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I Revello

Daniele Liurni
Dal n.188 di
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La Morra è il comune più esteso dei territori del Barolo, situato nella parte tortoniana dell'areale langarolo. Qui una volta c'erano pascoli di pecore e noccioleti, la vite non aveva granchè spazio e la vita scorreva  nel tentativo di arrivare al domani, in un'epoca in cui si faceva la fame.

Proprio le nocciole rappresentavano un importante mezzo di sussistenza per la popolazione locale, che ne faceva largo consumo e che avviò un commercio ancora oggi florido: la Tonda Gentile, infatti, è riconosciuta a livello internazionale come la miglior nocciola del mondo.

Le nocciole, poi, rispetto al prezioso cacao, costavano pochissimo e l'idea di trasformarle in una pasta cremosa a cui aggiungere una piccola percentuale di cioccolato si rivelò geniale: nacque la Nut-ella, la crema spalmabile che col suo appeal americano mette d'accordo grandi e piccini da generazioni.

Sebbene La Morra sia ancora uno dei maggiori centri di raccolta delle nocciole piemontesi, oggi il suo vero punto di forza è costituito dalla viticoltura, una rivoluzione iniziata negli anni '60 e che in 50 anni ha fatto diventare questo territorio uno dei più densamente popolati di cantine.

Grandi e piccoli produttori hanno qui la loro sede aziendale e/o almeno qualche ettaro di terreno su cui coltivare Nebbiolo e Barbera.

I terreni, dicevamo, sono di origine tortoniana, caratterizzati da strati di marne argillose e ferro che danno vini meno spiccati dal punto di vista minerale, meno sapidi – come sono invece quelli di Serralunga – ma che riescono a coniugare una struttura imponente con una grande morbidezza.

Una delle eccezioni in questo senso è rappresentata dal cru Gattera, un terreno più simile a quelli di origine elveziana, maggiormente concentrato di sali minerali e sabbia e quindi meno compatto, che dona al vino un'impronta minerale molto riconoscibile.

Paradigmatico è invece il terreno delle Rocche dell'Annunziata, che per pregio storico e altissimo valore economico è paragonabile ai grandi cru delle Brunate e di Cannubi: Renato Ratti classificava questo cru come uno di quelli di prima categoria, costituito da arenarie e conglomerati misti a marne, con un micro-clima particolarissimo e un'esposizione ottimale tutta a sud, sud-est e sud-ovest.

Per acquistare un ettaro dei 30 che costituiscono questo ambitissimo terroir, non si spende meno di un milione di Euro.

Capita, a volte, che ci siano ancora dei vecchi signori, proprietari di piccolissime porzioni di terreno proprio qui sulle Rocche dell'Annunziata, i quali - pronti a rifiutare qualsiasi offerta - non vogliono separarsi dai loro possedimenti per nessun motivo. Succede, allora, che una piccola azienda a conduzione familiare, come quella dei Fratelli Revello, debba affittare l'unico, lunghissimo filare di proprietà del vecchio signore che non fa vino, ma che è legato intimamente a quel fazzoletto di terra.

Lorenzo e Carlo Revello sono due vigneron appassionati, uomini di vigna e cantina, lontani dai riflettori e dalle kermesse. Al Vinitaly abbiamo perciò incontrato Elena, la giovane figlia di Lorenzo, inviata sul “fronte espositivo” per narrare la storia e i vini di un'azienda che presto passerà nelle sue mani.

Dice di essere una ragazza molto appassionata, Elena, e questo traspare dai suoi modi garbati ma coinvolgenti, mai distaccati o freddi; del resto lei si occupa della parte commerciale, facendo quello che il padre non ama fare: viaggia, in Italia ma soprattutto all'estero - dove i Revello esportano quasi l'80% della loro produzione annuale -, conosce persone, vive esperienze, cresce umanamente e professionalmente.

Il suo percorso è gia deciso, imparerà a fare il vino, e un giorno sarà lei a proseguire la tradizione di una famiglia che da 50 anni produce vini caratterizzati da un sapiente uso della barrique:

Per la Barbera base usiamo solo acciaio, in modo da avere un vino pronto da bere, immediato, che sia espressione pura del vitigno. Con la Ciabot Du Re invece facciamo 18 mesi di barrique nuove. Sui Barolo le barrique vengono usate in parte nuove e in parte di primo e secondo passaggio, dove i vini sostano di solito per 24 mesi, poi creiamo noi il blend che riteniamo più adatto.

 

I Barolo dei Fratelli Revello sono piuttosto vigorosi, nerboruti, marcatamente tannici e profumati, inconfondibili nel loro stile modernista:

Se dovessimo scegliere un aggettivo ci definiremmo così, diciamo che proviamo a fare qualcosa di diverso. Il Barolo è un vino da invecchiamento, ma deve anche essere gradevole da subito, perché non tutti hanno tempo, spazio e soldi per permettersi di aspettare che un vino maturi in cantina.

La polemica fra barrique e botte grande per noi non ha molto senso, perché se i legni sono ben gestiti dopo tanto tempo neanche si sente la differenza.

Ad inizio attività seguivamo i consigli di Elio Altare, che ci ha aiutato molto a patto di fare il vino con il suo stile. All'epoca usavamo fin troppa barrique, poi piano piano ci siamo affinati e adesso cerchiamo di usare le barrique fino allo stremo in modo che non cedano nessun sentore particolare, ma abbiano piuttosto una funzione tecnica.

 

Questo anche perché l'uso della barrique non è obbligatorio e i Revello sanno bene quando usarla e quando no:

Sul Barolo Giachini, ad esempio, usiamo barrique per metà nuove e per metà di secondo passaggio, mentre sul Barolo del cru Gattera, che tende a dare dei Nebbiolo più carichi di tannino, usiamo la botte grande.

 

Chiacchierando con Elena ci si ricorda di quanto sia duro, molto spesso, il lavoro del vignaiolo, un'attività che però dà anche tante soddisfazioni e che ti porta a voler raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi:

All'inizio ero intimidita, poi ho scoperto che qui da noi quello del vino è un mondo piccolo, fatto di rapporti interpersonali forti ed è molto facile entrare in sintonia con tutti.

Il mio sogno adesso è di riuscire a fare meglio di mio papà, o per lo meno di stare allo stesso livello. Sono totalmente soddisfatta di come lavoriamo, ma si può sempre fare di meglio.

 

Elena accetta con coraggio una domanda scomoda e ci dice qual è la prima cosa che farebbe se fosse a guida, oggi, dell'azienda di famiglia:

Per mio gusto sono una tipa da Barbera, quindi punterei molto su questo vitigno e cercherei di valorizzarlo al meglio, ricercando una qualità finale sempre più alta. E poi inizierei a sperimentare un po' di più, magari provando anche a fare qualche bianco a base Chardonnay, non necessariamente in purezza.

 

E infine, un consiglio ai giovani del vino, produttori e appassionati:

Ai giovani come me consiglio di scoprire, curiosare, di non fermarsi solo ai grandi nomi ma anche di provare a conoscere i piccoli produttori e soprattutto di viaggiare, viaggiare e viaggiare per conoscere i vignaioli e toccare con mano i territori.

 

Per questa volta la nota di degustazione finale non sarà né su un Barolo né su una Barbera, ma su un prodotto molto particolare dei Fratelli Revello: L'Insieme.

Questo vino nasce da un progetto che vede coinvolti 8 produttori della zona, ognuno dei quali crea L'Insieme con un blend dei propri vini migliori, normalmente da 2 vitigni autoctoni e un internazionale. Per ogni bottiglia prodotta vengono versati 5 euro su un fondo che ogni anno viene interamente devoluto in beneficienza ad un'associazione sempre diversa.

Il Langhe Rosso L'Insieme 2013 dei Fratelli Revello è un blend di Barbera d'Alba Ciabot Du Re, Nebbiolo da Barolo e Cabernet Sauvignon in parti uguali, vinificati separatamente, e assemblati dopo 24 mesi in barrique. Prodotto in sole mille bottiglie, è di un bel rosso rubino intenso e al naso spicca per la sua verve fruttata di more, prugne e visciole mature, con nuance vanigliate e soffi vegetali di erba di sfalcio e basilico. In bocca è immediato, gradevolmente beverino e morbido, fresco e con un certo grip tannico a dare complessità. Un vino per tutti i giorni, da bere giovane, accompagnato alla tipica bagna cauda in una conviviale cena fra amici.


Fratelli Revello
Frazione Annunziata, 103
12064 La Morra CN  
Tel. 0173 50276
revello@revellofratelli.com
www.revellofratelli.com

 

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