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Vin Santo del Castello di Cacchiano

Salvatore Marsillo
Dal n.140 di
Fotografia

Posto a quasi 500 metri d’altezza, nei pressi del comune di Monti in Chianti, il Castello di Cacchiano domina un panorama di commovente bellezza che da Gaiole spazia fino alle vette del massiccio montuoso di Pratomagno. Questa grande proprietà, che vanta quasi un millennio di storia, nel XIX secolo è appartenuta al Barone Bettino Ricasoli, il quale dopo una lunga carriera politica ed essere stato nel 1861 Primo Ministro del nuovo Regno d’Italia, si ritirò a vita privata nella campagna chiantigiana dove inventò la “ricetta” del Chianti Classico. Forte di un retaggio secolare nel campo vitivinicolo, l’azienda moderna, con il marchio “Castello di Cacchiano”, nasce nel 1974 quando la tenuta viene ereditata da Elisabetta dei Conti Balbi Valier, vedova del Barone Alberto Ricasoli-Firidolfi, padre di Giovanni, l’attuale proprietario.

Oggi la proprietà si estende per 200 ettari di cui 32 vitati mentre i restanti sono occupati da circa 5.000 ulivi, boschi e seminativi. Sul fronte dell’attività enologica il Castello di Cacchiano unisce alle antiche tradizioni nuove evoluzioni produttive, per cui accanto a diversi esemplari di Chianti Classico “old fashioned”, graffianti e robusti, non inclini a edulcorazioni e modernismi, troviamo una versione spumantizzata di Sangiovese in purezza, un azzardo nel quale poche altre cantine toscane si sono cimentate con altrettanto successo. Alla vecchia guardia invece appartiene il Vin Santo della casa, un’espressione superba, didascalica - che di più non si potrebbe - della tipologia. Le varietà coinvolte sono la Malvasia del Chianti Bianca per l’85% e (a partire dall’annata 2000) il Canaiolo per il resto; le uve, vendemmiate i primi di ottobre, sono sottoposte ad appassimento naturale su graticci di legno fino a metà dicembre. Inizia quindi la fase dell’invecchiamento nei classici caratelli di rovere di diverse capacità, da 50 a 150 litri, e al termine della maturazione si ha una resa uva/vino di appena il 13-15%. Per trovare nei negozi questo tesoro prezioso, centellinato ogni anno in poche migliaia di bottiglie da 375 ml, bisogna attendere 7 lunghi anni.

Il millesimo 2002 di questo vino mette tutti d’accordo, da più voci infatti è stato riconosciuto come una delle versioni più riuscite di Vin Santo mai realizzate dall’azienda. Il colore, tra il topazio bruciato e il mattone, è carico e compatto ma di grande trasparenza. I profumi si dilatano e si moltiplicano secondo dopo secondo, spaziando dal miele di castagno al bergamotto candito, dalle albicocche disidratate al croccante alle nocciole. E ancora affiorano carrube, caramella toffee, vaniglia e sciroppo di tamarindo mescolati a finissime note ossidative. Il sorso provoca piacere puro, un’impennata dei sensi, un sublime appagamento. Carnoso, denso e guizzante di mille sapori, dalla perfetta dolcezza e dinamizzato da una buona dose di acidità. Per questo Vin Santo infine non è il caso di parlare di persistenza ma di un vero e proprio assedio del palato; la profonda traccia aromatica che vi lascia impressa dopo la deglutizione non si stempera neanche dopo diversi minuti e con la salivazione reiterata.

Castello di Cacchiano
Loc. Cacchiano
53013 Monti in Chianti - Gaiole in Chianti (SI)
Tel. 0577 747018
www.castellodicacchiano.it
info@castellodicacchiano.it

 

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