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Un gustoso caso di omonimia

Stesso nome per il proprietario, per il vino e per l'azienda: per non dimenticare.

Pietro Mercogliano
Francesca PoggioFrancesca Poggio si è tolta l’aristocratico sfizio («Come fanno i Francesi!», dice) di dare al suo spumante il suo nome: il “Francesca Poggio” è il Cortese Metodo Classico dell’Azienda “Il Poggio” di Gavi.
Francesca Poggio
– non quella di alcol e acqua ma quella di carne ed ossa, occhi grandi e chiaro sorriso sottile – ci accoglie con suo marito a un bel tavolo in casa loro, il cane Otto e i due gatti ci fanno festa. E Francesca ci spiega che non è solo aristocratico sfizio, anzi: lei su quell’etichetta ci mette la firma perché c’investe la faccia. Perché del “Francesca Poggio” Francesca Poggio segue ogni istante, e pazientemente ne cura la crescita aiutata dall’enologo Gaspare Buscemi.
La teorizzazione da costui operata dei “Vini d’Artigianato” è cosa nota; e forse anche a questo è dovuta l’intesa con Francesca, che parla di “naturalità” del suo spumante: pur nel progetto che lei-FrancescaP. ha in mente, lui-FrancescaP. cresce con relativa libertà esprimendo con sincerità – nei solchi di una supervisione sapiente – il grado zuccherino che si sente di anno in anno.
 
Vigna "Il Poggio"L’annata che assaggiamo noi ha un residuo di 13,2 ed una pressione sotto il sughero del fungo di circa 4,7 atmosfere. Si tratta del primo millesimo prodotto, con la base spumante del 2010 («Ottima annata!», dice Francesca) e poi aggiunto di mosto dello stesso vigneto.
Il “Francesca Poggio” aspetta almeno quattro anni prima di essere aperto. D’altronde le potenzialità d’invecchiamento del Cortese sono state uno dei motivi principali che hanno spinto “Il Poggio” a provare la spumantizzazione col Metodo Classico; scelta, questa, intrapresa da una decina di produttori della zona: e precorsa dai tempi in cui il Cortese non vinificato veniva venduto all’Astigiano per tagliare il Moscato (inutile dire che nemmeno un acino dei tre ettari di Francesca Poggio subisce un simile fato).
Francesca Poggio serve il Francesca Poggio e ci guarda soddisfatta, sicura dell’effetto. Poi si siede davanti al suo calice, curiosa ogni volta che incontra il suo omonimo.
Etichetta "Francesca Poggio"Il vino si offre del colore di una patina d’oro limone per dorature, percorso da catenelle fitte di bolle fini. Al naso si presenta come un abbraccio dato da parte dei sentori di lievito di birra e crosta di pane ai ricordi floreali, perfettamente integrati; tra la fragranza s’incuneano sentori piú acuti di erba tagliata e scorza di limone, si riconoscono eleganti la susina e la nocciola fresca; i fiori bianchi e la lavanda evolvono in una nota straordinaria di fumo di opopanaco. A fronte dell’affascinante difficoltà del naso la bocca è piú facile, anche se non banale: la secchezza mitigata dell’extra dry e una morbidezza setosa (per la quale, Francesca ci assicura, è da ringraziare soprattutto la conversione malolattica) abbracciano l’acidità tipica del vitigno, che dal canto suo con l’effervescenza dà vigore e freschezza al sorso invitando al successivo.
Eccellente come aperitivo – cui far seguire un pranzo altrettanto ricercato –, si sposa bene anche a tagliatelle con poco uovo condite con funghi porcini; apprezzabile e territoriale con la Robiola fresca di Roccaverano.
"Il Poggio" di Gavi
Azienda Agricola Il Poggio
Frazione Rovereto, 171, 15066 Gavi AL
Tel. 0143/682081 - info@ilpoggiodigavi.com

www.ilpoggiodigavi.com
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