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Campania e Irpinia: una sottolineatura sciocca

Franco M. Ricci
Dal n.142 di
Fotografia

Ce ne siamo resi conto al Vinitaly e di ritorno ve ne parliamo.

Abbiamo visto due grandi Padiglioni, vicini ma separati, uno della Campania e l’altro dell’Irpinia.

Ora, non è assolutamente necessario al Vinitaly stare tutti insieme, quello delle Regioni del Vino è sempre stato un metodo per far pagare le Regioni e risparmiare. Bene.

Moltissime sono le Aziende che si collocano per conto loro e costruiscono i loro Stand ben disegnati, storici, folcloristici...

Ma le Regioni hanno un grande spazio. Abbiamo visto ambienti eleganti e ben realizzati e soprattutto ben distribuiti per una migliore visibilità delle Aziende.

Il peggiore di questi è di gran lunga il Lazio.

Ma torniamo all’Irpinia. La nota stonata non è certo avere degli spazi di territorio. La cosa che non piace mica è l’ostentazione di aver voluto a tutti i costi dire “noi siamo i più bravi e i più ricchi”.

Proprio come la squadra Italia del vino. In piena concordanza con il motto della maggioranza dei Produttori italiani: “il vino mio è meglio del tuo”.

Questo non ci è proprio piaciuto.

Non so chi abbia inventato questa cosa, pare lo scorso anno, ma sicuramente non si tratta di un genio. Dicono della volontà di tutti i 71 Produttori presenti.

Non si tratta di correre da soli verso chissà cosa, né si tratta di scelte coraggiose, come dichiara il presidente della Camera di Commercio di Avellino.

Si tratta soltanto di dividere una regione e questo può anche essere comprensibile, ma non è certo attraverso queste divisioni che si eccelle in qualità.

Amici cari non ci caschiamo. Non cascateci. Non vuol dire che siete tutti bravi soltanto perché siete in 71 nello stesso Padiglione!

Cari amici, la qualità rimane a chi la fa. Restano i bravi e i meno bravi. E rimarranno i meno meno bravi. Averlo sottolineato al Vinitaly in maniera così imponente è una sciocchezza. Ed il messaggio rimane.

Poi bisognerà far capire alla gente che l’Irpinia sta in Campania.

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