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Friuli, i grandi vignaioli si incontrano

Manlio Giustiniani
Dal n.165 di
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Dici Collio e pensi al vino, al Friulano, alla Ribolla, al Sauvignon. I viticoltori friulani sono stati tra i primi in Italia a usare la barrique, a sperimentare le anfore e rappresentano un patrimonio unico di tradizione, esperienza e professionalità. La moderna viticoltura continua a valorizzare il millenario percorso dei vini di questa zona collinare, che è un grande itinerario naturalistico, vicino alle nevi della Carinzia così come al mare, un percorso che parla di vino, puntellato nel tragitto dalle insegne di note cantine come Venica, Livio Felluga, Livon e Jermann.

La regione può vantare una varietà culturale, naturale ed enogastronomica molto ampia, articolata in un territorio esteso solamente 7.858 chilometri quadrati. Dal punto di vista culinario, il panorama regionale riflette le diverse componenti che vivono sul territorio, riuscendo ad operare una felice ed originale sintesi di culture differenti, come quella italiana, slava e germanica. Con questa visione la Via dei Sapori Friuli Venezia Giulia, sotto la guida di Walter Filipputti, in collaborazione con Jermann, ha organizzato lo scorso 24 ottobre un Lunch Show, con 20 chef. Cucina stagionale quella dei ristoranti di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, preparata con prodotti del territorio che gli chef contribuiscono a valorizzare, in un’ottica di promozione delle materie prime. Attraverso i piatti, in un’instancabile ricerca di materie prime di caratura elevatissima, gli chef desiderano raccontare la propria terra e le molte contaminazioni storiche e culturali che la rendono unica; il tutto insieme ai 40 vignaioli, provenienti non solo dal Friuli ma anche dal resto d’Italia e dalla vicina Slovenia. In quest’occasione abbiamo avuto la possibilità di degustare molti grandi vini bianchi e pregiati rossi dal carattere tipicamente friulano, dagli autoctoni Friulano e Ribolla Gialla al Sauvignon e allo Chardonnay. La varietà a bacca rossa più diffusa è il Merlot e tra i vitigni locali spiccano il Refosco dal Penduncolo Rosso, lo Schioppettino e il Pignolo.

Sicuramente il vino più ricercato è stato il Vintage Tunina 2005 di Silvio Jermann, ospite della manifestazione, e azienda tra le più rappresentative della realtà enologica friulana. Considerato tra i migliori bianchi d’Italia, il Vintage Tunina è un assemblaggio di Sauvignon, Chardonnay, Ribolla Gialla, Malvasia Istriana e Picolit. Il 2005 si presenta color giallo dorato e subito molto interessante al naso, con note floreali e aromi di frutta tropicale. In bocca rilascia una freschezza straordinaria, con un ritorni in linea e di straordinaria persistenza. Tutte le fasi della vinificazione si svolgono in acciaio con lunga permanenza sui lieviti.

Altro assaggio di livello il Sauvignon Ronco delle Mele 2014 di Venica, azienda a conduzione familiare di Dolegna del Collio. La proprietà è distribuita su quattro colline, con circa 35 ettari di vigneto, esaltati da una filosofia aziendale capace, in ogni vino, di sottolinearne le particolarità e l’unicità. Il Ronco delle Mele 2014 è uno tra i migliori Sauvignon d’Italia: naso agrumato di pompelmo, quindi intenso di litchi e percorso da una piacevole nota floreale e di erbe aromatiche (salvia e timo), su uno sfondo minerale. In bocca è sapido, minerale, di buona freschezza e coerenti ritorni aromatici.

Sempre a proposito di Sauvignon, notevole è il calice di Villa Parens, cantina dalle radici solide, quelle della famiglia Puiatti, che dal 1967 seguono un’unica filosofia: la natura al centro, con il rispetto e la valorizzazione del territorio per esaltare il legame tra ambiente, vitigno e uomo. Sei gli ettari, tutti intorno alla villa patronale, per una produzione estremamente curata. Il Sauvignon rappresenta al meglio questa filosofia. Vinificato in acciaio, ha un profumo intenso e aromatico, con note di frutta, pesca e albicocca su tutti, erbe aromatiche e classiche sensazioni di foglia di pomodoro. In bocca è piacevole, sapido, con ritorni in linea con la via diretta e di buona persistenza.

Il rosso principe della manifestazione non è un vino friulano, bensì l’Amarone della Valpolicella 2008 di Romano Dal Forno, uvaggio di Corvina, Rondinella, Oseleta e Croatina. Vino simbolo e icona della denominazione veronese, è rubino scuro alla vista, con un profumo di frutta, marasca matura su tutti, nota floreale di rosa, tabacco scuro e toni balsamici misti alla nota di cacao. In bocca è stratosferico, strutturato ma fresco e sapido, equilibrato, con ritorni di frutta e finale sulla liquirizia. Sicuramente una manifestazione da non perdere nel 2016, per degustare le eccellenze vitivinicole del Friuli e non solo, ma anche abbinarle ai piatti del territorio.

Jermann
Via Monte Fortino, 21 
34072 Farra d’Isonzo (GO)
Tel. 0481 888080 
www.jermann.it 
info@jermann.it

Venica
Loc. Cerò, 8
34070 Dolegna del Collio (GO)
Tel. 0481 61264 
www.venica.it
venica@venica.it

Villa Parens
Via Dante, 69, 
34072 Farra d'Isonzo (GO)
Tel. 0481 888198
www.villaparens.com
maison@villaparens.com

Romano Dal Forno
Loc. Lodoletta, 1
37031 Cellore di Illasi (VR)
Tel. 045 7834923 
www.dalfornoromano.it 
info@dalfornoromano.it

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