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Luca Zaia a Bibenda7

Daniele Liurni
Dal n.184 di
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A margine della cerimonia di inaugurazione della cinquantesima edizione del Vinitaly, abbiamo rivolto alcune domande al Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

Presidente, anche quest'anno il Vinitaly è Verona. Il Veneto è una regione che cresce costantemente per produzione ed esportazione, che bilancio può fare rispetto a questo dato?

Siamo la prima regione d'Italia per produzione con 10 milioni di ettolitri e siamo i primi per esportazione con 1,7 miliardi di Euro, che sono circa il 32% del totale nazionale. Abbiamo 27 mila aziende agricole e milioni di addetti. 28 vini Doc, 14 Docg e 10 Igt che vogliono dire 52 vini a denominazione. Questo è il Veneto della super qualità, è il Veneto dell'Amarone, del Valpolicella, del Soave. È il Veneto del Prosecco: quest'anno è cresciuto del 32% nelle vendite, aumentando l'export regionale di bollicine al 25%. Senza Veneto non c'è festa, non c'è enologia.

Cosa deve fare l'Italia per rendersi sempre più competitiva con gli altri Paesi produttori?

Bisogna tirar fuori l'orgoglio. L'Italia deve fare un salto culturale, non deve vergognarsi del prodotto vino e deve difenderlo con forza. Bisogna pensare che come si parla bene della moda e della Ferrari, si deve parlare bene anche del vino. Soprattutto non va additato non appena succede qualcosa: l'Italia è l'unico Paese che, da primo produttore del mondo, quando si tratta di mettere in discussione il mondo del vino, lo mette sul banco degli imputati; quando si tratta di mettere in discussione un viticoltore, lo mette sul banco degli imputati. In Francia questo non accade.

Che cosa significa per Lei il vino da un punto di vista culturale?

Il Vino è identità. Per noi 52 denominazioni vogliono dire identità, tradizione, storia, cultura. Il mezzo miliardo di bottiglie del Prosecco è la storia del territorio. L'Amarone, il Valpolicella, il Torchiato di Fregona, il Torcolato di Breganze, sono tutti vini che non vendono solo un prodotto, ma anche il territorio e la sua storia.

Cosa ne pensa della proposta di introdurre l'insegnamento della cultura del vino nelle scuole?

Il Veneto è modello per questo, i nostri ragazzi sanno benissimo qual è la storia e la cultura del territorio, anche perché per noi il vino è legato storicamente alla Repubblica Veneta e i segni sono visibili nelle lavorazioni agricole ma anche nei luoghi artistici del nostro territorio: noi abbiamo molte rocche, fortezze e castelli a dimostrazione che più di quattrocento, ma anche mille anni fa, con la presenza dei Longobardi, qui c'erano già i primi produttori. Credo sia un modello da applicare.

 

 

 

 

 

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