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Sciacchetrà, la perla della Riviera di Levante

Salvatore Marsillo
Dal n.146 di
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Lungo la Riviera ligure di Levante, all’altezza dei comuni di Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, noti a tutti come le Cinque Terre, i vigneti sono coltivati sulle caratteristiche terrazze a picco sul mare, sostenute da muri a secco, che l’uomo ha costruito con un lavoro secolare per strappare suolo coltivabile alle montagne. Il clima mite, l’ottima esposizione ai raggi solari e le pietre dei muri che, riflettendo il calore del sole, accelerano la maturazione delle uve, hanno reso leggendaria la fama del vino delle Cinque Terre. Se un tempo la viticoltura era uno degli aspetti distintivi di questa zona, oggi sono rimasti solo pochi eroici viticoltori a perpetuarla. Per favorire il recupero della tradizione enoica di questa parte della regione, a Groppo di Riomaggiore nel 1982 è sorta la cooperativa agricola Cantina Cinque Terre che produce, oltre al Cinque Terre Doc, lo Sciacchetrà, il fiore all’occhiello dell’enologia ligure, le cui radici risalgono a un passato lontanissimo come lo stesso nome lascia intendere. La parola Sciacchetrà discenderebbe infatti dall’armeno ‘Shekar’ che indica il vino offerto a Dio o da “Shekhar”, un termine semitico molto antico riferito alle bevande fermentate; secondo un’altra interpretazione deriverebbe dall’unione di due parole del dialetto ligure, ‘sciac’, che rappresenta l’atto del pigiare le uve per poi togliere le vinacce durante la fermentazione, ‘trà’ ossia “mettere da parte”. Gli abitanti dei cinque borghi erano soliti chiamarlo anche Refursà, cioè ‘rinforzato’ per via dell’alta componente zuccherina dovuta all’appassimento. Lo Sciacchetrà nasce infatti dall’appassimento di tre vitigni autoctoni - il Bosco, il Vermentino e l’Albarola - selezionati in modo certosino già alla vendemmia. I grappoli sono adagiati, senza sovrapporli, in cassette subito trasportate nei fruttai dove avrà luogo l’appassimento sui graticci; questa fase si protrae per due mesi durante i quali le uve sono controllate periodicamente per evitare l’insorgere di muffe. Un’ultima selezione avviene alla diraspatura effettuata a mano, acino per acino; si parte quindi con la fermentazione che si svolge con parziale macerazione sulle bucce, per poi proseguire con l'affinamento in acciaio per circa 16 mesi.

Nell’annata 2011 lo Sciacchetrà della Cantina Cinque Terre si presenta con un colore ambrato tendente al rossiccio; il profumo è molto intenso e stupisce in modo particolare perché, oltre ai riconoscimenti classici che ci saremmo aspettati, come la caramella d’orzo, le nocciole tostate, il miele di acacia, la confettura di mela cotogna e la crema di castagne, sfodera una componente di agrumi declinata in tutte le varianti, dalla marmellata di limone al cedro candito, dalla buccia del mandarino alla gelèe all’arancia, avvolti in un soffio marino di salsedine e iodio. Il sorso è strutturato, dolce il giusto e sconfinatamente morbido. E mentre tutti gli aromi avvertiti dal naso si riaffacciano in bella evidenza nel palato, il tutto è sorretto, da una tesa, lucida freschezza, ancora citrina, che non demorde, non molla la presa per tutta la durata dell’esperienza gustativa.

Cantina Cinque Terre
Loc. Groppo
19010 Riomaggiore (SP)
Tel. 0187 92 04 35
www.cantinacinqueterre.com
info5t@cantinacinqueterre.com
 

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