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Sapore dolce di vulcano

Salvatore Marsillo
Dal n.183 di
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Venosa, amena cittadina a nord della Lucania, è famosa per aver ha dato i natali al poeta latino Orazio ma la sua storia è sempre stata legata a doppio filo anche all’attività vitivinicola introdotta, ai tempi della colonizzazione ellenica, dai Greci i quali portarono con loro i tralci dei principali vitigni originari del bacino medio-orientale del Mediterraneo come l’Aglianico, la Malvasia e il Moscato; la composizione del terreno di origine piroclastica (Venosa si trova all’ombra del vulcano Vulture) e la fortunata esposizione delle colline venosine hanno permesso a queste varietà di prosperare e oggi il comune di Venosa è il maggior produttore di uva Aglianico di tutta la zona del Vulture. Delle aziende vinicole di quest’area la Cantina di Venosa, realtà cooperativa costituita nel 1957, ricopre un posto di primo piano per il numero di conferitori, 400 soci, e per la vastità della superficie vitata che si aggira intorno agli 800 ettari. Non è solo una questione di numeri ma soprattutto di qualità, infatti parimenti all’aumento dei soci, all’inizio della sua storia erano solo 27, la cantina ha sostenuto anche un discorso di adeguamento tecnologico e dei controlli con un occhio sempre attento alle tematiche ecologiste che hanno portato all’installazione di un impianto fotovoltaico per abbattere l’impatto ambientale e al passaggio dall’agricoltura convenzionale alla lotta integrata. Benché la quasi totalità del vigneto sia occupata dall’Aglianico, della vasta offerta dell’azienda fanno parte anche due bianchi notevoli da vitigni aromatici, il D’Avalos, a base di Malvasia, e il Dry Muscat, Moscato al 100%, appartenente alla selezione Terre di Orazio.

Sulla scia del “carpe diem” oraziano non ci lasciamo sfuggire l’occasione di provare quest’ultimo, un vino dal colore brillante e dall’approccio gioviale e godereccio che il poeta, in virtù della sua formazione epicurea, avrebbe amato molto. Raccolte alle prime ore del mattino nella prima e seconda decade di settembre, le uve sono subito trasportate in cantina per le lavorazioni che prevedono la pigiatura e la separazione immediata del mosto dalle bucce per una parte dei grappoli mentre l’altra parte è sottoposta a una breve macerazione pellicolare a freddo. Si parte quindi con la fermentazione in serbatoi di acciaio inox seguita da un veloce affinamento sempre in acciaio e poi in bottiglia. Da bere in gioventù, l’annata 2014 è ammantata di giallo paglierino brillante; il naso è di appeal immediato, fresco ed estroflesso, con apertura floreale di zagare, magnolie e rose bianche; nell’amalgama si inseriscono quindi pesche a pasta gialla, kumquat e albicocche mature con una scia di basilico e salvia. Il gusto è fortemente influenzato dalla soavità e dall’aromaticità del vitigno, controbilanciate da una venatura minerale piuttosto pronunciata e da una nota ammandorlata che fa capolino nel finale.

 

Cantina di Venosa
Via Appia, Contrada Vignali
85029 Venosa (PZ)
Tel. 0972 36702
info@cantinadivenosa.it
www.cantinadivenosa.it

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