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Lager Tusker, la birra di Hemingway

Salvatore Marsillo
Dal n.12 di
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L’amore per l’avventura e un’irrequietezza mai domata hanno spinto Hemingway a viaggiare in ogni angolo del mondo, alla ricerca di nuove esperienze e di nuove realtà da raccontare nei suoi reportage di giornalista o nelle sue opere di romanziere. L’Africa e le sue fascinazioni non potevano non attirare questo spirito errante: era l’8 dicembre del 1933 quando Hemingway giunse per la prima volta in Kenya, a Mombasa, per partecipare a un safari.

Anche in quella occasione dalla vita vissuta alla parola scritta il passo è stato breve e dalla fertile penna dello scrittore sono usciti due racconti, La breve vita felice di Francis Macomber e Le nevi del Kilimangiaro, e un romanzo autobiografico, Verdi Colline d’Africa. In quest’ultimo libro, strutturato come un diario narrativo, Hemingway cita più volte la birra come il rimedio prediletto contro il sole africano e le fatiche della caccia.

La sua birra era la Lager Tusker, prodotta dalla Kenya Breweries Ltd, fondata nel 1922 dai fratelli George e Charles Hurst. Un anno dopo la fondazione George venne ucciso da un elefante durante una spedizione nella savana e in ricordo di questo evento la birra fu chiamata Tusker, “elefante” in swahili, e la figura di questo imponente mammifero venne impressa sull’etichetta delle bottiglie.

La Lager Tusker è realizzata esclusivamente con ingredienti locali: l’orzo è coltivato nella Rift Valley, nell’entroterra del paese, mentre l’acqua proviene dalle Aberdare Mountains che si trovano a nord-ovest di Nairobi. Completano la ricetta luppolo, amido di mais e piccole quantità di zucchero, anch’essi prodotti rigorosamente in Kenya. La birra che ne risulta ha un contenuto alcolico di 4,2%, è di colore giallo pallido e si presenta con una schiuma ricca e cremosa. Il profumo è nitido e fragrante e spazia dal maltato al floreale. Nel palato è morbida e rinfrescante con iniziali aromi fruttati, arricchiti da note tostate e da una scia amaricante poco invasiva.

Perfetta e dissetante in ogni momento della giornata, questa birra a bassa fermentazione è ideale per l’happy hour o in abbinamento con i piatti tipici del Kenya, come l'irio, una zuppa di fagioli, mais e patate, il matoke, una purea di banane verdi, e il kuku wakupata, il pollo alla marinara, una specialità dell’isola di Lamu.

Molto amata in patria, di birra Tusker si vendono oltre 700.000 ettolitri all’anno, destinati non solo al mercato interno ma anche a quello internazionale, americano e giapponese in testa. Attualmente il marchio è di proprietà della Diageo, impresa leader nel mercato mondiale delle birre, del vino e della liquoristica, nel cui portafoglio, volendo fare solo alcuni esempi, rientrano la stout più famosa al mondo, la Guinness, i whisky Johnnie Walker, Crown Royal e J&B, le vodke Smirnoff, Ciroc e Ketel One, il gin Tanqueray, il rum Captain Morgan e la tequila Jose Cuervo.

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