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Oscar 2016: l’emozione non ha voce

Barbara Palombo
Dal n.186 di
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La condivisione di una grande ricchezza, un viaggio attraverso suggestive sensazioni e uno spettacolo fantastico: l’Oscar del Vino 2016, il premio più prestigioso al tesoro vitivinicolo italiano, alla passione di un popolo devoto, ad un territorio unico al mondo.

Grazie a Bibenda e alla Fondazione Italiana Sommelier, a tutto lo staff di esperti che operano all’interno della Fondazione, grazie ai produttori di vino, di grappa e di olio di tutta l’Italia, grazie agli appassionati e agli amanti del mondo del vino, un grazie a tutte queste persone che domenica, 24 aprile, presso il Teatro dell’Hotel Hilton Cavalieri di Roma hanno organizzato e partecipato alla 18esima Edizione della consegna degli Oscar del Vino 2016.

Una pioggia di “emozioni che appartengono a tutti”, e di cui tutti i presenti si sono felicemente lasciati inondare, perché questo premio è il riconoscimento ufficiale che il vino, la grappa e l’olio italiani sono un prezioso tesoro che bisogna apprezzare e comunicare al mondo intero.

Quest’anno una “statuetta ”veramente mirabile e simbolica, che racchiude in sé tutto l’amore per il territorio da parte di coloro che con grande impegno e determinazione contribuiscono ogni giorno alla diffusione della cultura del vino e dell’olio italiano: nella parte destra una luce irradiata dal sole che allunga all’esterno i suoi caldi raggi; nella parte sinistra si vedono scolpite le delicate venature delle foglie delle viti; il colore è rappresentativo della terra e del suolo della nostra Penisola da cui la vite trae origine. Sembra comunicare tanti messaggi questa deliziosa statuetta, sembra dire ”Ex vite vita”, l’accostamento tra la vite e la vita, sorretto dalla preposizione “ex”, che indica l’origine e la relazione…”Dalla vite la vita”, perché il buon vino, bevuto in giusta quantità, è sicuramente prezioso per l’uomo, per la cura della sua salute, per la soddisfazione dei suoi sensi e per la gioia della sua anima.

La Cerimonia, ripresa da Rai Due, ha visto come presentatrice la brava Caterina Balivo, affiancata dalla simpatica comica Maria Pia Timo e dai conduttori radiofonici Fede e Tinto, comunicatori al mondo dell’enogastronomia con il loro programma Decanter, da vari anni in onda su Rai Radio 2. Un’atmosfera allegra, unita ad eleganza ed emozione, all’interno di uno splendido salone completamente di colore rosso.

Ovviamente i veri protagonisti sono stati i “Signori vini” che si sono aggiudicati l’Oscar: il miglior bianco, Grecante 2014 della cantina Caprai, Umbria, risultato di un grande impegno che ha portato alla produzione di un vino dai profumi straordinari e dalla struttura  importante; il miglior rosso, Amarone della Valpolicella Classico 2011 – Allegrini, Veneto, un vino definito dalla produttrice sig.ra Marilisa Allegrini “vino di territorio, vino di tecnica e vino di ricerca, che è riuscito a conquistare le tavole di tutto il mondo”;                                                                                                                        il miglior vino rosato, Cerasuolo d’Abruzzo 2014 – Valentini, un vino espressione dello straordinario lavoro di una famiglia rispettosa della propria terra d’Abruzzo e della migliore uva Montepulciano; il miglior vino spumante, Nebolè 2010 Brut Metodo Classico dell’Azienda Travaglini, Piemonte, uva nebbiolo che staziona  40 mesi sui lieviti, e rivela un gusto minerale con delicati sentori di crosta di pane e frutta fresca; il migliore vino dolce, A.A. Gewurztraminer Terminum 2012 della cantina Tramin, Alto Adige, definito in modo esplicativo come ”La dolcezza di un territorio austero”; il miglior vino di grande qualità prezzo, Il Rosso dei Vespa 2014, Azienda Futura 14 in Puglia, un buon vino per qualità e prezzo, dal vitigno “Primitivo”, a firma dell’enologo Riccardo Cotarella; la migliore Cantina è stata riconosciuta la Petra, in Toscana, sfida del produttore Vittorio Moretti che dalla Franciacorta ha portato la propria  passione e la propria personalità nel territorio toscano, dove ha costruito una Cantina avveniristica adagiata su una collina e perfettamente integrata con il paesaggio circostante; l’Oscar anche alla migliore etichetta con miglior vino, e la statuetta è stata consegnata all’Azienda Bisol, in Veneto, per il suo Conegliano Valdobbiadene Superiore di Cartizze Private 2015 , una etichetta raffinata ed elegante che avvolge la bottiglia tutta intorno come un laccio, per un Prosecco strutturato, armonico e fresco. Per quanto riguarda le grappe, la statuetta è stata consegnata alla Trentino Grappa Sherry Cask – Segnana, risultato di un blend di vinacce trentine bianche e di vinacce trentine a bacca rossa, che conferiscono a questa grappa incomparabile eleganza, fragranza e persistenza. 

Infine come miglior olio è stato premiato l’Olio Extravergine di oliva Denocciolato Monocultivar Coratina – Muraglia, in Puglia, dal vivace gusto fruttato e ricco di antiossidanti fenolici, tanto benefici per la salute.

A tutti i produttori, commossi e felici per il prestigioso riconoscimento, sono andati i calorosi applausi delle 200 persone presenti e tanti complimenti per il loro lavoro e la loro passione.

 La Cerimonia si è conclusa con un ringraziamento particolare al Patron della serata, nonché Presidente della Fondazione Italiana Sommelier, Franco Maria Ricci, che con simpatia e affetto ha augurato a tutti un “Arrivederci all’Oscar del Vino 2017”… perché “ certe emozioni appartengono a tutti”.

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