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Benvenuto Amarone 2008!

Salvatore Marsillo
Dal n.8 di
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Grande festa a Verona per la presentazione della vendemmia 2008 dell’Amarone della Valpolicella: l’evento, organizzato dal Consorzio per la Tutela del Vino della Valpolicella, si è tenuto il 28 e il 29 gennaio scorsi nelle sale del Palazzo della Gran Guardia.

Alla presenza di una folta schiera di giornalisti e di rappresentanti delle istituzioni, tra cui l’On. Giancarlo Scottà, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, il Presidente del Consorzio, Emilio Pedron, ha riferito dell’ottimo stato di salute della denominazione, fornendo a supporto dati da capogiro: negli ultimi undici anni la vendita di bottiglie di Amarone è passata da 5 milioni a 12, mentre nel solo 2011 sono state prodotte e commercializzate oltre 20 milioni di bottiglie di Valpolicella Ripasso. E questi sono solo alcuni dei numeri di un successo nazionale e internazionale, che vede la domanda in costante aumento soprattutto nel Nord Europa e negli Stati Uniti. A questo successo hanno contribuito da una parte i notevoli investimenti che i produttori - marchi storici, cantine sociali e piccole aziende - hanno effettuato in vigna, in cantina e nei fruttai per l’appassimento, dall’altra l’attività del Consorzio che ha promosso analisi del territorio e ricerche di mercato per incrementare la competitività del sistema vitivinicolo valpolicellese.

Dopo il presidente ha preso la parola l’enologo Daniele Accordini, direttore della Cantina di Negrar, che ha esposto le principali connotazioni della nuova vendemmia, definendola “il frutto evidente della profonda interazione tra territorio e annata”. Il 2008 infatti non è stato facile dal punto di vista climatico; la piovosità abbondante e l’elevata umidità tra aprile e giugno, con grandinate sporadiche e attacchi di peronospora, hanno messo a dura prova la professionalità dei viticoltori; fortunatamente, grazie a un’estate fresca e asciutta, le uve sono arrivate al momento della raccolta in condizioni ottimali, conservando intatti gli aromi e mantenendo un buon livello di acidità.

Le aziende che hanno presentato le proprie versioni di Amarone durante la due giorni veronese sono sessanta tra le più importanti e rappresentative della Valpolicella. Impossibile citarle tutte ma a ognuna possiamo ascrivere il merito di aver raggiunto risultati sorprendenti nonostante l’annata non favorevole, proponendo ancora una volta esemplari di pura auctonia e territorialità.

Dal punto di vista organolettico le peculiarità pedologiche e morfologiche delle diverse vallate della Valpolicella hanno dato origine ad Amaroni con caratteristiche specifiche a seconda della provenienza. I vini di Mezzane, Illasi e Cazzano rivelano aromi di frutta rossa e spezie dolci con un profilo gustativo agile e dinamico; eleganti gli Amaroni della Valpantena che offrono un bouquet floreale e balsamico; dalle vallate più a ovest della Valpolicella Classica provengono vini dai sentori di ciliegia, spezie scure ed erbe aromatiche, dotati di una struttura più possente e potenzialmente più longevi; il terreno vulcanico della valle di Marano invece ha impresso un’intensa mineralità tanto all’olfatto quanto al gusto nei vini qui prodotti; nella vallata di Negrar infine sono stati realizzati Amaroni molto profumati e corposi.

In attesa di scoprire le emozioni che questi vini evolvendo riusciranno a regalare, non possiamo che concordare col Presidente Antonello Maietta quando definisce l’Amarone “un vino di moda ma al di sopra delle mode, presenza ricorrente nella lista dei vini che catturano l’attenzione del mondo”; non a caso questo prezioso prodotto italiano compare spesso anche sulla tavola della Casa Bianca.

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