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Melitites

Barbara Palombo
Dal n.179 di
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Dall’omonima parola latina che significa mielato, con aggiunta di miele, con sapore di miele, con odore di miele: questo prezioso alimento le cui proprietà benefiche sono tante e importanti, conosciuto fin dall’antichità e usato in molti modi, unito al vino, prende il nome di Melitites.

Plinio il Vecchio, illustre scrittore latino, antropologo, esperto di scienza, enologia ed agricoltura, nato a Como e vissuto a Roma dal 23 al 79 DC, scrisse un’opera dal titolo “Naturalis Historia”, in cui, tra le altre cose, parlava dei modi di utilizzazione del miele e,  in particolare, delle proprietà curative dello stesso: “dentium quoque dolori hic sucus prodest” (Libro 23, parag.127), terapeutico del male ai denti; “cum melle foliis ceria sanant et canis morsus recentes” (Libro 23, parag.128), curativo di focolai e di morsi di cane; “ aqua mulsa et tussientibus utilis traditur” (Libro 22, parag.112), utile a diminuire la tosse.

Dunque Melitites è un vino al miele, che trova i suoi antenati nei tempi antichi, tornando indietro di 2000 anni fa. Durante l’epoca romana gli “haustores”, sommelier dell’epoca, classificavano i vini in: - pregiati, quelli derivanti da viti come la “Buririca”, che ha dato origine ai vigneti collocati sulle alture sopra la “Spelunca”, oggi Sperlonga; - speziati, quelli a cui era stato aggiunto pepe, mandorle, zenzero, cannella e chiodi di garofano; e - mielati, quelli dolcificati con il miele, “vino mulsum”, realizzato “impiegando il mosto derivante dal naturale gocciolamento dell’uva prima della pigiatura” ( De re rustica, Columella).

Oggi Melitites riprende l’idea degli antichi romani, ma pur ricordando quel vino di cui parla Plinio, nasce con tecniche di vinificazione diverse e con risultati di gran lunga migliori: è un vino delle Marche, della zona di Matelica, creato dall’unione del lavoro degli enologi delle Cantine Belisario e degli apicoltori della Cooperativa Apicoltori Montani, sempre della stessa area.

Matelica è famosa nel mondo per il suo vitigno di eccellenza che è il Verdicchio. Si trova in provincia di Macerata a 354m s.l.m., nella vallata del fiume Esino, che è l’unica valle marchigiana in cui l’orientamento delle vigne si sviluppa da Nord a Sud, mentre la vicina Jesi, per esempio, ha i suoi vigneti  orientati in direzione Ovest/Est; questo perché il territorio di Matelica,  prevalentemente collinare, è delimitato da alcune montagne che la proteggono dal freddo dell’Appennino, come il monte san Vicino; i suoi terreni sono mediamente calcareo-argillosi e conferiscono al vino finezza e grande qualità gusto-olfattiva. Il clima è continentale, freddo di inverno e caldo d’estate, con forti escursioni termiche, benevoli per la vite in genere, e per il Verdicchio in particolare. Entrato nel 1967 tra le DOC italiane, il Verdicchio di Matelica viene prodotto in percentuale non inferiore all’85% con vitigno Verdicchio, e per il restante 15% si possono utilizzare altri vitigni a bacca bianca ammessi. Nel giugno 2009 il Verdicchio di Matelica Riserva è stato inserito tra le DOCG. Si tratta di vini di buona struttura, di corpo, con profumi intensi e complessi, floreali e fruttati, al gusto un inconfondibile finale ammandorlato e sapido.

Melitites è l’unione di 2 prodotti speciali a forte identità territoriale: il Verdicchio di Matelica delle Cantine Belisario e il miele di Melata della Cooperativa Apicoltori Montani sempre di Matelica; non nasce oggi con l’aggiunta di miele in un succo di uva, come nei tempi antichi, ma è un progetto durato 3 anni, il risultato di un nuovo modo di pensare e di fare il vino, un lavoro di ricerca e sperimentazione.

La melata è una secrezione zuccherina emessa dalla maggior parte dei Rincoti Omotteri, insetti di piccola dimensione, che si nutrono della linfa delle piante. Questa sostanza rappresenta un alimento di nutrizione per taluni animali e, presso alcune popolazioni, anche per l’uomo; inoltre viene utilizzata dalle api per la produzione del miele. Infatti queste ultime a volte ricorrono alla melata come fonte zuccherina alternativa al nettare. Il miele di melata è meno dolce di quelli prodotti dal nettare, non cristallizza, ha un colore scuro ed è aromatico.
Alcuni studi hanno dimostrato che più il miele ha un colore scuro, maggiore è la presenza di antiossidanti, che sono estremamente importanti contro i danni cellulari e l’invecchiamento. Inoltre è stato evidenziato che il miele di melata è ricco di polifenoli, i cui effetti benefici sono noti. Ha anche una capacità di agire come antibatterico, ed anche come antinfiammatorio delle malattie del tratto respiratorio.

Quando il mosto del Verdicchio proveniente dai Vigneti del Cerro è a 2/3 della  fermentazione alcolica, viene aggiunto il  miele di melata di quercia e millefiori dell’alta collina di Matelica (20% in volume), dopodiché  c’è un proseguo della fermentazione fino al raggiungimento di 14.5 gradi, i saccaromiceti continuano a lavorare e rilasciano nel succo, ormai fatto vino, tutti gli aromi del miele, creando quella sinergia speciale da cui nasce questo delizioso vino dolce che si chiama Melitites.


Dal colore giallo dorato, con una calda tonalità cromatica, si apre al naso con un ventaglio di profumi intensi:  sentori di corteccia, di terra, di malto e di zucchero caramellato si abbracciano ai profumi di fiori di agrumi, di vaniglia e di mandorla. In bocca dolce ma non stucchevole, morbido, rotondo. Sul palato il miele è presente ed avvolgente, ma arricchito ed equilibrato da una spalla di acidità e sapidità propria del Verdicchio. Le due entità che costituiscono questo vino al miele sembrano mantenersi separate ma nello stesso tempo si percepiscono unite: si resta inebriati da dolci, profonde e armoniche sensazioni…




Cantine Belisario
Via A. Merloni, 12
62024 Matelica MC
www.belisario.it

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