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Passion Sabrage

Barbara Palombo
Dal n.175 di
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È indubbio che le sensazioni che si percepiscono nel bere un “verre de champagne” sono sempre molto gradevoli, ma possono infondere impressioni diverse: di piacevolezza, di entusiasmo, di emozione,  dipendentemente dal tipo di champagne, dal contesto e dal momento in cui si beve e anche dal modo in cui si stappa la bottiglia. Oltre alla apertura tipica a mano, che si effettua levando la capsula, slegando la gabbietta, distanziando il tappo dal collo con il dito pollice, e quindi estraendo lo stesso tappo  impremendogli una torsione, esiste un altro metodo, più antico e più spettacolare: il Sabrage.

L’Imperatore di Francia Napoleone Bonaparte (1769-1821) era un grande amatore dello champagne, e sembra certo che prima di ogni campagna militare se ne procurasse molta scorta. A quei tempi era ancora un vino dolce, effervescente ma assai diverso dall’odierno, e comunque apprezzato da tutti. L’esercito francese sconvolse l’Europa monarchica dei primi dell’ottocento, e tante furono le guerre napoleoniche fino al 1815 (Disfatta di Waterloo); ebbene pare che il Generale portasse sempre e  in grande quantità  lo champagne nelle sue campagne belliche, perché, come lui diceva ai suoi soldati: “Dans la victoire, vous méritez du champagne, dans la défaite, vous en avez besoin”; cioè “ nella vittoria bere lo champagne è un vostro merito, nella sconfitta è una necessità”. Per aprire le bottiglie, Napoleone e i suoi Ufficiali usavano sfilare la sciabola (Sabre) e, con un colpo preciso ed elegante, le decapitavano facendo fuoriuscire lo spumeggiante nettare degli dei.

Quindi, proprio dal nome francese Sabre, ossia Sciabola, deriva il metodo Sabrage,cioè Sciabolata.

Bisogna fare attenzione a non confondere Sabrage con Sablage: il verbo Sabler significa letteralmente “insabbiare” e si riferisce all’operazione di colatura del metallo in fusione in uno stampo di sabbia fina; ma legato alla parola “champagne” vuol dire “bere in un sorso solo” ed è una espressione nata nel XVIII sec., quando la coppa contenente lo champagne si spolverava di zucchero lungo il bordo, poi si soffiava dentro per aumentare il frizzante, e si beveva tutto di un fiato.

Il metodo di apertura dello champagne con l’utilizzo della sciabola si chiama Sabrage: è un’arte precisa e spettacolare che, come dice il famoso esperto canadese, presidente della scuola “In vino veritas”, Richard Sagala: “ca fait toujours son petite effet”, intendendo che la Sciabolata fa sempre una certa impressione, fa trattenere il respiro, concentra l’attenzione e genera allegria.

Il sistema è il seguente: premesso che va eseguito solo con bottiglie contenenti spumanti, perché è grazie alla pressione all’interno che il vetro del collo si allontana facilmente dal tappo, si deve incidere con l’unghia la capsula alla base della gabbia; poi è necessario allentare e alzare la gabbietta; successivamente bisogna cercare la saldatura sul lato della bottiglia e rimuovere la copertura che potrebbe impedire un fluido movimento della sciabola; si deve tenere la bottiglia con le braccia quasi distese, inserendo il dito pollice nella base e inclinando di circa 30 gradi rispetto al piano orizzontale; infine la sciabola, che va impugnata in modo da utilizzare la parte della costa e non della lama, dovrà scivolare sul collo della bottiglia sopra la saldatura, e seguirla fino a colpire con decisione l’anello posto sulla parte superiore in prossimità dello sbocco. L’impatto della lama e la pressione interna alla bottiglia faranno in modo che il taglio sarà netto, il pezzo staccato si allontanerà e nessun frammento di vetro entrerà nella bottiglia. Come in una favola, il tappo ed il collo voleranno sotto la lama della sciabola, creando uno spumeggiante fuoco di artificio.

Nel 1986, un ristoratore francese, Monsieur Jean Claude Jalloux, in una sera d’inverno, dopo una eccellente cena tra colleghi, decise di aprire una bottiglia di champagne non in modo usuale, ma utilizzando la sciabola, e con un gesto lungo ed armonioso, “ geste souple”, fece scivolare la sciabola sulla piega della bottiglia fino all’anello della parte superiore del collo, e poi , con un colpo deciso ma non brusco, aprì la bottiglia. Tutti rimasero esterrefatti, applaudirono e ordinarono altro champagne per rivedere il modo spettacolare di apertura. Fu quindi Jean Claude Jalloux che mise le basi della “Confrérie du Sabre d’Or”, la “Confraternita della Sciabola d’Oro”, un organismo che opera attualmente in tanti Paesi del mondo per mantenere e regolare le antiche norme su cui si basa questa arte. Il Grand-Maitre di questa Confraternita è proprio Monsieur Jalloux, ed ha molti membri: dal Sabreur, che è colui appena entrato nel mondo del Sabrage, allo Chevalier-Sabreur, che è il novizio che sa dominare la sciabola; dal Maitre-Sabreur, responsabile di una Congregazione locale, all’Officier, con 5 anni di esperienza; dal Commandeur, che deve saper “decapitare” davanti a tutti una Jeroboam (4 bottiglie) di champagne, al Gran Commandeur, la più alta onorificenza riservata solo ai comandanti con più di 10 anni di esperienza.

Anche in Italia è stata costituita tale organizzazione che promuove l’arte del Sabrage…è una abilità nobile e delicata, testimonianza di storia e di tradizione, capace sempre di trasmettere allo spettatore momenti di trepida emozione.

 

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