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Incontri d’estate: “Sorsi di Vino” a Valmontone

Antonella Pompei
Dal n.156 di
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Molti amici del vino il 18 luglio scorso si sono dati appuntamento a Valmontone, alla manifestazione enogastronomica “Sorsi di Vino” organizzata da Pasquale Pace, alias il Gourmet Errante (www.ilgourmeterrante.it). Già la location è una sorpresa, specie per chi conosceva Valmontone solo come sede dell’Outlet: Palazzo Doria Pamphilj e le due piazze laterali, il tutto situato sul punto più alto del paese, assurto al rango di “Città” nel 1843 per volere del pontefice Gregorio XVI. Valmontone è un’importante cittadina a pochi chilometri da Roma, di cui fa provincia, in direzione sud-est, verso la Ciociaria. Nel 1634 fu acquistata dai Barberini e, nel 1651, dal Principe Camillo Pamphilj, nipote dell’allora Pontefice Innocenzo X e dunque esponente di una delle famiglie romane più potenti del periodo. Camillo decise di fare di Valmontone la sua residenza extraurbana e così vi fece costruire il Palazzo, ricco di sale affrescate, specie nel piano nobile. La manifestazione ha visto la partecipazione di numerosissime aziende, medio-piccole ed artigianali, tutte rigorosamente di qualità e tutte espressione del proprio territorio, secondo lo spirito, rigoroso anch’esso su questi temi, dell’ideatore dell’evento. Non le elencheremo tutte, ma a rileggerle alla voce espositori del sito www.sorsidivino.com, ne siamo rimasti ancora una volta sorpresi ed entusiasti. 

Il Lazio, padrone di casa, era giustamente ben rappresentato: Az. Agricola Fernando Proietti, Damiano Ciolli e Migrante di Olevano Romano (RM) con l’importante doc laziale Cesanese di Olevano; Antonello Coletti Conti di Anagni (FR), Agricola Emme del Piglio (FR), Az. Agricola De Sanctis di Frascati (RM), Cantine Trappolini di Castiglione in Teverina (VT), La Luna del Casale di Lanuvio (RM), Marco Carpineti di Cori (LT), la Biodinamica di Carlo Noro. Non sono mancati gli Champagne, degustati allo stand di Roberto Mangione della Salsamenteria dei Monti Parioli di Roma. Un grande banco dedicato ai Trentodoc: Foradori, Cantine Moser, Balter e altri. Ci piace ricordare poi Ettore Germano e Le Piane, Drei Donà, Lis Neris, Ka Manciné, Agricola Ottomani, Colombaio Santa Chiara, Querciabella, Le Potazzine, Leonardo Bussoletti, Decugnano dei Barbi, Marisa Cuomo, Girolamo Russo e I Graci. C’era la birra dei Birrifici Tolerium e per il  food,  un tripudio di assaggi goduriosi: i formaggi e i salumi di Fracassa di Sant’Egidio alla Vibrata (TE),  le “Forme d’Autore” di Antonello Egizi di Balsorano (AQ), i babà di Agresti, le marmellate di Casa Caiano di Olevano, i dolci e i panettoni di Attilio Servi, i pomodori di Giòli, il pane di Gabriele Bonci, il panettone al cesanese e le altre proposte del Bar Lazio e del Ristorante Cesaneseria Il San Michele, entrambi del Serrone (FR). E ci fermiamo qui. Queste le degustazioni guidate: Grifalco della Lucania con la verticale di Aglianico e Bellenda con la “circolare” di Prosecco, ambientate in una elegante sala affrescata e che meritano un resoconto a parte. Una bella manifestazione ed una buona affluenza (considerato che era la prima edizione), rappresentata dagli appassionati del settore soprattutto; dispiace notare che è mancata un po’ la presenza della cittadinanza locale, segno che dobbiamo ancora lavorare per diffondere la cultura del vino e del cibo in senso orizzontale, affinché diventino patrimonio e bagaglio culturale di sempre più persone. Noi siamo pronti. 

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