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Il misterioso Zinfandel

Daniela Scrobogna
Dal n.10 di
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Un vitigno avvolto nel mistero per molto tempo, ma così importante da essere stato designato “the America’s wine heritage”, un vero e proprio riconoscimento alla sua storia e alla sua cultura. Di lui si conoscono varie versioni: vino per minatori, robusto e alcolico; vino da taglio; come White Zinfandel, un rosato leggero e insignificante; ma anche grande rosso, elegante e strutturato così amato nel mondo. Il modo migliore per coltivare lo Zinfandel è ad alberello, del resto anche il Primitivo è allevato ad alberello nei vigneti delle province di Bari e Taranto, dove finalmente si sta trasformando da vino da taglio a rosso eccellente, di grande personalità e profondità.

Lo Zinfandel può essere soggetto a una serie di problemi: l’acino può avere bucce rovinate, arrivando persino all’avvizzimento con conseguente aumento dello zucchero; il raccolto può subire un’irregolare maturazione con livelli di zucchero che possono variare, nella stessa vendemmia, del 35% - se un produttore raccogliesse poi solo gli acini più maturi, produrrebbe un vino con il 20% di gradazione alcolica in più!

Per un vino comunque che è sinonimo di California, è interessante sottolineare come le sue vere origini siano state svelate solo di recente. Quello che già sapevamo è che lo Zinfandel apparve sulla costa di New York intorno al 1822. La varietà veniva infatti utilizzata come uva da tavola nel New England ben prima di approdare sulla costa occidentale, intorno al 1850, dove divenne rapidamente la “materia prima” della “bevanda preferita” dei minatori che cercavano l’oro nelle colline della Sierra Nevada. Il completamento della Great Pacific Railroad, insieme al boom economico successivo alla Guerra Civile, creò un’enorme domanda per i vini californiani e lo Zinfandel divenne così il vino più popolare e richiesto d’America.

Nel 2001 alcune vecchie viti di una varietà da tempo dimenticata furono scoperte in una piccola vigna in Croazia. Proprio da questo gruppo è stato identificato un parente stretto dello Zinfandel-Primitivo, chiamato localmente Crljenak, presente raramente nei vigneti attorno alla città di Kastela presso Spalato. Questi sopravvissuti, chiamati Crljanek Kastelanski, sarebbero stati estirpati nel giro di pochi anni. È quindi quasi certo che da qui, attraverso la collezione austro-ungarica di Vienna, sia iniziata per lo Zinfandel la sua avventura americana.

Il test del DNA ha rivelato che le piante della piccola vigna croata sono identiche allo Zinfandel e che molto probabilmente il Pravac Mali, prima della fillossera, fosse esattamente la stessa cosa. Dal 2001 è stata creata una vigna per la salvaguardia di queste viti, così come di altre specie croate.

Trattando invece di Primitivo, si fa risalire alla chiesa di Gioia del Colle la selezione di alcune viti precoci nella maturazione, e per questo “primitive”, presumibilmente risalenti alla fine del Settecento. Ad oggi, almeno per quanto si sa, il Primitivo comparirà in Puglia nei censimenti di poco successivi.

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