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Palazzone, vernissage del Musco

Antonella Pompei
Dal n.161 di
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Non capita tutti i giorni di essere invitati alla presentazione ufficiale di un vino, se poi l’evento ha luogo in una grotta etrusca alla presenza di una ventina di “eletti”, allora l’emozione aumenta. Poi, la storia del Musco fa il resto. Siamo a Rocca Ripesena, frazione di Orvieto (TR), nella importante azienda Palazzone, guidata dai fratelli Ludovico e Giovanni Dubini. Palazzone è un grande podere acquistato dalla famiglia Dubini, che è di origine lombarda, precisamente di Lecco, alla fine degli anni ’60; vengono ristrutturate le case coloniche e vengono impiantati vigneti. I terreni sono di origine sedimentaria e argillosa, 25 ettari di vigne che comprendono vitigni locali, per produrre Orvieto e Grechetto, multiformi espressioni enologiche di questo territorio, ma anche Viognier, Sangiovese e Cabernet Sauvignon, per dare vita a vini di grande complessità che hanno poi portato Palazzone a rappresentare, a partire dalla fine degli anni ’80, una delle realtà vinicole più significative dell’Umbria. Il Musco è il nuovo nato. Il nome è lo stesso del vino prodotto nel 1983 come vino da tavola. Un Orvieto Classico ma senza denominazione, in etichetta si legge Vino Bianco 2013, blend di Verdello al 50%, Procanico (il Trebbiano Toscano da queste parti) e un 20% di Malvasia, allevati tutti e tre in un unico vigneto, come si faceva una volta. Un vino particolare, che soprattutto vuole raccontare una storia antica e senza tempo, che viene vinificato tutto all’interno della magnifica grotta, racchiusa, come abbracciata, in un bosco di castagni. Tutto avviene nella grotta, scavata nel tufo: qui troviamo l’antico torchio manuale, il tino di fermentazione, che si svolge senza lieviti aggiunti, con macerazione sulle bucce per 5 o 6 giorni; poi il vino fermenta fino a primavera, dopodiché sosta un anno nella botte di castagno e 8 mesi nelle damigiane prima di essere imbottigliato in circa 1.500 bottiglie.

Giovanni Dubini, che è anche l’enologo, è la nostra guida. La presentazione comprende un originale video, proiettato in uno dei piccoli locali della grotta. La degustazione è preparata sul bel tavolo design ideato da Giovanni e da lui fatto realizzare con lastre di basaltina sulle quali ha fatto incidere i tondi affinché ogni calice abbia la sua nicchia perfetta su cui poggiare. Il Musco è elegantemente presentato nella sua custodia e l'etichetta è un disegno degli inizi degli anni '90 di Livio Orazio Valentini, che era un famoso artista umbro e suocero di Giovanni, che ha voluto fargli un omaggio. Si presenta del colore dell’oro antico virante al nocciola. Sentori fruttati di susina, pesca gialla, mela cotta, nocciola e mandorla, floreali di acacia e fiori di campo, aromatici di timo introducono una sapidità dominante nel sorso di giusta acidità, non esuberante nella verve di freschezza, di buon corpo. La presentazione anticipa: “Musco, storia di un futuro” e noi amanti del vino il Musco lo aspettiamo fra un paio d’anni, certi che darà allora il meglio di sé. L’aspetto più seducente, e che aleggia nell’aria, è che il Musco rappresenta la realizzazione di un sogno, quello di Giovanni Dubini di fare un vino dalle radici antiche, che ritorni alla tradizione quasi come un figliol prodigo e che rappresenti l’essenza interiore di un luogo, quella cosa quasi viscerale che i latini chiamavano “Genius Loci”. Il sogno è realizzato, il progetto ha preso forma, ora tocca al trascorrere del tempo. Grazie alle idee e all’amore di Giovanni per i suoi vini, amore che si vede, il suo fare tranquillo non nasconde l’emozione. Ad un certo punto, a degustazione ultimata, qualcuno sta andando via, lui si guarda intorno assorto: sta cercando il modo di far assaggiare ai più curiosi quello che sarà il Musco 2014.   

Palazzone
Località Rocca Ripesena, 68
Orvieto (TR)
Tel. 0763 344921
www.palazzone.it 

 

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