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Australia: Vini, Formaggi, Whisky, Gin e non solo

Alessandro Ragazzo
Dal n.156 di
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Si ricomincia finalmente, mi è mancata molto BIBENDA 7, uno spazio importante dove poter raccontare e aggiornare il mondo enogastronomico visto da qui, in un Paese sempre in continuo movimento, dalle mode originali, dai trend televisivi molto redditizi e dalla continua ricerca dell’alta qualità, anche a prezzi sempre più alti.

Si ricomincia con la primavera iniziata il 1° Settembre, lasciandosi alle spalle un inverno piovoso, freddo e noioso, insomma proprio da vino rosso che da queste parti rappresenta il fiore all’occhiello della produzione enologica, con la varietà Shiraz sempre più emblema di un consumismo conservativo e riottoso ai cambiamenti proposti nei negozi specializzati. In molti casi però, nei ristoranti il cliente sembra convertirsi a ciò che gli è sconosciuto, ormai assuefatto da una cucina elaborata ma di qualità, a volte coraggiosa, in altri casi quasi vigliacca.

Sono i vini a base Shiraz che hanno dato slancio all’export enologico dell’Australia, con numeri che fotografano un’attenzione crescente nei mercati Europei, Regno Unito in prima fila, seguito da Stati Uniti e Cina, il mercato più invitante quest’ultimo, al momento, per i produttori australiani, non solo per la vicinanza geografica ma anche per l’interesse quasi ossessivo sviluppato su prodotti affascinanti come quelli marcati Penfolds.

L’inverno ha dato tempo sufficiente per meditare sulla prossima produzione casearia e sulle uscite tanto attese di nuovi prodotti. I formaggi più apprezzati e consumati sono spesso prodotti in stile Cheddar a pasta dura, seguiti dai morbidi e dagli spalmabili. C’è invece chi preferisce innovarsi e creare qualcosa mai vista prima e non comune da queste parti ma pur sempre in perfetta sintonia con il territorio. Section 28 (www.section28.com.au), caseificio artigianale dell’area di Adelaide Hills, nasce dalla voglia di poter creare proprio questo: un quid di magico e di nostalgico che possa esprimersi in diverse forme e stili. Formaggi molto vicini alla tradizione europea inspirati ai prodotti francesi e italiani, dal sapore moderno e dalle tecniche tradizionali. Inutile far finta di nulla, l’Australia sta emergendo per la qualità del suo food and beverage e per l’abilità dei suoi creatori nel sapersi rinnovare, reinventarsi e diffondere con mezzi semplici o magari riciclati, un nuovo prodotto legato ad un nuovo trend, Whisky bar e Gin di micro produzione sono la dimostrazione, nel mondo delle bevande, che c’è una nuova generazione che respira e si fa largo tra un bar e l’altro delle grandi città, abbandonando le vecchie tradizioni dei pub puzzolenti di birra e oggi poco interesse.

A proposito di nuove generazioni che avanzano, l’Australia sembra stia diventando una nuova casa di accoglienza per giovani Italiani, sempre più interessati e affascinati dall’ottimismo di un Paese dalla grande vivibilità e qualità. Per chi ha voglia di continuare a sognare e farsi largo tra la confusione ed il pessimismo, da queste parti le porte non si aprono ma si spalancano, sappiate però che nulla è regalato, bisogna guadagnarselo. L’Italia qui riemerge dopo anni di vecchie glorie e tristi svogliatezze: cuochi, chef e Sommelier creano e promuovono il meglio dell’enogastronomia Italiana, locale e internazionale, spinti dalla passione e dalla cultura che ci distinguerà sempre. 

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