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A Montefiascone

Un vino il cui nome rappresenta tanto la città di nascita, quanto la sua identità.

Claudio Bonifazi
Fotografia
FotografiaConveniunt rebus nomina saepe suis”, solo così è opportuno iniziare un articolo che parli dell’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, dove il nome è presagio tanto nella città di nascita, quanto nell’identità del vino.
Non è un caso che questo borgo dalle origini antiche, sia stato il paesino da cui ha avuto genesi una delle storie più leggendarie del mondo enologico.
Il primo riferimento che si ha di Montefiascone come Mons Flasconis - alludendo alla posizione arroccata su un monte e per tradizione legata al contenitore del vino - è dell’850 dopo Cristo, quando Papa Leone IV la cita all’interno di un privilegio. Gli storici più rigidi e meno romantici preferiscono collegare l’etimologia alla parola Faliscorum, genitivo che dovrebbe attestare la proprietà del monte all’antico popolo dei Falisci; ma ai fini della narrazione, questa volta, preferiamo considerare valido il significato conferitogli da Papa Leone, per parlare di come il vino debba il suo nome a una storia sospesa in un limbo fatto di verità e fantasie che, da secoli, ammalia viaggiatori, turisti e gli stessi cittadini.
Tradizione vuole che nel lontano 1111 dopo Cristo, Johannes Defuk, per alcuni membro del clero, per altri un laico dalle nobili origini, giunto in Italia per servire l’imperatore Enrico V, mandasse in avanscoperta il suo servitore Martino, alla ricerca di locande dove bere del “”vino buono”; sembrerebbe che il suo compito fosse marcare le porte delle osterie, in cui ve ne fosse, con un contrassegno distintivo: la parola “EST”.
Martino di vini piacevoli, lungo il tragitto deve averne bevuti molti, ma solamente a Montefiascone scrisse la parola “EST” per ben tre volte con tanto di punti esclamativi, a voler segnalare la presenza di un’eccellenza indiscussa.

Quando Defuk vide la scritta “EST! EST!! EST!!!” si fermò dunque a bere; la qualità che riscontrò fu tale da indurlo a fermarsi li per due giorni consecutivi,  maturando l’idea di non seguire più il re a Roma e di stanziarvisi definitivamente fino al giorno della sua morte, dopo il quale fu sepolto nella chiesa di San Flaviano, dove riposa ancora oggi.
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Come in ogni narrazione che si rispetti, anche qui vi sono storici che ne mettono in dubbio la veridicità, ma la vicenda che lega Defuk all’EST! EST!! EST!! è talmente consolidata che quel labile confine tra verità e mito non è più discernibile. Le testimonianze storiche più certe, che rendono evidente il legame e l’importanza della viticultura nel territorio, sono però una serie di documenti su cui erano indicati le operazioni e i tempi che i vignaioli dovevano rispettare nei loro campi: gli Statuti Veteri del 1471 e gli Statuti Novi del 1584.
Non è dato sapere di quale vino il buon Defuk si innamorò, ma il disciplinare di produzione della denominazione, che il 7 maggio 2016 ha compiuto i cinquanta anni di età, vincola l’EST! EST!! EST!!! principalmente a quattro vitigni locali: il procanico, il roscetto (che conferisce acidità), la malvasia lunga e la malvasia del Lazio.
Il terroir
FotografiaLa DOC ricade all’interno della Provincia di Viterbo, occupando una superficie dal clima temperato di circa 36.500 ettari, su territori di media e alta collina situati alle pendici del distretto vulcanico Vulsino.
Montefiascone è il comune che occupa una percentuale maggiore all’interno dell’areale di produzione, ma vi sono inclusi anche i comuni di Bolsena, Capodimonte, San Lorenzo Nuovo, Gradoli e Marta.
I terreni di origine vulcanica e ricchi di potassio, sono divisibili in due tipologie: La zona nord-occidentale, dove prevalgono materiali dovuti all’attività intercalderica finale quali lave e scorie saldate, ha un terreno povero di sabbie, che sono invece presenti nella parte sud-orientale, altresì ricca di tufi. Le vigne godono normalmente di un’esposizione verso ovest, sud e sud-ovest tra altezze variabili che possono raggiungere i 665 metri sul livello del mare, creando un territorio piuttosto favorevole alla coltivazione di uve di buona qualità.
La cornice in cui tutto questo si racchiude è un continuo verde alternato a colline e paesi arroccati e in riva al lago di Bolsena, che con le sue due isole, rende la zona attraente non solo per le realtà vinicole.
Uno sguardo al futuro
FotografiaNel 2014 fu istituito, dopo anni di voci, il Consorzio dell’Est! Est!! Est!!! di Monte Fiascone, con la partecipazione di sette aziende: Antica Cantina Leonardi, Cantina di Montefiascone, Cantina Stefanoni, Falesco, Vittorio Puri, Bigi e Mazziotti.
Il Consorzio ha come scopo principale la promozione e la tutela della D.O.C. esercitando poteri anche nei confronti delle aziende non aderenti. I tre cardini su cui si sta operando sono volti a far uscire dai confini culturali una denominazione che oggi è diffusa principalmente nel Lazio e in Umbria; l’impegno è convogliato dunque sulla sponsorizzazione del territorio, sulla necessità di operare in simbiosi, per creare un concetto di terroir riscontrabile nel prodotto finale, e l’esigenza di dover fare gruppo tra le aziende. In termini più esemplificativi mantenersi sotto le ampie rese del disciplinare e vincere la battaglia che vede l’EST! EST!! EST!!! legato particolarmente alla grande distribuzione sono i primi passi da compiere.
Il disciplinare ne consente la produzione in tre diverse tipologie:
con titolo alcolometrico volumico naturale minimo pari a 10°;
Est! Est!! Est!!! di Montefiascone
con titolo alcolometrico volumico naturale minimo pari a 10°;
prodotto nei territori comunali di origine più antica di Montefiascone e Bolsena, con titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 11°;
Est! Est!! Est!!! di Montefiascone Classico
prodotto nei territori comunali di origine più antica di Montefiascone e Bolsena, con titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 11°;
anch’esso con una gradazione alcolica minima pari a 11°.
Est! Est!! Est!!! di Montefiascone Spumante
anch’esso con una gradazione alcolica minima pari a 11°.

Per finire, un sonetto del grande Giuseppe Gioacchino Belli (1791 - 1863) dedicato ai vini dell’Italia centrale riservando il grado di principe proprio al nostro Est!Est!!Est!!!
Er vino [...] è bono assciutto, dorce, tonnarello,
Solo e cor pane in zuppa, e, si è sincero,
Te se confà a lo stommico e ar ciarvello.
È bono bianco, è bono rosso e nero;
De Genzano, d'Orvieti e Vignanello:
Ma l'este-este è un paradiso vero.

Degustazioni
Bigi 2015
Vitigni: Trebbiano Toscano 65%, Malvasia Toscana 20%, Roscetto 15%. Vol. 12,5%
Verdolino trasparente. Il naso, delicato e fine, verte su lievi note di agrumi e fiori bianchi; in bocca una piacevole freschezza rimanda al naso, chiudendo con gradevole scia sapida. Aperitivo.

MCXI - Bigi 2015
Vitigni: Trebbiano Toscano 65%, Malvasia Toscana 20%, Roscetto 15%. Vol.12,5%
Calice dal paglierino tenue. Il vino apre con un naso composto di agrumi caldi e dolci immagini di frutta tropicale che lasciano il finale a leggeri tocchi floreali di biancospino; bocca di buona struttura, non invadente con coda fresco-sapida.
Antica Cantina Leonardi - 2015
Vitigni: Trebbiano 65% - Malvasia 20% - Roscetto 15%. Vol. 12,5%
Colore verdolino nel bicchiere. Il naso svela una direttrice lineare di frutta a polpa gialla, agrumi e tocchi minerali. Palato morbido dal finale amarognolo, che non nasconde una delicata acidità. Pizza margherita.

Poggio del Cardinale 2015 - Antica Cantina Leonardi
Vitigni: Trebbiano 65% - Malvasia 20% - Roscetto 15%. Vol. 12,5%
Colore paglierino con riflessi dorati alla vista; il naso spazia tra sentori salmastri di olive verdi e sensazioni fresche di agrumi e sbuffi mentolati; sorso grasso, chiude con nota leggermente ammandorlata. Insalata di mare.
Le Pòggere 2015 - Falesco
Vitigni: Roscetto 40%, Trebbiano 30%, Malvasia 30%
Calice verdolino chiaro. Naso semplice che verte su fiori bianchi e frutta a polpa bianca. Il buon livello di acidità lo rende piacevole. Acciaio. Ideale con le scaloppine.
 
Poggio dei Gelsi 2015 - Falesco
Vitigni: Trebbiano 30%, Malvasia 30%, Roscetto 40%
Il bicchiere si presenta paglierino con bei riflessi dorati. Un bouquet concentrato di frutta matura - pesca gialla e ananas - è contornato da note floreali più dolci che poi virano su finale di mandorla. Palato minerale con freschezza agrumata. Acciaio. Da abbinare con orata al forno.
San Flaviano 2015 - Viticoltori della Cantina di Montefiascone
Vitigni: Procanico 50% - Roscetto 40% - Malvasia del Lazio 10% - Vol. 12,5%
Paglierino tenue. Al naso si riconosce una mela Golden contornata da agrumi e fiori bianchi. Bocca fresca e delicatamente sapida, dal finale non troppo lungo. Rustici alle verdure.
 
Caveau 2015 - Viticoltori della Cantina di Montefiascone
Vitigni:  Trebbiano toscano 50 %, Malvasia del Lazio 20%, Rossetto 30%   - Vol.13 %
Paglierino vivace; olfatto timido che mostra tuttavia varie sfumature; una partenza floreale è superata da spettri verdi di erba e agrume. Palato deciso, dall’attacco fresco e sapido. Pici al ragù bianco.
Campolongo 2015 - Stefanoni
Trebbiano toscano 65%, Malvasia bianca 20%, Roscetto 15% - Vol. 12%
Paglierino chiaro. Naso delicato che si orienta su drupacee a polpa gialla leggermente zuccherine. Al sorso si presenta una struttura morbida, di media freschezza, che termina con finale amarognolo.
 
Foltone 2015 - Stefanoni
Vitigni: selezione di uve provenienti dal vigneto, secondo disciplinare. Vol. 12,5%
Colore dorato. L’olfatto conduce verso un piacevole bouquet di frutta matura, dove svettano  ananas e susina dietro le quali si celano note di mandorla. Sorso morbido nonostante una lunga scia sapida. Spaghetti ai frutti di mare.
Terre de’ Puri 2015 - Villa Puri
Vitigni: selezione di diversi cloni di trebbiano e malvasia, secondo disciplinare. Vol. 13,5%
Il calice è dorato. Il naso, fine, rileva un tocco di sultanina nello specifico, circondata da una piacevole composizione di fiori gialli ed erba di campo. La bocca non lascia facilmente il naso, con una nota amara di mandorla; il vino, grazie alla sua parte alcolica, estende a lungo la sua presenza. Seppie con piselli.
Classico 2015 - Mazziotti
Vitigni: procanico 65%, malvasia 20%, rossetto 15%. Vol. 13%
Verdolino trasparente. Il naso mostra una buona intensità che apre su sentori di agrumi e frutta oleosa. Il vino al palato è sorretto da calore e buona freschezza; sul finale l’alcol deve ancora integrarsi e termina con media persistenza. Torta salata di zucchine e ricotta.
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