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L'undicesimo Alsaziano

Klevener de Heiligenstein: un nome decisamente enigmatico per quello che viene curiosamente definito il vitigno fantasma perché sicuramente meno famoso delle altre dieci varietà locali.

Daniele Liurni
Il vitigno noto con il nome di Klevener de HeiligensteinIl vitigno noto con il nome di Klevener de Heiligenstein è piuttosto enigmatico: è una delle uve permesse nella AOC Alsace, ma può essere coltivata solo nei village di Bourgheim, Gertwiller, Goxwiller, Obernai e, ovviamente, Heiligenstein.
Da non confondersi con il Klevner, che è il nome alsaziano del Pinot Blanc, il Klevener de Heiligenstein è a noi più familiare come Traminer: è un'uva dalla buccia rosa, chiamata localmente anche Savagnin Rosé, Rotedel o Edelrose, ed ha un forte legame di parentela con il Gewürztraminer.
La storia del Savagnin Rosé è molto interessante perché fu introdotto nella città di Heiligenstein nel 1742 dal sindaco, allora borgomastro, Erhard Wantz che portò in Alsazia alcune barbatelle prese dai vigneti delle Alpi lombarde, in Valchiavenna. Il sindaco Wantz era un vero estimatore di questa cultivar e chiese al “Conseil des Echevins de Strasbourg”, il consiglio degli scabini, il permesso di coltivarne alcune viti nella regione. La richiesta fu accolta e ben presto il Klevener de Heiligenstein riscosse un ottimo successo, spuntando persino prezzi superiori agli altri vini locali.
Nel 1971 l'uso del Klevener de Heiligenstein fu approvato nella composizione dei vini della AOC Alsace, pertanto non si tratta di una appellazione distinta ma piuttosto di una denominazione sub-regionale interna all'AOC con regole ben definite sia per quanto riguarda il vitigno, sia riguardo le zone di produzione ammesse. Una delle clausole più importanti prevede che specifici vigneti al di fuori dei village elencati in apertura, possano usare le loro uve nei vini AOC fino al 2021; tuttavia, non sono permessi nuovi impianti o re-impianti di Savagnin Rosé al di fuori di tali village.
 
Il Klevener di HeiligensteinAttualmente ci sono circa 97 ettari di Klevener di Heiligenstein coltivati in Alsazia, che danno vita a vini concentrati, di bella acidità e con un caratteristico finale ammandorlato, i quali, sebbene non così intensi, vengono spesso descritti come simili al Gewürztraminer per via del loro aroma delicatamente speziato e per una notevole propensione all'invecchiamento nelle annate eccezionali.
Generalmente il Klevener di Heiligenstein è un vino dai delicati profumi fruttati che tendono ad affievolirsi dopo 2-4 anni, con più acidità e meno alcol rispetto al cugino nobile Gewürztraminer, e con un leggero sapore burroso in alcune versioni.
Terreni di elezione per il Savagnin Rosé sono quelli drenanti con ghiaia, sabbie e argilla e la zona di produzione in Alsazia è geologicamente definita: si tratta della collina di "Aue", una località che pian piano degrada a valle. Fino alla metà del 18° secolo qui era tutta brughiera usata come pascolo e contesa fra diversi villaggi, una terra povera, di superficie silicea, ricca di ciottoli di selce e pietra arenaria, di matrice limosa, perfetta per questo vitigno.
Una curiosità è che il Klevener de Heiligenstein è spesso chiamato “vitigno fantasma” dell'Alsazia, in quanto sicuramente meno conosciuto delle altre dieci varietà locali che ogni appassionato di vino ricorda: Riesling, Gewürztraminer, Pinot Gris, Pinot Blanc, Sylvaner, Muscat, Chasselas, Auxerrois e Chardonnay. Quest'ultimo peraltro è a sua volta un po' anomalo, perché può essere usato soltanto nel Crémant d'Alsace.
Per gli esploratori delle piccole produzioni può rivelarsi un'interessante scoperta il Klevener de Heiligenstein del Domain Daniel Ruff e del Domaine Frey-Sohler, dal rapporto qualità/prezzo eccezionale per un curioso vino fuori dagli schemi.
 
Le vigne di Klevener de Heiligenstein
Le vigne di Klevener de Heiligenstein
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