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Benvenuto Brunello!

A Montalcino, dal 17 al 20 febbraio, si è svolta la 25^ edizione di Benvenuto Brunello, dedicata ai 50 anni del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Presentate l’annata 2012, la Riserva 2011 e la 2015 del Rosso di Montalcino.

Antonella Pompei
Benvenuto BrunelloUn’edizione speciale di Benvenuto Brunello, quella che si è appena conclusa a Montalcino, ospitata nello storico Complesso di Sant’Agostino. 25^ Edizione, che festeggia anche i 50 anni del Consorzio e che, per la prima volta, ha aperto l’accesso ai privati, domenica e lunedì. Occhi, naso e palato puntati sulle presentazioni: Brunello 2012, Riserva 2011, Rosso 2015, Moscadello e Sant’Antimo. L’annata 2012 è stata giudicata a cinque stelle dalla giuria apposita. Il Presidente del Consorzio, Patrizio Cencioni, ha sottolineato l’importanza del 2017, non solo per l’elevata qualità dei vini, ma anche per la ricorrenza dei 50 anni dell’associazione, nata nel 1967, all’indomani del riconoscimento della D.O.C. il 28 marzo 1966, diventata D.O.C.G. il 1 luglio 1980, il primo vino italiano ad ottenerla.  

Il 100% dei produttori, unico caso in Italia, sono iscritti al Consorzio.  Alcuni numeri:  258 aziende, 3.500 ha di vigneto, 9.000.000 di bottiglie annue di Brunello, 4.500.00 di Rosso di Montalcino, 40.000 di Moscadello e 400.000 di Sant’Antimo, le cinque denominazioni della zona, con la Riserva. Circa il 70% della produzione, di valore complessivo attestato sui 170 milioni di euro,  è destinato all’esportazione:  soprattutto verso gli Stati Uniti (30%), poi in Europa (20%) con Gran Bretagna, Germania e Svizzera in testa, Cina, Giappone, Hong Kong ( 15%),  Canada (12%) e il centro e sud America (8%).  E’ il Brunello di Montalcino, un vino maestoso che identifica nel mondo, insieme al Barolo, la più prestigiosa e famosa produzione vitivinicola del nostro paese.
 
La storia: Il Brunello deve la sua fama ad una fortunata storia comunicativa e al fatto di essere un vino non solo maestoso, ma unico: tra i grandi rossi del mondo, di lui si sa come e quando è nato, è il solo che abbia un vero e proprio padre, quel Ferruccio Biondi Santi che lo ha pensato, voluto e creato, sul finire del XIX secolo, selezionando un clone particolare di Sangiovese e vinificandolo in purezza, diversamente da come si faceva allora in Toscana. Nacque così il Brunello, le cui nobili peculiarità hanno poi consolidato la sua fama, soprattutto l’incredibile capacità di superare il trascorrere del tempo e di farne un fattore conferitore di altissimo pregio. La testimonianza più antica è una bottiglia datata 1888, custodita nella Tenuta Il Greppo, proprietà Biondi Santi. Nel 1929 il Brunello si commercializzava per lo più in damigiane, con Biondi Santi, Colombini, Franceschi e Angelini come soli produttori che imbottigliavano. Negli anni Trenta la fillossera distrusse tutte le vigne; seguirono anni di ripresa lenta e faticosa, dedicata alla ricostituzione dei vigneti ed interrotta e ritardata dalla seconda guerra mondiale. Negli anni Cinquanta, i 10/15 viticoltori presero coscienza delle potenzialità del Brunello, il resto è storia recentissima e nota.  
 
Le vigne di Montalcino
Il territorio: Montalcino si trova su una collina (564 m.s.l.m.) a 40 chilometri a sud di Siena e dal mare. Il territorio è un quadrato di 24.000 ettari, delimitato dalle valli dell’Orcia, dell’Asso  e dell’Ombrone. La collina di Montalcino si è formata in ere geologiche diverse e pertanto presenta caratteristiche del suolo estremamente mutevoli per costituzione e struttura. Zone con terreno ricco di calcare misto a scheletro costituito da scisti di galestro e alberese, tipici toscani, altre con maggior presenza di argilla e zone costituite da terreni formatisi per trasporto e da sedimenti di detriti alluvionali. Il clima è tipicamente mediterraneo, con precipitazioni concentrate in primavera e autunno e neve non rara in inverno sopra i 400 m. La media collina, dove si trova la maggior parte delle aziende vitivinicole, non è coinvolta da nebbie, gelate o brinate tardive, l’uva matura gradualmente e completamente mentre la frequente presenza del vento ne garantisce la sanità.
 
Le cantine a MontalcinoIl vino: il Brunello si ottiene esclusivamente da uve sangiovese, denominate localmente “brunello”, del territorio comunale di Montalcino, allevate prevalentemente a cordone speronato, con basse rese,  massimo 80 q/ha. Il Brunello può essere prodotto ed imbottigliato solo nel comune di Montalcino, inoltre, qui abbiamo il primo caso in Italia in cui, da un vitigno si possono ottenere due vini a denominazione di origine: il Brunello ed il Rosso.  La sua principale caratteristica è il lungo affinamento prima della immissione sul mercato, che ne determina il colore rosso rubino brillante e trasparente tendente al granato con l’invecchiamento. I profumi sono intensi, persistenti e complessi, con sentori di sottobosco, di piccoli frutti rossi, humus, con aromi dolci e speziati provenienti dai legni di affinamento. Al gusto, il Brunello è tendenzialmente elegante ed armonico, con una struttura ricca, ben bilanciata da una notevole freschezza apportata dall’acidità del sangiovese. La gradazione è 12,5° minimo, ma è spesso più elevata e arriva facilmente ai 13,5°. Viene esclusivamente confezionato in bottiglie di forma bordolese.      
 
Le annate: sono molto importanti nel determinare le caratteristiche del Brunello, tanto che, dal dopoguerra ad oggi, sono state giudicate ufficialmente “a cinque stelle” le annate 1945, 1955, 1961, 1964, 1970, 1975, 1985, 1988, 1990, 1995, 1997, 2004, 2006, 2007, 2010, 2012 e 2015.
 
Alla manifestazione erano presenti 130 produttori, impossibile quindi degustare tutti i vini ma l’impressione di chi scrive è un generale livello medio- alto di tutti quelli degustati (19 aziende); sorprendente la qualità dei Rossi di Montalcino, annata 2015, sempre molto eleganti nei profumi fruttati e fragranti, intensi, di suadente bevibilità, di nerbo e freschezza, già con un buon equilibrio, buona persistenza e senza eccessi. Grandi belle espressioni del territorio. Il Rosso di Montalcino è un vino di prim’ordine, generalmente sottovalutato, che forse soffre il fatto di avere un fratello maggiore così imponente e che, tra l’altro, ha un rapporto qualità prezzo spesso eccellente, per lo stesso motivo. Del resto la 2015 è un’annata a cinque stelle. I Brunelli degustati, tutti molto ben fatti, forse devono ancora fare qualche conto con il legno;  una generale medio-alta qualità, con intensi profumi fruttati e speziati, talvolta si avvertiva un finale leggermente amaro, motivo per cui chi scrive ha preferito gli assaggi del Rosso, sempre soddisfacenti. Molto buone anche le Riserve 2011 provate, più rotonde e corpose. E’ mancato, tra tanti vini di qualità, “il vino del cuore”, quello che ha colpito più degli altri le corde emotive, i winelovers cercano sempre questo, oltre la qualità. I motivi? Probabilmente l’inevitabile numero ridotto di assaggi effettuati ma, soprattutto e come già si è detto, il condiviso alto livello qualitativo dei vini, forse una leggerissima uniformazione, nessun vino particolarmente diverso dagli altri, nemmeno in senso negativo. A Montalcino i vini li sanno fare molto bene.  Benvenuto Brunello!
 
Consorzio del Brunello di Montalcino
Via Boldrini, 10
53024 Montalcino (SI)
www.consorziobrunellodimontalcino.it   

 
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