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Storie d’Etna

Claudio Bonifazi
Dal n.165 di
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L’Etna sorveglia e protegge le viti che crescono lungo le sue pendici come un padre possessivo fa con i propri figli; eppure fissare il monte dal basso, induce all’erroneo pensiero che non via sia alcuna occasione di coltivazione; scrutando attentamente il paesaggio però, tra la cima bianca e le rocce nere dei pendii si scorgono i terrazzamenti vitati, dove ogni giorno piccoli agricoltori lavorano duramente per far crescere le uve. Il legame che fonde l’Etna - e in genere la Sicilia - con la vite si spinge a qualche millennio fa, quando i Greci piantarono le loro barbatelle in Trinacria.

Furono la necessità e l’intuizione dunque, col tempo, a stabilire quel rapporto indissolubile tra terra e frutto, complici le condizioni pedoclimatiche che lo stesso Etna ha offerto costantemente nel tempo. Suoli sabbioso-vulcanici, la vicinanza al mare, le escursioni termiche - che grazie alle altitudini possono raggiungere anche i trenta gradi giornalieri - sono elementi vincolanti per la produzione qualitativa in tutte le sue fasi, dall’invaiatura, alla maturazione per giungere in fine alla vendemmia. Circa duecento anni fa Giuseppe Benanti iniziò la sua attività di viticoltore a Viagrande in provincia di Catania, oggi rilanciata dall’omonimo nipote; Negli ultimi trent’anni Giuseppe ha speso tempo e fatica nel trovare le micro zone in cui ogni singolo vitigno potesse esprimere al meglio le proprie caratteristiche varietali, essendo i loro vigneti diffusi lungo i versanti che circondano l’Etna; come in un puzzle incastrare il clone giusto sul giusto terroir ha richiesto investimenti e tecnologie, ma i risultati ottenuti oggi sono la certificazione che ciò sia stato svolto correttamente.

L’Etna Rosso Serra della Contessa è il vino di punta, con una produzione di 10.000 bottiglie, a base di Nerello Mascalese per l’80% del blend e per il restante di Nerello Cappuccio. Le viti sono situate in alta montagna, assoggettate alle forti escursioni termiche diurne; il sistema di allevamento, ad alberello, ha una densità d’impianto di 8000 piante con una resa finale di soli 55 quintali per ettaro. La vinificazione sulle bucce si protrae per lungo tempo in tini di rovere e l’affinamento continua in barrique per oltre un anno. Il naso è scuro come le rocce del monte e sfodera note di fumo, liquirizia, pietra focaia, viole appassite, erbe aromatiche con rientri di frutta scura matura. La persistenza è notevole e ritorna indietro mostrando a turno sapidità e freschezza in un incredibile equilibrio.

Notevole è l’Etna Bianco Superiore Pietramarina, Carricante in purezza; alcune vigne sono ancora a piede franco e giacciono sul versante est a un’altezza di quasi mille metri. Allevamento ad alberello e resa di settanta quintali, per queste piante di ottanta anni di media, uniscono il tocco che induce alla qualità. Il colore verde oro annuncia sentori agrumati e minerali, mela e poi zagara; al palato è una concentrazione di sapidità e freschezza. Il vino affina per due anni prima di essere imbottigliato per ulteriori dodici mesi.

Benanti
Via Garibaldi, 361
95029 Viagrande (CT)
Tel. 095 7893399
www.vinicolabenanti.it
benanti@vinicolabenanti.it

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