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Luna Mater, la perla di Frascati

Salvatore Marsillo
Dal n.13 di
Fotografia

Ogni pittore, scrittore o poeta che abbia conosciuto Frascati, sperimentandone la bellezza dei paesaggi, la mitezza del clima e la bontà del vino, non ha potuto fare a meno di celebrarla con i mezzi della propria arte. Il vedutista olandese Gaspar van Wittel l’ha ritratta in più di una tela, Wolfgang Goethe nel suo “Viaggio in Italia” l’ha definita “un paradiso”, Pablo Neruda nella poesia “I frutti” ha esaltato la generosità della sua natura. Per raccogliere tutte le testimonianze non basterebbe un tomo, non sfugge però che il denominatore ricorrente in ognuna è rappresentato dal vino e dalla vite. Circostanza inevitabile dal momento che la propensione di questa zona alla viticoltura è antichissima; già nel II secolo a.C. Marco Porcio Catone riferisce nel De agricoltura di come la vite fosse coltivata sulle pendici del monte Tuscolo da tempo immemorabile.

Oggi il vino che maggiormente incarna lo spirito e la forza di questa terra è il Luna Mater, Frascati Superiore di Fontana Candida. Siamo molto lontani dal vino Frascati che nell’immaginario collettivo è ancora legato a doppio filo alla fraschetta dei Castelli Romani, frutto di produzioni votate soprattutto a massimizzare la quantità. Questa etichetta rappresenta invece l’ultimo passo di un’evoluzione iniziata appena qualche decennio fa che ha portato il vino di Frascati - e l’intera enologia regionale - a riscattare un passato poco esaltante dal punto di vista qualitativo. Selezione clonale, abbassamento delle rese e ammodernamento delle tecnologie sono le linee guida del nuovo corso che nel 2011 ha permesso alla denominazione Frascati di conquistare la Docg nella tipologia Superiore e Cannellino.

Il Luna Mater deriva da vigne di Malvasia di Candia, Malvasia del Lazio, Bombino e Greco con un’età media di 50 anni. Le uve, raccolte ben mature, vengono divise in due parti; la prima è fatta fermentare subito a contatto con le bucce per esaltare l’impronta varietale, l’altra viene raffreddata prima della pressatura per mantenere inalterata la componente aromatica. Durante la fermentazione di questa seconda parte alcuni acini interi, di grappoli appena vendemmiati, sono aggiunti al mosto per garantire al prodotto finale il profumo e il sapore tipico dell’uva fresca; questo tocco sapiente rende il vino innovativo e unico nel suo genere, pur restando nel solco della tradizione; l’affinamento in bottiglia avviene nelle storiche grotte della tenuta, scavate nel tufo, dove il tasso di umidità e la temperatura sono costanti.

Il Luna Mater brilla di riflessi dorati e profuma di fiori di campo, scorza di limone, pesche mature, melone invernale, buccia d’uva, erbe aromatiche e pepe bianco con note mellite e vanigliate a sottendere il tutto. Nel palato ritroviamo l’aroma fruttato insieme a una sferzata di freschezza che coglie quasi di sorpresa. In chiusura dilaga una poderosa scia minerale e ammandorlata, imprinting inconfondibile del terreno dell’agro tuscolano, ricco di potassio e di fosforo. Ideale con i piatti della tradizione romanesca oppure da gustare da solo, leggendo questi versi di Alberto Bevilacqua che sembrano ispirati proprio al Luna Mater:

 

“T’accenderà questo vino frascatano

il nero immemore degli occhi,

sarà amore sotto la tua nuda pelle dorata,

ti donerà, ricreata nel cuore d'altri anni, la tua età…”

 

Fontana Candida

Via Fontana Candida, 11

00040 Monteporzio Catone (RM)

Tel. 06 9401881

www.fontanacandida.it

fontanacandida@giv.it

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