondazione Italiana Sommelier
Ad accogliere e introdurre i relatori del Forum, Federico Quaranta, conduttore televisivo e radiofonico, amico storico della Fondazione Italiana Sommelier, che da ben quattordici anni assieme al suo “complice” Tinto, attraverso le frequenze di Radio 2 con Decanter fa entrare nelle case e nelle automobili degli italiani la cultura del vino e del cibo.
A Fede & Tinto va il merito di aver trovato un modo nuovo di comunicare il vino: con competenza, professionalità e simpatia. L’importanza di diffondere e radicare sempre più, all’interno del Paese Italia, la cultura e la conoscenza del Vino, ha spinto il simpatico conduttore a lanciare una provocazione alle istituzioni: costituire un vero e proprio Ministero del Vino, poiché il Vino non solo è arte e cultura per il nostro Paese, ma può essere ancor di più crescita economica e sociale, turismo e investimento per l’Italia intera. Non poteva mancare la testimonianza di Antonella Clerici che nel suo videomessaggio ha voluto ricordare la lunga esperienza fatta con la Fondazione, dal primo Oscar del Vino fino alla presenza quotidiana dei Sommelier, calcolando che in dieci anni di Prova del Cuoco sono state presentate e stappate in diretta circa 3400 bottiglie di vino.
da sinistra Giovanni Lo Storto, Paola Severino, Franco Ricci e Oscar FarinettiIl Forum si è quindi ufficialmente aperto con il benvenuto del Direttore Generale della LUISS, Giovanni Lo Storto, che ha posto l’accento sulla sinergia tra il tema centrale del Forum e il luogo prescelto. La Luiss, Università di Studi Sociali, è una culla per la formazione dei cittadini del futuro, per chi dovrà essere consapevole del valore, della cura e del rispetto per la natura e per le radici profonde della cultura del nostro Paese.

L’intervento della Professoressa Paola Severino, Magnifico Rettore della LUISS, ha sottolineato i motivi per cui tale Università sia favorevole allo studio e alla tutela di un patrimonio nazionale quale quello del vino. Le tre facoltà dell’Ateneo, giurisprudenza, economia e scienze politiche, sono indirizzate all’approfondimento della legislazione in materia agroalimentare e ad un percorso di ricerca economica, socio-geo-politica che porterà alla crescita di modelli culturali, legati all’incremento dell’esportazione, del turismo e del lavoro.
Letizia MorattiCoinvolgente e appassionante è stato l’intervento di Letizia Moratti, produttrice di vino e Co-Fondatrice della Fondazione San Patrignano che ha voluto ricordare Vincenzo Muccioli e sottolineare come fin dall’inizio nella Comunità il vino è sempre stato presente riuscendo così a coinvolgere moltissimi giovani che hanno trovato in questo settore motivo di realizzazione, soddisfazione e rinascita personale. Letizia Moratti ha voluto in particolare ringraziare la Fondazione Italiana Sommelier che da dieci anni organizza gratuitamente corsi professionali per Sommelier proprio all’interno della Comunità. Questi ragazzi che poi diventano Sommelier, trovano così un’altra opportunità di riscatto e serie occasioni di reinserimento sociale.

Come è successo a Francesca Castellucci, una ragazza che ce l’ha fatta ed è venuta a testimoniarlo, raccontando il suo faticoso percorso, il recupero, poi il corso per Sommelier, oggi il suo lavoro di Sommelier a Roma. Si è presentata con la sua divisa da lavoro e il tastevin che brillava come i suoi occhi, lucidi e fieri.
Francesca Castellucci e Federico Quaranta
Francesca Castellucci e Letizia Moratti
È stata poi la volta di Oscar Farinetti, imprenditore e fondatore di Eataly. Nel suo appassionante intervento ha sottolineato quanto il vino e l’olio siano un giacimento di ricchezza per l’Italia, sul quale va costruito un progetto culturale di comunicazione destinato a una migliore diffusione e commercializzazione del vino, perché non basta produrlo, bisogna anche saperlo raccontare. È un prodotto dalle potenzialità facilmente immaginabili se si calcola che il mercato mondiale del vino si quantifica in 60 miliardi di euro e di questi circa 12 vengono prodotti dall’Italia, forte anche di un patrimonio viticolo unico, con ben 1200 varietà autoctone quando nel resto del pianeta se ne contano un centinaio in totale.

Sara Farnetti, ricercatrice, affermatissima specialista in Fisiopatologia del Metabolismo e della Nutrizione ha spiegato alla platea come spesso si abbiano informazioni sbagliate e come le false credenze possano compromettere la salute: in realtà il vino e l’olio sono alimenti fondamentali, protettori del benessere del corpo, modulatori dei nostri geni. Vino e olio contengono polifenoli, resveratrolo, antiossidanti e antinfiammatori naturali, ben lontani dall’esplosione di zuccheri contenuti in una centrifuga di frutta. Senza dimenticare che il vino è anche gustoso e soddisfa la nostra sfera edonistica.
Oscar Farinetti
la platea di oltre 300 persone
Sara Farnetti
Il Vicepresidente della Commissione Agricoltura alla Camera, Massimo Fiorio, ha ribadito il suo programma di portare la cultura del vino nelle scuole, in particolare in quelle alberghiere. L’onorevole Fiorio è il primo firmatario del Progetto di Legge sul vino come materia di studio nelle scuole, affinché se ne comprendano le caratteristiche senza essere percepito in senso negativo. Il parlamentare ha voluto citare un articolo di legge in vigore da gennaio 2017: “Il vino, prodotto della vite, la vite e i territori viticoli, quali frutto del lavoro, delle pratiche e delle tradizioni, costituiscono un patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare.” Si tratta di una legge chiara e importante perché il frutto di una battaglia molto combattuta e alla fine vinta. Allo stesso modo, è in atto una battaglia contro la demonizzazione del vino, che è invece legato al consumo consapevole, alla salute, ecco perché deve diventare materia scolastica di studio.

Anche il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Giuseppe Castiglione, è intervenuto sottolineando il ruolo fondamentale della politica nel settore vitivinicolo, sottolineando l’importanza del Testo Unico sul vino promulgato da pochi mesi, enunciandone i punti positivi, le facilitazioni alle imprese e un importante riordino legislativo. Anche in ambito europeo si punta ad una politica agricola comune a vantaggio dei giovani e delle imprese, con il fine di creare un modello culturale da seguire.
Massimo Fiorio
Giuseppe Castiglione
Bruno VespaÈ poi intervenuto Bruno Vespa sottolineando l’aspetto culturale del prodotto vino attraverso la diffusione della sua conoscenza, il valore delle diversità esistenti nell’eccezionale patrimonio ampelografico italiano, e soprattutto l’importanza di fare squadra, di sentirsi squadra, portando in primo piano la bandiera dei nostri prodotti, spingendo sul buon vino italiano, sul buon olio italiano, anziché perdersi in vanitosi quanto inutili individualismi.

Il professor Paolo Lauciani, docente della Fondazione Italiana Sommelier, nel suo intervento, ha posto in rilievo l’importanza del metodo di comunicazione della “materia vino” che consenta a tutti un migliore apprendimento. “Metodo” significa percorso culturale, e “percorso culturale” significa cambiamento di vita, cambiamento del rapporto con tutto il patrimonio storico e sociale, perché il vino è condivisione di conoscenze, frutto della sinergia straordinaria tra la natura e l’intelligenza umana. L’apprendimento deve avvenire con lo strumento “Corso”, insegnando prima di tutto la differenza tra “degustare” e “bere”.

Anche Daniela Scrobogna, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Italiana Sommelier, ha parlato di edonismo, ponendo l’accento sul piacere che il vino è in grado di generare e soprattutto sul piacere di livello superiore che può generare il giusto abbinamento tra cibo e vino. Un conto è la golosità aggraziata ed educata, altro è l’abbuffata dell’ingordo. Ecco, il piacere deriva dal nutrirsi con cultura, comunicando così uno stile di vita e un gruppo di appartenenza. Bisogna imparare a prediligere certi cibi e certi vini per arrivare alla “sublimazione”, all’esaltazione delle caratteristiche intrinseche dell’uno e dell’altro.
Paolo Lauciani
Daniela Scrobogna
Dario Franceschini e Bruno VespaNon poteva mancare il rappresentante italiano per eccellenza della cultura, così a chiudere è stato Dario Franceschini in persona, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, nonché Sommelier d’Onore della Fondazione. Franceschini ha ribadito l’importanza dell’insegnamento del vino, del suo inserimento come materia scolastica, lanciando inoltre l’idea di poter in qualche modo ambientare eventi e degustazioni di vino in luoghi importanti dal punto di vista artistico, un abbinamento decidamente brillante che ha stimolato molto la platea e suscitato applausi a scena aperta. Altro applauso scrosciante quando il Ministro ha annunciato che dopo i Cammini e dopo i Borghi, il 2018 sarà l’Anno del Cibo Italiano, e sicuramente in quest’ambito si potranno valorizzare le eccellenze del nostro Paese.

La Professoressa Paola Severino, nei saluti finali si è dichiarata entusiasta del Forum “per quanto questi incontri siano vere sorgenti di idee, occasioni per sinergie inaspettate”, incoraggiando il Presidente di Fondazione Italiana Sommelier Franco M. Ricci a proseguire sulla strada intrapresa da tempo, diretta alla comunicazione del vino, alla sua conoscenza vera. Il raggiungimento di tale obiettivo si identifica in un percorso che va iniziato nelle scuole e che certamente migliora la vita. Si tratta di un percorso cognitivo ed edonistico insieme, dove intelligenza e piacere si coniugano e conducono ai massimi risultati.
Franco Ricci e Paola Severino
La chiusura del Forum con tutti i relatori sul palco
foto © Isabella Perugini
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