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Piccole Marche crescono

Antonella Pompei
Dal n.159 di
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La campagna marchigiana è bellissima e inconfondibile, per le sue colline dolci, dove gli appezzamenti sono ordinati in quadrilateri regolari, delimitati da file di pini, cipressi o altri alberi, che segnano un confine verde scuro a vigneti, uliveti e campi ocra e giallo oro. Attraversando un paesaggio siffatto in una splendida mattinata estiva, arriviamo a Cossignano (AP), nella giovane piccola azienda vitivinicola di Igino Brutti, denominata Fontorfio. Igino è un programmatore informatico che, pur continuando la sua professione, ha deciso, nel 2005, di riprendere questi terreni, recuperando e restaurando il casale di famiglia e riportando a produzione i vigneti di Passerina, Pecorino e Montepulciano situati nella proprietà. Modifica, talvolta sostituendoli, gli impianti esistenti per ottenere minor produzione e maggior qualità, prevalgono Guyot e cordone speronato. 

La volontà è quella di fare un vino naturale, secondo una viticoltura che si sforza di non usare pesticidi, erbicidi e fungicidi, che limita al massimo l’uso di zolfo e rame, pur consentiti dal biologico, sostituendoli con preparati naturali a base di oli essenziali, spore di muffe antagoniste, estratti di ortica, equiseto, alga, humus di lombrichi. La vendemmia avviene a mano, di grappoli a cui non è stata data anidride solforosa per non danneggiare o perdere i lieviti indigeni, più possibile integri per scongiurare fermentazioni precoci. Così come a mano rimescola le vinacce più volte al giorno. I primi risultati sono stati così buoni che non riusciva ad esaudire tutte le richieste così ha deciso di comprare altri vigneti e altri terreni da adibire a vigneto. La produzione per ora è sulle 4.000 bottiglie annue. Al nostro arrivo, aveva preparato la piccola sala di degustazione ma è un caldo luglio anche qui in collina e allora ci si sposta nella cantina, in mezzo alle bottiglie ad affinare, che ha una temperatura  decisamente fresca e gradevole. Ci spiega che l’azienda Fontorfio è biologica certificata e che la ricerca della qualità nel rispetto della natura è la base della loro filosofia, cercando di assecondare la natura senza dominarla. Il 2015 è un po’ l’anno zero dell’azienda, perché per la prima volta può vinificare tutta l’uva nella propria cantina mentre negli altri anni aveva vinificato presso cantine di due amici, non potendolo fare interamente in proprio, e quindi i vini non erano ancora come esattamente li voleva lui, il loro zampino c’era. Quest’anno sarà finalmente così e stando agli incredibili profumi del mosto del pecorino in questi giorni di fine settembre, Igino è convinto che sarà un’ottima annata per i suoi vini. Noi li aspettiamo e intanto torniamo alle degustazioni fatte in cantina.

Il primo assaggio è uno spumante, Cuprense 22 2013, Passerina 100% , rifermentato in bottiglia;  si tratta di un esperimento (solo 500 bottiglie), perché la sboccatura avviene per far diminuire la pressione di 5 atmosfere e per sostituire il tappo a corona con quello di sughero, e non per togliere i lieviti, quindi un ulteriore riposo sur lie. Il nettare è infatti velato nel color giallo paglierino, fruttato, fresco, si sente l’evoluzione in atto. Si prosegue: Marche Bianco Cossineo 2013, 100% Pecorino, 14%. Colore giallo paglierino con riflessi dorati; al naso emergono sentori fruttati di pesca noce e pesca bianca, frutta esotica, mela golden, pera williams, seguono note di fiori bianchi, mandorla. In bocca si evidenzia tutto il carattere del pecorino: secco, di corpo, di fremente acidità, Igino assicura che, una volta aperto, si conserva bene in frigo per 10 giorni. Cossineo 2011, 100% Pecorino, 14,5%. Giallo dorato. Profumi di pesca matura, frutta esotica più dolce, cedro, erbe aromatiche, acacia, zenzero. Rispetto alla versione 2013 perde un filo di acidità, regalando morbidezza e sapidità ad un assaggio comunque vivace in freschezza. Marche Rosé Gaio Mario 2014, 50% Montepulciano e 50% Sangiovese vinificati in rosato, 12,5%. Rosso rubino. Aromi fruttati di lampone, fragola, litchi. Gusto fresco e vinoso, gradevole. Marche Rosso Castello di Marte 2012, 80% Montepulciano e 20% Sangiovese. Pensato come Montepulciano in purezza, il sangiovese viene aggiunto per conferire acidità quando l’annata lo richiede. Rosso rubino, molti sentori di frutti rossi, intenso. L’assaggio è morbido e fresco, adeguati i tannini, piacevole. Anche la pizza con mozzarella, melanzane e zucchine  gustata con gli assaggi viene da un vicino forno che usa ingredienti biologici. È ora di pranzo inoltrata e non diciamo di no ad un bel tagliolino di Campofilone ai frutti di mare e pomodorini, preparato al volo da Igino. I piccoli produttori stanno crescendo, le Marche sono presenti.

Fontorfio
Contrada Fiorano, 4
63067 Cossignano (AP)
Tel. 392 9192698
www.fontorfio.it 
info@fontorfio.it

 

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